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I nuovi padroni della ferriera

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I nuovi padroni della ferriera

Le dimissioni di Banchetti da Estra Holding.

 
Tutto cambi perché nulla cambi: così diceva il gattopardo.
Arrivano le dimissioni del presidente, dovute secondo il comunicato a valutazioni proprie: in verità si potrebbe ritenere che si tratti di un avvicendamento con connotazioni esclusivamente politiche.
Banchetti, nominato dal Partito democratico in virtù del suo successo elettorale nel 2011 (quando fu campione di preferenze), deve fare largo ad un esponente riferibile alla nuova maggioranza di destra al Comune di Arezzo.
Io ho molto spesso criticato la figura del presidente di Estra: non l'uomo Banchetti -che conosco dai tempi di piazza Giotto- bensì un meccanismo perverso per cui quella che era una società municipalizzata è stata sottratta nel corso del tempo alla cittadinanza ed al suo controllo.
Dalla coingas originaria degli anni '80 siamo passati ad una società costituita con le altre municipalizzate per il gas operanti a Siena e Prato denominata Eta3 e successivamente Estra, che a sua volta ha dato vita a una decina di aziende ulteriormente indipendenti e ulteriormente al di fuori del controllo della cittadinanza,
Questo anche se la creazione dei presidenti avveniva a cura dei sindaci delle tre città: come dimenticare il caso della signora Katiuscia Fei che fu indicata ad EstraGas dal sindaco Fanfani e che tutt'ora siede su quella poltrona con un compenso da 50.000 euro?
Prima di lei percorsi simili per Occhiolini, Ciolfi, Polli, il gotha del partito (quello con falce e martello), ora sotto all'altra sponda!
Hanno preparato la scatola vuota Coingas ad co-fondersi, ma il cittadino non ha diritto di esprimersi anche se quella società fu costituita coi suoi soldi: non va bene.
Banchetti aveva un titolo di studio adeguato al ruolo, ma mi dava enormemente fastidio potesse percepire € 100.000annui come secondo lavoro.
Lavorava per portare la holding (o perlomeno provarci) ad una quotazione pubblica che avrebbe definitivamente ucciso ogni possibilità di riportare questa azienda nell'alveo dell'ente comunale che la aveva fondata decenni fa.
Ci vada Tizio, Caio o Sempronio non me ne può fregare di meno se dobbiamo continuare a spendere 1 milione di euro per mantenere un plotone di presidenti e addetti stampa, costi che naturalmente pesano sul gas o servizi che gli aretini consumano.
Un'altra considerazione, non si ha notizia delle dimissioni della signora Fei, anche lei doppiolavorista essendo contemporaneamente direttore facente funzioni dell'associazione commercianti, l'Ascom, aretina: si confermerebbe un rapporto molto stretto, eccessivamente stretto fra la corrente amministrazione di Palazzo cavallo ed una associazione di categoria
Fra l'altro ella era di nomina in quota Pd: non c'è imbarazzo per gli elettori di Ghinelli?
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