Prima Pagina | L'opinione | Estra & Coingas: presente e futuro.

Estra & Coingas: presente e futuro.

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Estra & Coingas: presente e futuro.

La nebbia agl'irti colli piovigginando sale.

 

 

Ho aspettato per settimane che entrambe le società esponessero sul loro sito informazioni circa gli amministratori: ad un certo punto le ho anche sollecitate per iscritto.

Coingas continua a far finta di niente, la scheda personale del precedente amministratore continua a campeggiare, ma nulla appare della triade di chi lo ha sostituito.

Con Estra la situazione ha preso un risvolto diverso: la mia richiesta circa il curriculum del presidente F. Macrì (la F. è obbligatoria per evitare disguidi) ha avuto come risultato una chiamata di Francesco. Disponibile a consegnarmi di persona il c.v., ha contestato alcune delle mie affermazioni.

Mi ha spiegato che il suo ruolo nella partecipata non è un tradimento del suo percorso politico, perché contribuisce al governo del territorio meglio che se fosse un assessore con deleghe secondarie.

Ritiene che il ruolo di presidente di una società nella quale il Comune di Arezzo è socio al 28% sia stato correttamente affidato a lui, e per la sua esperienza politica, e pel ruolo svolto nelle ultime elezioni amministrative con il fondamentale sostegno alla elezione di Ghinelli.

Ritiene sufficiente il suo curriculum -pur non avendo completato il percorso di studi universitari- perché dal punto di vista lavorativo ha svolto attività di impresa in proprio o nelle aziende di famiglia, mentre le sue relazioni istituzionali sarebbero un punto di forza rispetto ad altri potenziali candidati provenienti dal mondo delle professioni, come espresso dalle recenti presenze in Arezzo di big della politica romana che lo hanno visto in prima fila.

Ha spiegato che intende riequilibrare la presenza di Estra nei territori di competenza, conferendole un maggior rilievo nell'aretino. Davanti alla mia contestazione che quella del presidente è una carica esclusivamente formale -fra l'altro F. Macrì è il quarto presidente aretino che si succede mentre le cariche di amministratore delegato e direttore generale (ruoli fondamentali attribuiti a Siena e Prato) sono affidate da sempre alle stesse persone - mi ha anticipato che vuole riportare in auge Estra, sia col recupero della struttura di via Cocchi, sia con una azione di sponsorizzazione delle attività del territorio, sia attraverso le amministrazioni comunali che godranno del sostegno di Estra per iniziative.

Circa gli assetti futuri mi sembra di capire che il primo obiettivo è quello di una razionalizzazione delle varie partecipate del Comune di Arezzo, raggruppandole sotto un unico tetto e permettendo così che esse svolgano le attività nelle quali sono specializzate, negli ambiti in cui Estra opera. L'aumento di capitale Estra, tramite collocamento, permetterebbe di mantenere una maggioranza presso i comuni originali e reperire risorse per liquidarli parzialmente (i soldi fanno gola); avrebbe bisogno di ulteriori capitali qualora volesse rilevare concessioni di altri. In questa ottica l'idea di una fusione fra Centria (la costola Estra che possiede e gestisce reti) con la simile Toscana Energia. La fusione Coingas con Aisa Impianti (oggetto delle manovre del precedente a.d. Coingas) punterebbe ad un soggetto unico nel settore energia.

Immagino che questo progetto, si scontrerà in Estra con gli interessi della maggioranza azionaria (Prato 44% e Siena 28%, possono disporne come credono) che è forte dell'appoggio del sistema costituito nei decenni dalla sinistra toscana, e dalla nota riluttanza a ridurre il numero delle poltrone legate alle partecipate del Comune di Arezzo e del loro relativo potere.

Credo pertanto che Macrì si limiterà al piccolo cabotaggio, mentre sulle decisioni vitali sarà la maggioranza a dirigere le operazioni. Circa il tradimento della rappresentanza, se un candidato chiede voti per il consiglio comunale, non può defilarsi dopo 5 minuti, neanche per una carica in una partecipata. Tuttavia banale, dinanzi alla doppia capriola del subentrato consigliere Bertini: non è rimasto neanche 5 minuti nella lista che lo ha eletto: Fratelli d'Italia. Si è arruolato subito nel gruppo misto, coi due transfughi della Lega Nord. Per disaccordo con alcuni dirigenti, si dice. Io ne conosco uno solo, F. Macrì, che oggettivamente da alcuni mesi rappresenta FdI ad Arezzo. Non me ne vogliano Carlettini ed altri. Quindi Bertini ha preso i voti del Macrì ed è scappato. Grande esordio. Dalla camicia nera alla camicia arcobaleno. Promette bene.

Tornando al titolo, come cittadino sono stato molto contrariato per quanto è avvenuto, con la creazione di una pletora di partecipate che vengono sottratte al controllo dei loro soci (i cittadini stessi) e sono molti i casi in cui gli aretini -con l'arroganza tipica del peggior capitalismo- pagano tariffe esose: l'esempio dell'acqua o degli utili derivanti dalla vendita di gas da riscaldamento (che foraggiano le attività incontrollate dei comuni) ne costituiscono la prova.

Estra ha raddoppiato l'utile nella ultima semestrale, opera del precedente Banchetti, ma indovinate a carico di chi? Nostro.

Onore comunque a Macrì che, a differenza di altri, ha alzato il telefono per esporre il suo punto di vista: molti altri hanno fatto finta di non leggere o sapere (o di non saper leggere), oppure si sentivano superiori (a chi?), oppure ritenevano che il loro ruolo non lo consigliasse (manco fossero principesse del pisello, quelle della fiaba).

Tornando a Coingas: come può una azienda di proprietà del Comune non rispondere agli obblighi di legge circa la trasparenza delle nomine?

È vero che l'esempio fornito dal Consiglio comunale è indicativo, infatti quasi metà delle schede personali dei consiglieri non sono online, ma la legge dovrebbe trovare applicazione.

 

Oppure la legge non vale per tutti?

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0