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Aglio, Aglietti, Aglioni

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Aglio, Aglietti, Aglioni

E raro in questo tempo. in cui siamo piu’ propensi, oppure incuriositi, a esplorare e conoscere esotici frutti e cibi provenienti dai piu’ disparati angoli della terra, di osservare, passeggiando nella chiana, gli orti di secolari famiglie contadine ed avere la stessa curiosita’.

 

 

Tutti noi pensiamo di conoscere le piante presenti perche’ sono le stesse che troviamo nei mercati;

eppure non e’ cosi’.

 

Il rispetto della tradizione della Chiana da parte di un gruppo di contadini, ha permesso l’incredibile miracolo ambientale di salvare dalla estinzione un tubero presente nella chiana dai tempi etruschi.

 

Onore a questi figli della Madre Chiana !

 

Il tubero e’ L’Aglione della Valchiana ben descritto ed opportunamente catalogato nell’1931 dal grande agronomo cortonese Napoleone Passerini.

 

Un tubero enorme (ne mostro nella foto 3 con peso ognuno di oltre il kilo) che contiene pochi spicchi e che soprattutto non contiene quella sostanza che rende spesso indesiderato il suo uso per l’odore che emana lo sprigionarsi di molecole solforee in fase digestiva.

 

Ora la Chiana, nella sua globalita’ senese ed aretina, ha deciso, in modo fermo ed intenso, di investire sulla produzione e valorizzazione territoriale di questa arcaica pianta impegnando risorse, organizzazioni e soprattutto studiosi.

 

I primi risultati sono stati riportati in un convegno a Farneta il 21 ottobre dove il Cortonese Prof. Graziano Tremori (Insegnante dell’Istituto Vegni) ed il Valianese Dott. Gianfranco Santiccioli, hanno presentato il libro in cui viene riportato, per la prima volta in modo storico e biologico ed agronomico, i risultati della loro pluriennale ricerca scientifica che rappresenta un autentico ed indispensabile manuale d’uso per la coltivazione di questo prodotto molto delicato e difficile da ottenere.

 

Il convegno ha illustrato, attraverso molti interventi,  lo stato attuale della coltivazione, della caratterizzazione geografica, e delle prospettive.

 

Interessantissima e’ stato anche l’intervento del Dott. Pierluigi Rossi, Governatore della Aretina Confraternita’ del Laici, che con la franchezza che lo contraddistingue non ha esitato ad affermare che solo da questa estate e’ venuto a conoscenza di tale tubero  di cui ha illustrato, in modo semplice ma accademicamente preciso,  le qualita’ alimentari e chimiche concludento l’intervento con utili raccomandazioni dietetiche improntate alla conoscenza, qualita’ e  misuratezza della quantita’ dei cibi ingeriti.

 

Quanti di noi andiamo al ristorante ed ordiamo i pici all’aglione presenti in ogni menu’ di esercizi tipici;   ebbene credo che ben pochi sono i ristoranti che utilizzino per questa ricetta (per mancanza di conoscenza)   il vero Aglione della Val di Chiana, e non l’aglio comune, come si puo’ anche constatare su ricettari online e yutube;  pertanto e’ stato opportuno ed indispensabile, come degna conclusione di tale convegno, in una sala del Ristorante Farneta  mettere  a disposizione degli oltre  300 commensali, un menu’ a tema di piatti all’aglione.

 

In tale smisurata  platea di commensali si e’ ben distinto il piu’ noto ed  insaziabile addentatore valianese, ben noto anche ad arezzo,  Paolo Fiorenzoni, che sotto lo sguardo di allibiti commensali e soprattutto di uno sbigottito, sgomento ed esterrefatto dietista come il Dott, Rossi, ho sgranato nell’ordine.

 

8 Bruschette con olio novello dell’Istituto Vegni

9 Bruschette con pulezze all’aglione

5 Bruschette con pomodoro fresco, olio ed aglione

 

5 (dicasi Tre) scodellate di Pici immersi in salsa all’aglione

38 (dicasi trentotto) tortelloni conditi in spuma di pomodoro ed aglione

 

2 piattate di filettone di maiale

 

E per finire, tanto per digerire meglio e per sostenere la notevole flora intestinale necessaria a digerire questa caterva di alimenti, (in una personale ed originale, ma certamente impropria,  interpretazione dei consigli del Dott. Rossi), ben  2 /dicasi 2) scodelle di fagioli in  bianco all’olio novello

 

Il tutto allungato (tanto ha dichiarato che non guidava) con 1 litro di rose’ “Solaio” della Cantina Pie’ di Colle di Civitella ed un fiasco di Rosso di Cortona delle Tenute Montecchiesi

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