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La Giunta Ghinelli sta facendo perdere tempo prezioso alla città

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La Giunta Ghinelli sta facendo perdere tempo prezioso alla città

Fermi interventi per 12 milioni di euro già finanziati: dal bastione del Belvedere della Fortezza al restauro dell'acquedotto vasariano, dalla rotatoria di Ponte a Chiani alla riqualificazione del Pionta. Quindi, forte rallentamento delle attività. O magari l'interesse a essere operativi nella fase avanzata della legislatura per far dimenticare chi aveva ottenuto i finaziamenti

 

 

Conferenza stampa dei gruppi consiliari del Pd e di Arezzo in Comune, con i consiglieri comunali Luciano Ralli e Alessandro Caneschi, in vista del prossimo Consiglio Comunale con particolare riferimento alla relazione annuale del sindaco sull’attività di Giunta.

“A un anno e quattro mesi dall'insediamento della giunta Ghinelli è il momento di fare le nostre valutazioni e riflessioni. Avevamo definito il bilancio, quando il rendiconto venne approvato, come 'condominiale' e non ci eravamo sbagliati. Siamo sempre dentro l'ordinaria amministrazione, un foglio di carta bianca di scelte strategiche. E questo stride con le promesse della campagna elettorale: ci aspettavamo riduzione della burocrazia e delle imposte per le imprese, la promozione della città, lavori pubblici importanti e invece, salvo il taglio del nastro di opere avviate dalla precedente amministrazione, non registriamo alcunché”. Così ha esordito il capogruppo Pd, Luciano Ralli che ha proseguito auspicando “segnali diversi nei prossimi anni, a partire dalla sicurezza per arrivare a investimenti concreti e a serie politiche ambientali, per ora non pervenute. L'amministrazione può vantare un'eredità positiva: la solidità finanziaria dell'ente. Noi abbiamo lasciato i conti in ordine e questo non è scontato in un periodo del genere. Se non ci sarà un cambio di passo faremo un'opposizione ancora più determinata. La Giunta Ghinelli sta facendo perdere tempo prezioso alla città”.

Alessandro Caneschi: “quando un soggetto si candida a sindaco dopo 9 anni di opposizione, non viene da Marte. Conosce i meccanismi amministrativi, quanto fatto da chi lo ha preceduto e dove mettere mano. E allora prendiamo ad esempio la Fortezza: la mostra che ne ha accompagnato la riapertura ha oscurato il nostro pregresso lavoro pluriennale. Senza considerare i cittadini rimasti chiusi dentro e gli orari inadeguati alle aspettative. Abbiamo avuto in questo periodo la guerra alle sagre, la fine di Icastica svoltasi nel 2016 a Prato, paradossalmente esaltata nella stessa relazione dal sindaco, l'abbandono dell'area ex Lebole oramai ridotta a dormitorio, l'approssimazione nella gestione della biglietteria durante la stagione di riapertura del Petrarca, la Casa della musica affidata alla Scuola di Fiesole presieduta da un sindaco di centrodestra, guarda caso, dopo che un bando era andato deserto. Per fortuna il governo Renzi, sui lavori pubblici, ha stanziato delle risorse per la riqualificazione delle periferie che il Comune dovrà essere bravo a intercettare. Il ruolo di comandante della Pm è stato svolto da un avvocato, poi da un architetto e ora c'è un ingegnere. Aspettiamo il nuovo che pare arriverà presto. Ci sono solo voluti 16 mesi. Concludo con le nomine: sono andati in alcuni casi a pescare soggetti che neanche risiedono ad Arezzo, quando poi, in altri casi, la scelta è caduta sui residenti, forse si è fatto per togliere dai banchi consiliari qualche personaggio scomodo”.

“Troppo verbi coniugati al futuro – hanno ribadito i rappresentanti di Arezzo in Comune, l'ex assessore Franco Dringoli e Flavia Pancani. A leggere il rapporto del sindaco, Arezzo sembra una città fiorente in ogni settore. Facciamo un elenco degli ambiti del vivere quotidiano e rendiamoci conto se è così: lo sport, con i problemi irrisolti dei campi da calcio e da rugby, il sociale e la scuola con le nuove povertà e asili che chiudono, le risposte che mancano ancora su via Malpighi. Se c'è qualcosa da ricordare di questo periodo è la derive omofoba, le porte chiuse del Consiglio Comunale su Nuove Acque e l'aggettivo 'illustre' dato a Gelli. Inoltre non è partito un solo bando di opere pubbliche, ovvero relativo a interventi da almeno 100.000 euro. Senza considerare che a oggi sono fermi altri interventi per 12 milioni di euro già finanziati: dal bastione del Belvedere della Fortezza al restauro dell'acquedotto vasariano, dalla rotatoria di Ponte a Chiani alla riqualificazione del Pionta. Quindi, forte rallentamento delle attività. O magari l'interesse a essere operativi nella fase avanzata della legislatura”.

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