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L’UNIONE DEI COMUNI TIBERINI RINUNCIA ALLA RICOSTITUZIONE DELL’UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE A SANSEPOLCRO.

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L’UNIONE DEI COMUNI TIBERINI RINUNCIA ALLA RICOSTITUZIONE DELL’UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE A SANSEPOLCRO.

Il presidente Alberto Santucci al PD biturgense: “L’ho proposto io, penso sia una cosa fatta bene e me ne assumo la piena responsabilità politica!”

 

 

Sansepolcro – “In un periodo di vacche magre, dove i comuni piccoli non trovano neanche 2.000 (duemila) euro per tappare qualche buca e dove l’Unione Montana Valtiberina fa i salti mortali per continuare a pagare – finché lo potrà - gli stipendi ai propri operai forestali, spendere circa 70.000/80.000 (settantamila/ottantamila) euro all’anno per il ripristino dell’Ufficio del Giudice di Pace a Sansepolcro è un lusso che non possiamo proprio permetterci!” Queste le parole chiare e lapidarie del presidente dell’Unione Alberto Santucci che, rispondendo così alla recente nota apparsa nella stampa locale a cura del PD biturgense, dichiara inoltre: “Rinunciare al Giudice di Pace a Sansepolcro l’ho proposto io in Giunta Esecutiva, penso sia una cosa fatta bene e me ne assumo la piena responsabilità politica, sebbene vi siano anche oggettive ragioni di sopravvenuta indisponibilità del personale formato ad hoc”. La vicenda del ripristino del Giudice, ricorda Santucci, era stata portata avanti convintamente nell’anno scorso soprattutto dai Sindaci di Anghiari Riccardo La Ferla e di Sansepolcro Daniela Frullani. I 4 comuni piccoli diedero un’adesione di massima, ciascuno con propria deliberazione di giunta comunale (indispensabile per proseguire l’iter), ma dove era precisato: “Di dare atto che con il presente provvedimento non viene assunto alcun impegno di spesa, riservandosi di provvedere con successivo atto, al momento in cui verrà quantificato l’importo effettivo del costo del servizio a carico di questo ente, di adottare apposito impegno di spesa in base alle disponibilità del bilancio corrente”. “I 4 comuni piccoli, in quella sede – rammenta Santucci – non vollero certo mortificare l’entusiasmo dei due sindaci capofila per un progetto che comunque riportava un servizio a Sansepolcro, ma precisarono che, semmai,  avrebbero potuto partecipare alla sostenibilità del progetto con somme veramente minime”. Il presidente dell’Unione conclude questa nota con un’ultima precisazione non secondaria: “fa riflettere anche il fatto che alcuni illustri avvocati della nostra vallata ritengano che (per tutta una serie di motivi) il ripristino di questo costoso servizio a Sansepolcro non solo non sarebbe così utile, ma potrebbe addirittura rivelarsi ‘un disservizio sia per l’utenza che per gli avvocati visto che da tempo gli uffici giudiziari sono tutti concentrati in un unico palazzo ad Arezzo’ ”.

                                                                                                                                    Alberto Santucci

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