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Referendum: Sì, No, le opposte tifoserie e la democrazia- Qualche personale riflessione

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Referendum: Sì, No, le opposte tifoserie e la democrazia- Qualche personale riflessione
Continuo ad essere convinto che sia stato un grave errore, per chi sostiene il no, mandare Zagrebelsky al confronto con Renzi. Sul piano mediatico onestamente non c'è stata partita. Come dice Scalfari ha vinto Renzi 2 a 0. Due mondi, due linguaggi, due modi di ragionare e di comunicare non confrontabili, come ha sottolineato giustamente Cacciari. La TV ha il suo linguaggio, i suoi tempi, quelli che Renzi sa usare e l'illustre docente universitario no! Ma non è questo il problema che mi interessa. Nei diversi commenti è stato posto un altro tema, quello della democrazia e del suo funzionamento.
Faccio una premessa: allo stato attuale io sono orientato a votare no, per quello che ho capito della cosiddetta riforma costituzionale (e non pretendo dire che ho capito tutto). E' una riforma pasticciata, come un po' la maggior parte delle decisioni di questo governo. Basta pensare alla improvvisazione con cui è stato affrontato il tema delle province, la cui supposta abolizione è stato un prezzo pagato all'antipolitica ed al populismo, creando un caos istituzionale che ora stiamo pagando. La stessa vicenda della “buona scuola” per tanti aspetti è frutto di improvvisazione e non conoscenza della realtà della scuola italiana. Detto questo, non amo le opposte tifoserie, i proclami, le visioni apocalittiche e catastrofiste dei due opposti fronti. Sarebbe opportuno ragionare, ma vedo che non è la cifra del tempo presente, almeno in politica. Ma mi preoccupa anche chi sostiene il no in nome della democrazia diretta, partecipata. Idea grande, vorrei dire...una grande utopia. Forse un primo esempio storico di democrazia diretta l'abbiamo avuto con Ponzio Pilato e la scelta tra chi condannare: Gesù o Barabba? Quello che sta avvenendo in Europa con il moltiplicarsi di referendum è altrettanto preoccupante. La democrazia diretta come strumento dei peggiori populismi e addirittura come strumento di rinascita anche di movimenti neonazisti. Certo, in democrazia si pone il tema della partecipazione. Negli anni '70 fu il centro della politica della sinistra: partecipazione, autonomie, la nascita dei quartieri, dei consigli di zona, degli stessi decreti delegati della scuola purtroppo poi lasciati cadere in innocui organismi burocratici. Dagli anni 90 in poi al tema della partecipazione si è sostituito quello della governabilità , della stabilità del potere. Si è così cominciato a demolire quel sistema di partecipazione che si era creato attorno agli enti locali A tutti gli amici e compagni che oggi si lamentano della riforma Renzi- Boschi e dell'Italicum, perché uccide la democrazia, vorrei ricordare che la partecipazione dei cittadini alla politica è stata uccisa con la nuova legge sulla elezione diretta dei sindaci, che si è accompagnata alla crisi dei partiti. Nessuno ha detto niente, tutti felici che i sindaci fossero eletti direttamente dal popolo, che avessero un potere praticamente assoluto nei comuni riducendo i consigli comunali ad organismi del tutto inutili ed ininfluenti, con maggioranze bulgare ottenute anche con un solo voto di differenza. Cosi i consigli comunali, che dovrebbero essere lo strumento principe della partecipazione dei cittadini alla politica, la palestra in cui formarsi politicamente, sono diventati, quando (raramente) sono convocati, uno sterile dibattito sul nulla, con maggioranze appiattite (perché scelte) sul sindaco, e le opposizioni prive di qualsiasi possibilità di incidere. Lì è iniziata la “svolta autoritaria”, nel senso di cultura autoritaria, la trasformazione della partecipazione in tifoseria con il conseguente scolla mento tra popolo e sua rappresentanza istituzionale. Se abbiamo accettato questo nei comuni determinando così una spinta al disinteresse, alla apolticità, alla formazione di lobby di potere create attorno a singoli personaggi, come possiamo ora scandalizzarci e chiedere una forma di democrazia diretta a livello nazionale? Le forme di democrazia sono diverse, basta vedere le diverse costituzioni vigenti nei diversi paesi europei. Ognuno di noi può avere delle preferenze Ma impostare una battaglia tra chi è democratico e chi antidemocratico solo per le diverse visioni sulle modalità di far funzionare una democrazia ritengo sia perdente. Ci sono argomenti più solidi per contestare la riforma. Le tifoserie acritiche e a prescindere non aiutano a pensare e fanno il gioco di chi ha impostato proprio sull'effetto propagandistico, e non sul ragionamento, il proprio percorso politico.

Giogio Renzi
PS: apprendo che oggi M5S e SI hanno presentato ricorso contro il quesito referendario. Permettetemi: un bell' autogol!
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