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OPERATORI DI NUOVE ACQUE INTIMORISCONO GLI UTENTI CON FORME DI INDEBITO CONDIZIONAMENTO.

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OPERATORI DI NUOVE ACQUE INTIMORISCONO GLI UTENTI CON FORME DI INDEBITO CONDIZIONAMENTO.

Quelle messe in atto in questi giorni dal gestore privato dell'acqua pubblica non possono essere definite in altro modo: pratiche aggressive lesive del diritto alla privacy.

 

Abbiamo appreso  che  operatori di Nuove Acque, normalmente impegnati in attività operative di carattere tecnico,  sono stati sguinzagliati in giro per Arezzo e dintorni  dall'azienda , con l'incarico di consegnare agli utenti morosi  uno stampato contenente numero e importo di fatture che risultano, in tutto o in parte ,  non pagate .  E fin qui nulla di che  allarmarsi , se non fosse per il fatto che questi operatori  approcciano gli utenti con fare risoluto e arcigno , quasi arrogante che poco si addice al comportamento discreto e impersonale   che  dovrebbe tenere  un semplice  latore di missive, sia pure queste evidenzino  una situazione debitoria del destinatario.

Ci è stato riferito di numerosi casi  in cui gli  operatori di Nuove Acque non si sono limitati alla consegna dell'estratto conto ma, eccedendo,  hanno proferito verbosi avvertimenti e appellato come “morose” le persone che gli hanno aperto la porta di casa , senza tanti complimenti, seduta stante , indipendentemente che si trovassero  sul pianerottolo , per le scale o  sul marciapiede davanti casa , in luogo aperto , quindi in  pubblico,   minacciandole  di distacco del contatore se non avessero provveduto   entro un paio di giorni a pagare quanto richiesto , senza rispetto alcuno della privacy.

A taluni , prima di consegnare loro il foglio con l’estratto conto,  l'operatore  ha aggiunto di propria mano, sullo stampato,   la dicitura “chiusura contatore per morosità ”  e , alle  rimostranze  degli utenti per l'esagerazione della misura  minacciata,  rispetto alle contestate e parziali morosità,  egli ha replicato in modo risoluto che essendo comunque morosi  se non avessero regolarizzato la pendenza con l'azienda,  lui sarebbe tornato di lì a qualche giorno per applicare un “rubinetto”o  una “valvola” al contatore,  in modo da ridurre  il flusso d'acqua , a loro spese, ma che successivamente avrebbe  anche proceduto  al distacco della fornitura.

Decine  di utenti sono stati sottoposti in questi giorni a tale trattamento da parte degli  operatori di Nuove Acque, tra loro molti  sono  quelli che , a seguito del mancato rispetto dell'esito referendario, dal 2012 in poi hanno praticato l'autoriduzione del 13%  delle bollette emesse a loro carico , in adesione alla campagna di “obbedienza civile” lanciata dal Comitato Acqua Pubblica , stante che dopo il referendum nelle tariffe applicate è stata mantenuta la  componente abrogata  relativa alla “remunerazione del capitale investito”.

Esortiamo gli utenti che sono fatti oggetto di tali comportamenti  non rispettosi del Codice del consumo e lesivi del diritto alla privacy,   di  pretendere risolutamente dagli operatori di  Nuove Acque il rispetto dovuto e da parte dell'azienda il rispetto del Regolamento che prevede comunque, prima dell'eventuale limitazione o sospensione della fornitura,  che all'utente considerato moroso dal gestore sia fatto pervenire un avviso bonario e successivamente notificata una diffida ad adempiere entro 10 giorni al pagamento di quanto dovuto . E' pertanto da ritenersi illecita ogni altra diversa modalità  di trattamento delle morosità.

E' noto che anche al Consiglio di Stato , cui i Comitati per l'Acqua Pubblica si sono appellati, sono  sorti dubbi circa la legittimità delle tariffe dell'acqua praticate successivamente all'abrogazione referendaria, come da noi denunciato , tant'è che  il 10 novembre 2015  i massimi Giudici amministrativi  dello Stato hanno  dato  incarico ad  un apposito Collegio peritale-tecnico di accertare  la congruità e la legittimità stessa del sistema tariffario post referendum.

E' inoltre noto che il 15 marzo scorso il Consiglio di Stato, con propria ordinanza,  ha  fissato l'udienza per il  pronunciamento  di merito al 16 dicembre prossimo.

In questa situazione Nuove Acque  ha scelto di incalzare gli utenti con pratiche aggressive  volte a condizionarne l'atteggiamento e a ridurne la capacità di  resistenza , anziché attendere ragionevolmente l'esito del ricorso pendente al Consiglio di Stato e agire di conseguenza.

Davvero questo è uno strano Paese dove  nel 2011 venne cancellata con un referendum la possibilità  per i gestori  dell’acqua di fare profitti,  ma da allora in avanti le bollette anziché diminuire sono aumentate  di oltre il 30%  e con esse sono cresciuti  vertiginosamente gli utili stratosferici delle società di gestione,   che restano saldamente in mano ai privati !

Un attacco proditorio portato al sistema democratico con il concorso della peggiore politica e dei suoi maggiori rappresentanti ; dai più alti scranni in giù , passando per le  istituzioni regionali , fino a quelle  locali,  con la quasi totalità dei  sindaci rivelatisi campioni d' inerzia  per   pavidità,  inettitudine,  opportunismo o  convenienza .

Ed è per questo che  Nuove Acque non paga mai pegno!  Qualsiasi cosa faccia di irregolare , malgrado talvolta  venga sonoramente sanzionata ; malgrado  sia stata numerose volte condannata a rimborsare gli utenti per indebiti e a pagare spese legali ; malgrado di fatto non applichi realmente tariffe per fasce di consumo su base annua; malgrado che per oltre un decennio abbia fatto pagare agli aretini tariffe superiori del 30% il limite massimo fissato dalla legge;  malgrado che  dopo la sentenza d'incostituzionalità  dell'onere della depurazione posto a carico delle utenze non collegate ad un depuratore abbia continuato per quasi 6 anni a farsela pagare da migliaia di utenti non depurati; malgrado applichi tariffe elevate a tutti e particolarmente esose per i nuclei familiari numerosi; malgrado abbia un forte indebitamento e scarse possibilità di poterlo risolvere nei termini fissati: Niente.  A Nuove Acque non succede mai niente!  I privati  sempre  al comando e i  rappresentanti di parte pubblica dietro,  sempre tranquilli, acquiescenti,  muti e consenzienti . 

Tanto, vada come vada , chi paga e continuerà a pagar pegno sono e saranno sempre i cittadini-utenti !

 

17 settembre 2016                                    Comitato Acqua Pubblica Arezzo

 

 

 

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