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Telecamere nei luoghi di educazione e di cura: Arezzo si candida a capofila dei Comuni toscani nell’azione di sensibilizzazione per una legge nazionale

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Telecamere nei luoghi di educazione e di cura: Arezzo si candida a capofila dei Comuni toscani nell’azione di sensibilizzazione per una legge nazionale

Nota dell’assessore alle politiche sociali e scolastiche Lucia Tanti

 

“Sensibilizzare il Parlamento: è questo l’obiettivo che ci siamo posti. Per arrivare presto alla discussione e all’approvazione di una legge che consenta l’installazione delle telecamere nelle scuole e nelle strutture assistenziali per anziani e disabili. Crediamo infatti, come amministrazione, che il tema sia oramai ineludibile alla luce dei terribili casi di cronaca che si susseguono.

L’iniziativa non può che venire da chi gestisce concretamente nidi, asili, case di cura e riposo, ovvero i Comuni. Gli enti locali mantengono ancora, fra mille difficoltà, tale eredità di assistenza ed educazione che fin dalla nascita ha caratterizzato la storia delle municipalità di questo Paese.

Arezzo vuole ergersi a capofila di un’opera di sensibilizzazione, innanzitutto con una lettera agli assessori alle politiche sociali ed educative dei Comuni toscani capoluogo perché credo che se tutti assieme ci facciamo propulsori di questa istanza possiamo ottenere ascolto. La lettera è stata inviata anche al sindaco di Prato in veste di presidente di Anci Toscana.

Ribadisco concetti già espressi: le telecamere non sono un tabù e non vanno viste come dimostrazione di sfiducia verso gli operatori. Sono uno strumento che potrebbe favorire la prevenzione di fatti particolarmente odiosi. Consapevoli che non bastano le telecamere e che Arezzo ha forti professionalità, riteniamo che il combinato disposto di formazione, che facciamo, di selezione delle suddette professionalità e di tecnologia rappresenti un assunto irrinunciabile.

Chiediamo con forza al Parlamento di procedere celermente evitando altresì leggi-manifesto che poi i Comuni si trovano a non poter applicare, o applicare parzialmente, per mancanza di risorse. La tranquillità delle famiglie, la sicurezza di loro bambini, anziani e disabili non possono essere oggetto di scelte al ribasso”.

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