Prima Pagina | Salute e sanità | Arezzo: Inceneritore di San Zeno e persone autistiche

Arezzo: Inceneritore di San Zeno e persone autistiche

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Arezzo: Inceneritore di San Zeno e persone autistiche

La notizia di una possibile collocazione di un centro per persone autistiche in prossimità dell’inceneritore di San Zeno ad Arezzo, su terreni che sarebbero concessi gratuitamente a tal fine, sta suscitando malumori e critiche in vasta parte della comunità aretina.

Anche l’Associazione dei Medici per l’Ambiente esprime su questa scelta profonde perplessità: il sito infatti non solo è in prossimità dell’impianto di incenerimento, ma in piena area industriale, caratterizzata da presenza di svariati insediamenti produttivi e da traffico pesante.

La scelta appare purtroppo funzionale più a fare passare l’idea che il territorio  in prossimità di un inceneritore sia  “salubre” - ma non dimentichiamo che gli  inceneritori sono “impianti insalubri di I classe (art.216 RD 1265/34 DM 5.9 /1994) - piuttosto che a rendere un reale servizio a persone con patologie così invalidanti e alle loro famiglie.

Nella definizione della parola “opportunità” i dizionari più accreditati della lingua italiana uniscono la nozione di “occasione favorevole” con quella di “circostanza opportuna”, due nozioni che non è detto vadano sempre a braccetto.

Ad esempio, nella vicenda delle iniziative pubbliche nei pressi dell’inceneritore AISA di Arezzo non è agevole mettere in sintonia l’occasione favorevole con la circostanza opportuna.

Infatti se risulta chiaro come per i gestori dell’impianto un loro investimento in iniziative varie rivolte al pubblico rappresenti una occasione favorevole per fare promozione delle loro attività gestionali, meno chiaro è come tali iniziative possano rappresentare una circostanza opportuna sul piano culturale ancor prima che igienico-sanitario.
Attività pubbliche in aree industriali devono essere sempre valutate con grande attenzione, specie quando gli argomenti trattati riguardano l’ambiente e la salute dei cittadini, e anche se non si riscontrassero elementi ostativi dovrebbe essere sempre valutata l’opportunità, sul cui giudizio ovviamente pesa la disponibilità o meno di luoghi e circostanze alternative.

Pazienti con problematiche così importanti e delicate - in cui fra l’altro il ruolo causale dei fattori ambientali è sempre più documentato - si gioverebbero senza alcun dubbio molto di più di una struttura di accoglienza in aree verdi e lontane da traffico e inquinamento, aree di cui fortunatamente il nostro territorio è ancora ricco.

Ci auguriamo che su tale scelta venga  avviato un rapido ripensamento e che, soprattutto, venga identificato un altro sito se si vuole che - se, oltre alla salute, venga  preservata anche la fiducia che i cittadini ripongono nelle Istituzioni. 

Stigmatizziamo anche il fatto che all'ombra dell'inceneritore vengono organizzati incontri su studi su ambiente e salute senza invitare coloro che su questi temi hanno lavorato, studiato e prodotto articoli scientifici.  

Come abbiamo già sostenuto più volte, ISDE, in continuità col progetto Life HIA21, è favorevole alla continuazione dell’attività di sorveglianza epidemiologica e di comunicazione alla popolazione dell’andamento dei rischi ai quali è sottoposta, facendo crescere una cultura improntata al principio di precauzione e alla prevenzione.

Roberto Romizi 
Presidente ISDE Italia 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

5.00