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Cosa significano le assoluzioni di Fornasari, Bronchi e Canestri?

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Cosa significano le assoluzioni di Fornasari, Bronchi e Canestri?

Assolti. Per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato

Erano stati accusati di aver impedito all’organo di vigilanza di fare il suo lavoro. Invece sono stati assolti. Dunque non è vero che avevano impedito all’organo di vigilanza di vigilare!


Bankitalia esce dalla vela del tribunale di Arezzo con le ossa rotte. L’assoluzione dei tre è in realtà un pesante atto di accusa proprio per via Nazionale, che in passato aveva cercato di scaricare tutte le resposnabilità sul management della banca, reo di aver barato, truccando le carte.

Il tribunale di Arezzo ha risposto che no, non è così.

Dunque ricapitoliamo: durante il 2014 gli uomini di Bankitalia non sono praticamente mai usciti da Banca Etruria: hanno dettato sostanzialmente tutto, dal bilancio, alle poste dichiarate in sofferenza, agli indici di copertura.

Loro presenti hanno permesso la vendita delle subordinate al retail (al pubblico dei disgraziati), hanno fatto licenziare, dimettere, sostituire.

Il management invece è stato chiamato a difendersi (secondo la lettera di Bankitalia) dall’accusa di aver truccato le carte e di non aver "pianificato interventi idonei a ristabilire l’equipaggio reddituale del gruppo, per di più necessari in considerazione dell’elevato ammontare degli attivi infruttiferi e dei vincoli in termini di patrimonio e redditività".

Figuriamoci se val la pena difendere un classe dirigente inadeguata, che in anni di presenza in consiglio di amministrazione ha fatto mettere a verbale si e no tre parole e ne ha dette forse cinque, giusto per chiedere un caffè.   

Ma se durante tutto il 2014 questa virata verso la resurrezione non è avvenuta, cosa dire allora dei due commissari di grande esperienza (non un geometra o un bottegaio, ma addirittura dei guru della gestione bancaria) che durante tutto il 2015 non hanno fatto sostanzialmente nulla, salvo incassare le ricche prebende?

E i commissari a chi rispondevano se non a Bankitalia? In 10 mesi hanno vivacchiato senza prendere in alcuna considerazione possibili offerte di acquisto, men che meno stimolando il mercato in tal senso, in rassegnata attesa del "giorno fatale".

Ma l’accusa finale è stata incredibile: “la scelta di non proporre ai soci l’unica offerta giuridicamente rilevante presentata dalla Popolare di Vicenza di un euro per azione, estesa al 90 per cento del pacchetto azionario. Ciò ha lasciato inevasa la richiesta della Vigilanza di realizzare un processo di integrazione con un partner di elevato “standing” e non ha portato a tempestive ed efficaci iniziative per una soluzione alternativa". 

Dove l’avranno letta "l’offerta rilevante"? Nella letterina di saluti inviata da Zonin a Banca Etruria? La famosa offerta di acquisto, cui fa riferimento Bankitalia, non era mai stata nemmeno presentata nel CDA di Pop.Vicenza. Solo Bankitalia l'aveva presa per buona.

Oppure per arrivare all'oggi, nell'offerta di 1 (uno) euro totali (e non per azione) per una banca oltretutto ripulita dai debiti, da parte di un altro rinomato istituto che tuttavia ha 28 indagati nel suo management?

Almeno un tempo, quando si voleva fare un OPA vera, si partiva dichiarandola alla Consob e si mettevano le carte sul tavolo a Piazza Affari.

Il nostro organo di vigilanza ha prima rimproverato Banca Etruria di non essersi fusa con una banca sull’orlo del fallimento. Per fare cosa? Il botto piu' grosso? Poi di aver nascosto le carte ai suoi ispettori, che hanno passato anni e non mesi dentro alla banca: è praticamente impossibile che non avessero piena consapevolezza di quale fosse la situazione reale.

Anni passati senza prendere alcuna decisione. Senza intervenire, quando ancora le regole europee permettevano di farlo e quando infatti la Germania (ma non solo) investiva miliardi nei salvataggi bancari.

Questa sentenza non ha solo mandati assolti i tre uomini chiave nella storia della banca, ma ha messo sotto accusa il sistema di vigilanza in Italia. Sistema che come unica soluzione, prevedeva la fusione con una banca sull’orlo del fallimento; senza un minimo senso del pudore o di vergogna, per non aver saputo neppure immaginare quale fosse la situazione della banca potenziale acquirente, fino a che non glielo ha "spiattellato in faccia" la BCE.

E' questo è il nostro organo di vigilanza? Quello che dovrebbe confrontarsi con la Bundesbank, con la Federal  Reserve, con la Banca d’Inghilterra o il Banque de France?

 

 

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