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“Comuni a rischio sicurezza e default: il Governo scarica sugli enti locali l'emergenza migranti”

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“Comuni a rischio sicurezza e default: il Governo scarica sugli enti locali l'emergenza migranti”

Dichiarazione del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia, Giovanna Carlettini e Domenico Chizoniti

 

La questione migranti rischia di essere una bomba a orologeria per i bilanci comunali con costi che sottrarranno risorse ai cittadini, depauperati di servizi necessari. Oltre che compromettere la sicurezza dei territori. La circolare del ministero dell’Interno dell'agosto scorso che obbliga i Comuni a dare la residenza dopo tre mesi, novanta giorni in un centro di accoglienza, diventa il modo per i profughi per ottenere l’iscrizione anagrafica. I Comuni sono dinanzi a una situazione di forzatura giuridica che li costringe a considerare queste persone alla stregua di cittadini italiani o comunitari. Le conseguenze si traducono in accesso all’assistenza sociale, alla concessione di sussidi, alle case popolari, all’iscrizione nel servizio sanitario nazionale. A livello centrale il sistema dell’accoglienza sta saltando e il governo gioca allo scaricabarile. Il problema è che i Comuni sono sottoposti a una stretta finanziaria pluriennale e se gli immigrati sfruttassero questa opportunità, sarebbero costretti a gestire decine di richieste di residenza e a concedere i benefici sopra richiamati. Ribadisco: bastano i fatidici tre mesi, passati i quali i profughi ottengono una ricevuta e con questa possono avanzare richiesta di iscrizione anagrafica. Tale richiesta, spesso, neanche viene fatta dagli interessati ma, in maniera eterodiretta e anomala, dai responsabili delle cooperative. Il paradosso è che un cittadino italiano che vuole, ad esempio, trasferirsi da un Comune a un altro è costretto a fornire una documentazione molto corposa. Altro che un semplice foglio. L'amministrazione deve reagire a questa circolare. Cito un solo dato che nella sua discordanza, mette in risalto la drammaticità della situazione, che sfugge alla stessa oggettività dei numeri: i profughi ospiti di un hotel a Rigutino variano da 3 e 73, a seconda dei documenti. Mi pare una bella differenza che non ci lascia affatto tranquilli”.


 

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