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Nuova Banca Etruria – vendita, dipendenti e recupero sofferenze

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Nuova Banca Etruria – vendita, dipendenti e recupero sofferenze


Prosegue sottotraccia il lavoro per la cessione di Nuova Banca Etruria e di tutte le banche-ponte, nate alla fine del novembre 2015, con una triangolazione Roma-Bergamo-Bruxelles che vede le istituzioni nazionali ed europee lavorare sull’articolata proposta di UBI Banca. Abbiamo appreso come, seppur individuata, non sia stata resa pubblica la nuova data di scadenza per il termine della procedura di vendita. Comunque, una buona soluzione dev’essere trovata, viste anche le misure adottate - dopo la “risoluzione” delle quattro banche - per altre importanti banche nazionali.
Il mondo bancario nazionale è in fibrillazione e in grande trasformazione; questi sono gli argomenti più caldi: gestione delle sofferenze bancarie, costi gestionali, chiusure di filiali e gli esuberi di personale.
Stesse problematiche che incidono, e non poco, sulla vendita delle Good Bank e quindi anche della nostra banca, senza dimenticare il territorio.
Ad essere precisi, sugli esuberi, i dipendenti BancaEtruria hanno già fatto tutto il possibile, con 390 lavoratori che – a fine piano, cioè fra il 2012 e il 2109 – avranno lasciato l’azienda; ad oggi sono in totale millecinquecento circa i lavoratori della banca, ma fra questi ce ne sono più di cento – compresi fra quei trecentonovanta - che sono in procinto di lasciare anticipatamente il lavoro. Ricordiamo come i prepensionamenti siano tutti a carico del sistema bancario.
Anche sui costi, almeno quelli che riguardano il personale, i lavoratori di Nuova Banca Etruria stanno da tempo subendo pesanti tagli agli stipendi, anche con la nostra “cassa integrazione”, cioè le giornate di Solidarietà.
Sulle chiusure di filiali, la banca sta attuando un piano di razionalizzazione già previsto nel febbraio 2015, quando firmammo il secondo accordo sugli esuberi.
Insomma, chi verrà, troverà un personale virtuoso sotto tutti i punti di vista, con sacrifici già fatti, con bassa età media e con alte professionalità; come ripetiamo da tempo, nei lavoratori il compratore troverà di certo la Good Bank.
Sulle sofferenze bancarie, che per qualcuno – forse all’estero - saranno una gallina dalle uova d’oro, al territorio tutto, enti locali, rappresentanti politici e categorie economiche, devono cominciare a fischiare le orecchie; il loro recupero, infatti, avrà un forte impatto, che tutti stiano in campana!

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