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Sono passati 13 mesi da quel fatidico 22 novembre 2015: la posizione di Federconsumatori alla vigilia della cessione a UBI

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Sono passati 13 mesi da quel fatidico 22 novembre 2015: la posizione di Federconsumatori alla vigilia della cessione a UBI

Sono ormai passati 13 mesi dal 22 novembre 2015, data nella quale furono azzerati gli obbligazionisti subordinati e tutti gli azionisti, compresi i piccoli, di Banca Etruria. Una tragedia per moltissime famiglie, che videro evaporare in una notte i loro risparmi. Oggi la situazione sta lentamente modificandosi, la possibilità di accedere per le vie brevi al rimborso dell’80% del Fondo di Solidarietà di quanto perduto in presenza di condizioni reddituali definite, rende, se pur parzialmente, giustizia alle persone. Ma è una giustizia tardiva ed incompleta.

La posizione di Federconsumatori Toscana: «Noi ci siamo attivati per produrre istanze per far riavere quell’80%: ad oggi sono circa 2400 gli obbligazionisti toscani assistiti su un totale di 4mila coinvolti, in media arrivano a circa 19mila euro a istanza.

Per quel 20% rimanente, noi siamo intenzionati a costituirci parte civile sugli amministratori rinviati a giudizio per bancarotta fraudolenta e chiameremo in causa, attraverso una azione di responsabilità, anche la società di revisione, la Price Waterhouse Coopers, perché se c’è stata mala gestione da parte di chi ha amministrato potrebbe esserci anche da parte di chi doveva controllare. Non escludiamo un’azione di responsabilità anche su Banca d’Italia e Consob».

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