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I dissuasori di Via Veneto e il censimento dei ciclisti

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I dissuasori di Via Veneto e il censimento dei ciclisti

La FIAB, nel corso della settimana europea della mobilità sostenibile, che si celebra tutti gli anni nella terza settimana di settembre, con propri rilevatori ha eseguito, dalle ore 8 alle ore 19 di giovedì 22 settembre, il censimento dei ciclisti. E’ l’unica iniziativa che si è svolta quest’anno ad Arezzo per la campagna europea finalizzata a sviluppare una mobilità urbana salutare, non inquinante e che favorisca gli spostamenti a piedi, in bicicletta o con il mezzo pubblico.

FIAB promuove il censimento tutti gli anni. I dati comparati per anno consentono di verificare il grado di sostenibilità ambientale delle politiche di pianificazione e controllo del traffico urbano.  Il Comune di Arezzo nel 2016 non ha aderito alla settimana europea della mobilità sostenibile e ancora non è dato di conoscere quali sono le strategie che la giunta comunale intende intraprendere per superare una situazione di arretratezza rispetto ad altre città.

Il censimento rileva “i passaggi” dei ciclisti urbani in 6 fasce orarie per un totale di sette ore su tre “postazioni” fisse, scelte per la loro importanza dal punto di vista della mobilità urbana. In particolare i volontari si sono avvicendati: all’inizio di Via Crispi, presso l’Agenzia del Territorio all’angolo fra Via Petrarca/Via Porta Buia e in Piazza di Saione.

In allegato vengono riportati i dati degli ultimi quattro anni divisi per fasce orarie. Fino al 2015, il totale dei passaggi era attestato intorno ai 3400, nel 2016 i passaggi registrati sono stati 2990: un calo netto di 380 unità! mai verificatosi, vista la crescita degli anni precedenti.

I dati parlano da soli: un calo di oltre il 10% in 12 mesi rivela l’assenza di una politica di promozione dell’uso della bicicletta, l’auto resta di gran lunga il mezzo preferito dagli aretini, anche per spostamenti di poche centinaia di metri, i ciclisti urbani non vedono premiati i loro sforzi per la mobilità sostenibile, tanti cittadini sono ritornati pedoni o addirittura hanno ripreso l’uso dell’auto perché è troppo pericoloso viaggiare in bicicletta in città.

Non esiste nella nostra città una rete di ciclabili protette, se non spezzoni di piste fra loro non connesse, non esiste una segnaletica adeguata per le zone a traffico moderato e per gli attraversamenti ciclopedonali, non esiste alcun controllo della sosta abusiva in piazza stazione, in ingresso e uscita dalle scuole, sui marciapiedi, sulle poche piste ciclabili presenti, come ad esempio quella presso l’Ospedale, non esiste un sistema diffuso di deposito bici per impedire il furto, non esiste una ciclostazione all’altezza di una città sempre più frequentata dai turisti.

Un provvedimento emblematico degli ultimi giorni consiste nell’aver installato, senza rispettare precise norme di legge, ridicoli dissuasori ad U rovesciato nel corridoio pedonale del sottopasso di Via Veneto che impediscono il passaggio in bici a ciclisti scorretti ma altresì impediscono il passaggio ai disabili in carrozzina!

Per una migliore leggibilità, aprire l'allegato in alto a destra della pagina

 

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