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Acqua buona? Forse un po' salata..

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Acqua buona? Forse un po' salata..

Scriveva ieri Sergio Rossi sulle pagine de La Nazione  che la qualità dell'acqua fornita ai  rubinetti degli aretini è “notevole”e  “l'eccellenza” è certificata come risulta anche dalle analisi del laboratorio Hygien di Cerbaia che attribuisce all'acqua di Arezzo un voto di 8,5 posizionandola al terzo posto in  Toscana per qualità dietro a quella di Firenze (voto 9,5) e Massa Carrara (voto 9). Bene, un tale risultato non può che far piacere agli aretini che , per dissetarsi , saranno spinti sicuramente ad incrementare l'uso dell'acqua del proprio rubinetto al posto di quella comprata in bottiglie al supermercato. Come scrive però lo stesso Sergio Rossi : “ Ma c'é l'altra faccia della medaglia. Qui tariffe tra le più care d'Italia” . E su questa parte dell'articolo non ci possiamo esentare dal  dover precisare  meglio alcuni dati  che , in un certo senso, rincarano la dose sul lato negativo della gestione.

Gli importi si riferiscono al costo della bolletta dell'acqua  che in un anno deve pagare  una famiglia di 3 persone  con un consumo di 150 metri cubi, in base alle tariffe in vigore a giugno 2016 .

Inoltre:

  fino al 1999 le tariffe pagate dagli aretini per il servizio idrico integrato coprivano l' 80% dei costi di esercizio che il Comune sosteneva per questo servizio

• Dall'avvento di Nuove Acque (1999) ad oggi gli aretini hanno subìto aumenti delle bollette superiori al 300% ai quali vanno aggiunti  gli incrementi del 20% già programmati  per il prossimo triennio , al netto di un  ulteriore aumento del 13% attribuibile pare a fantomatici conguagli . Pertanto da qui al 2019  gli aretini subiranno un ulteriore  incremento delle bollette del 33% .

 Venti anni fa (1996) nella rete idrica della città di Arezzo si registravano perdite del 26% quindi non era affatto da considerarsi un “colabrodo” .

 Prima dell'affidamento in concessione a Nuove Acque del proprio servizio idrico il Comune di Arezzo aveva  realizzato e inaugurato l'impianto di potabilizzazione di Poggio Cuculo , dove già affluiva l'acqua proveniente dall'invaso di Montedoglio.

 Già prima dell'affidamento a Nuove Acque il Comune di Arezzo aveva dotato la città dell'attuale rete di collettori fognari afferenti al depuratore del Casolino, a quello di Ponte a Chiani, a quello di Ponte alla Chiassa e a quello di Quarata.

 

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