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Ungulati, da Chiusi della Verna il Sindaco guida la protesta

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Ungulati, da Chiusi della Verna il Sindaco guida la protesta

Tellini: “Lo stato attuale scontenta tutti, non si può più rimandare una soluzione”

 

 

“Va bene capire e ascoltare le istanze di tutti, ma la situazione attuale scontenta tutte le parti in causa, e una soluzione va trovata ora, non si può più rimandare”.

Così Giampaolo Tellini, Sindaco di Chiusi della Verna, dà voce alla protesta che in questo periodo è tornata a levarsi con forza sulla questione delle eccessive presenze di ungulati nel territorio casentinese. Ancora una volta sono state le associazioni di categoria degli agricoltori a gettare l’ennesimo sasso nello stagno.

“Serve un po’ più di coraggio – chiosa Tellini – per capire che non stiamo qui a fare il gioco delle parti ma l’interesse di un territorio. Le imprese agricole vivono e fanno reddito con il raccolto, ma se tutto ciò viene distrutto sono costrette a subire perdite economiche tali da mettere a repentaglio la sopravvivenza delle attività”.

Tellini sa di parlare “Da un Comune che è come superficie il più grande del Casentino, che si estende fino a lambire la Valtiberina, che ha zone – come ad esempio la Vallesanta - vocate all’agricoltura di qualità, verso la quale si stanno indirizzando anche molti giovani e quindi non possiamo lasciarli soli ad affrontare questo fenomeno. Fosse per me, pur di difendere le aziende agricole e il lavoro che fanno anche in ambito di tutela del suolo, ipotizzerei di rivedere  il calendario venatorio in funzione di un eventuale abbattimento di questi ungulati”.

Sono parole forti, che rischiano di sollevare repliche altrettanto nette: “Lo so, ma a furia di giocare col politically correct si rischia di fare come il medico troppo pietoso. Passano gli anni, si susseguono le leggi e gli annunci di riforma, ma la situazione per la gente rimane invariata, con danni insostenibili, incidenti stradali, incontri troppo ravvicinati”.

Si riferisce, Tellini, a una legge regionale più volte annunciata e poi approvata, ma ancora ben lungi dal trovare condivisione e soprattutto dall’essere una soluzione. “Non nascondiamoci più dietro un dito”, è la ricetta di Tellini. “Neanche chi ha la tutela della fauna in cima ai propri interessi può approvare lo status quo. Serve a cosa avere cinghiali cervi e daini sotto casa? Alla bellezza delle foreste del Casentino? Ad aumentare le presenza turistiche? Credo che si debbano ascoltare di più i territori, e possibilmente viverli, per capire che non è così. Il turismo si incentiva con le  promozioni e l’accoglienza, non coi cinghiali”.

Si rende conto Sindaco che siamo in un Parco Nazionale, vero? “Il mio non è un “j’accuse” nei confronti di nessuno, è solo l’intenzione di rompere questo immobilismo, tocca a noi amministratori farlo e il momento è ora”. 

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