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Si avvicina la cessione di Banca Etruria (forse)

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Si avvicina la cessione di Banca Etruria (forse)

Per Nuova Banca Etruria, e anche Banca Marche e CariChieti, notizie confortanti da Roma, dopo l'incontro di mercoledì fra il presidente Nicastro e i sindacati nazionali, un incontro - è utile ricordarlo per dargli la giusta importanza - che viene a distanza di circa quattro mesi da quello precedente, quindi non si è trattato di una convocazione di routine. La trattativa con UBI Banca sembra abbia preso finalmente la piega giusta; si parla infatti di un'operazione di vendita da concretizzarsi entro fine mese e di un passaggio di proprietà entro fine marzo. Ora che l'approdo sembra individuato, si deve cominciare a ragionare seriamente sul futuro dei lavoratori e della banca, banca intesa come sportelli, presenza nel territorio, centri direzionali, supporto alle aziende e vicinanza alle esigenze delle famiglie. Sui lavoratori, il presidente Nicastro ha confermato che gli eventuali esuberi di personale, delle tre banche, saranno trattati coi prepensionamenti volontari e solo ed esclusivamente con gli usuali strumenti contrattuali. Però, non appena ci siederemo al tavolo con la nuova proprietà, continueremo anche sul segno della valorizzazione delle professionalità presenti in BancaEtruria e sulla tutela della mobilità territoriale per tutti i lavoratori della banca e delle aziende del Gruppo, da nord a sud, senza eccezioni. La sfida non ci spaventa, e nemmeno - a questo punto - aspettare qualche altra settimana. La FABI ha infatti affrontato nel passato - ma anche in questo periodo - molte altre e anche più complesse fusioni o incorporazioni tra banche; la FABI che è il primo sindacato a livello nazionale fra i bancari e il primo anche in UBI Banca, della quale fanno parte il Segretario Generale Lando Maria Sileoni e altri membri della Segreteria Nazionale. Però, in operazioni di tale portata, con ricadute importantissime sulle economie dei territori, all'azione "interna" dei sindacati, al confronto sindacati/azienda, si deve necessariamente affiancare un attivismo "esterno", che abbia come protagonisti i rappresentanti dei territori, cioè gli enti locali, i politici, i rappresentanti di tutte le categorie economiche. E' il caso di far vedere a UBI quanto tutti teniamo alla presenza della banca. I lavoratori e i loro rappresentanti sindacali, locali e nazionali, fanno e faranno la loro parte, ma nessuno si tiri indietro, niente ci verrà regalato.

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