Prima Pagina | Cronaca | Uccisa con una serie di martellate alla testa. La sequenza di un delitto

Uccisa con una serie di martellate alla testa. La sequenza di un delitto

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Uccisa con una serie di martellate alla testa. La sequenza di un delitto

 

Le indagini, svolte magistralmente dai Carabinieri - come ha sottolineato il Procuratore Rossi – sono iniziate immediatamente dopo la scoperta del corpo della donna assassinata nei presso del ponte San Francesco. La donna mostrava segni di difesa, in particolare una unghia spezzata e materiale genetico in corrispondenza della spezzatura.

In seguito, in via delle Piscine a Sansepolcro, è stata ritrovata parcheggiata la Citroen C1 rossa della donna.

Nell’auto era stato ritrovato un taccuino con annotati al suo interno oltre cento nomi e numeri di telefono di persone che, in un modo o nell’altro avevano contatti con lei. In realtà si trattava di una pista fasulla: il nome di Piter Polverini infatti, non era tra questi.

Nel frattempo gli uomini della scientifica isolavano il DNA ritrovato sotto le unghie della donna: a questo punto era solo una questione di tempo.

In un primo momento il nome di Polverini usciva dalla lista dei sospettati: la sua auto infatti non corrispondeva a quella vista seguire da vicino quella della Dell’Omarino.

Le immagini riprese dall’unica telecamera in funzione nella zona, ovvero quella che è installata al Museo di Aboca in via Niccolò Aggiunti a Sansepolcro, mostravano chiaramente un Suv Nissan insieme alla C1 della donna. Il ragazzo invece possedeva una Punto.

La svolta avviene quando nel corso delle indagini, secondo la vecchia maniera come ha specificato il comandante, i Carabinieri scoprono che un Suv identico a quello visto dai testimoni (che hanno raccontato di aver visto la donna la sera del 12 luglio allontanarsi a bordo di un suv Nissan dopo aver posteggiato la propria auto in via delle Piscine e che è stato infatti inquadrato dalle telecamere) è in realtà l’auto di proprietà del padre del ragazzo.  

Nel video si può osservare una Nissan X-Trail che segue a breve distanza la C1 della Dell’Omarino.

La sequenza degli eventi della notte del delitto, inizia al  bar La Perla Nera di via Aggiunti a Sansepolcro dove Katia si reca, dopo aver chiesto denaro al prete di San Giustino. Qui incontra, forse casualmente, Piter Polverini e i due si danno appuntamento alle piscine, dove la donna lascia la sua auto.

I due se ne vanno sull’auto del padre di lui. Consumano e poco dopo si scatena la furia omicida: una ripetuta serie di martellate alla testa di lei e il corpo viene abbandonato sul greto del fiume.

Convocato nella sede della tenenza di Sansepolcro, il giovane cerca di ricostruire i suoi spostamenti, mentendo senza sapere che gli inquirenti avevano ormai in mano dettagli certi sulla reale dinamica della serata. Offre una versione lucida e sicura, ma che non combacia affatto con quanto l'inchiesta svolta stava ormai mostrando. E’ stato questo probabilmente, l’inizio della sua fine.

In quella stessa occasione è stato prelevato il DNA del ragazzo. Le due tracce sono risultate identiche. Probabilmente già quello stesso giorno, Piter ha capito che la rete si stava per chiudere su di lui. Quando i Carabinieri, ieri mattina alle 6 si sono presentati muniti di un ordine di arresto, è esclamato solo: “Vi stavo aspettando”.

Piter ha infatti lasciato dietro di sè tracce vistose e lui ben lo sapeva: il barista lo ha identificato con Katia, una telecamera ha inquadrato l'auto Nissan; infine una donna che ha visto l'auto allontanarsi. Ma decisiva è stata la testimonianza di un cittadino che ha riconosciuto l'auto del padre del ragazzo, sul luogo del delitto.

Alla richiesta di consegnare l’arma del delitto, al momento dell'arresto, il ragazzo ha indicato senza incertezze il martello contenuto nella cassettina degli attrezzi dell'auto Nissan, quella che il ragazzo usava la notte del delitto. L'oggetto è stato immediatamente recuperato dai Carabinieri.

Piter Polverini è stato infine condotto nel comando provinciale di Arezzo, dove è stato interrogato dal pm Julia Maggiore e dove è stato raggiunto dal suo avvocato e dai genitori.

In questa prima fase si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il giovane (24 anni) di San Giustino Umbro, lavora ad Arezzo presso il centro di scommesse Snai di Campo di Marte. Frequentatore occasionale e non assiduo della quarantenne uccisa il 12 luglio.  Il suo arresto al termine di un'indagine durata oltre due mesi, condotta dai carabinieri della tenenza di Sansepolcro e del reparto operativo di Arezzo sia con metodi tradizionali, sia con l'ausilio appunto delle risultanze scientifiche, condotte dalla genetista Isabella Spinetti e dal dottor Marco Di Paolo nell'autopsia. 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0