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La Camera di Commercio ha bisogno di una riforma in grado di rafforzare alcuni servizi e guardare il futuro

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La Camera di Commercio ha bisogno di una riforma in grado  di rafforzare alcuni servizi e guardare il futuro

Il territorio aretino non diversamente da quanto accade all'intero paese sta attraversando un periodo economico complesso e dalle prospettive estremamente incerte.

 

La stessa  riforma delle Camere di Commercio,  che è in fase di definizione da parte del Governo nazionale, comporterà evidenti ricadute  che condizioneranno    l'evoluzione del   sistema economico locale.

Una riforma che  riducesse gli Enti camerali a semplici enti burocratici penalizzerebbe  non soltanto , come è ovvio, i lavoratori e gli amministratori   dall'Ente camerale  ma avrebbe anche evidenti ripercussioni negative sulle  migliaia di imprese e di professionisti che, a vario titolo,  sono supportati nel loro lavoro  dalla Camera di Commercio di Arezzo. 

Un Ente, che è bene ricordare, è tra i più virtuosi a livello nazionale:  le attività della Camera di Commercio di Arezzo sono realizzate infatti con un numero di dipendenti che è laragmente inferiore a quelli di Camere di Commercio con equivalente numero di imprese e le stesse risorse investite  sono  di gran lunga superiori  a quelle di Camere dimensionalmente omogenee.

I servizi forniti,  i contributi alle imprese concessi, le infrastrutture realizzate sono  sotto gli occhi di tutti.

La Camera di Commercio è uno degli azionisti di riferimento di realtà societarie importanti come ad esempio il  Polo Fieristico ed  il Polo Universitario,   ogni anno organizza o contribuisce all'organizzazione di   30 tra fiere e mostre in Italia ed all'estero;  sono centinaia le aziende alle quali sono concessi  contributi   per il credito, per l'export, per la qualità e l'ambiente, per le certificazioni volontarie.

Sosteniamo tutte le iniziative di Arezzo Fiere, ad iniziare da OroArezzo, [email protected] e Gold Italy,  e oltre 200 iniziative proposte dalle categorie economiche e dagli  enti locali , organizziamo 100 corsi di formazione con quasi 2000 utenti partecipanti tanto per citare solo alcuni interventi. 

In una fase economica dove quindi è prioritario  potenziare gli strumenti a supporto del mondo del lavoro e attivare nuovi servizi per l'innovazione, che privati o associazioni  potranno certamente realizzare,  privilegiando però  innanzitutto,  in una mera ottica di mercato, la remunerazione del servizio fornito  rispetto alla priorità della crescita della singola impresa, una riforma che cancellasse o riducesse di molto i servizi che la Camera di Commercio fornisce al sistema delle imprese produrrebbe  contraccolpi negativi  alle PMI aretine.

Per far crescere e supportare  l'intero  sistema imprenditoriale aretino , la Camera di Commercio ha bisogno di una riforma in grado  di rafforzare alcuni servizi, sopratutto quelli a più forte vocazione  innovativa.  

E' quello che ci chiedono le stesse  imprese che hanno necessità di rapportarsi con   una pubblica amministrazione che lavori e ragioni con i loro stessi modelli  organizzativi, non  quelli di  enti burocratici già attivi negli anni  precedenti alla riforma del 1993.

Le imprese aretine hanno sempre trovato nella Camera di Commercio e nella professionalità dei suoi lavoratori, competenza, onestà e imparzialità,  apprezzati servizi a titolo gratuito o con un costo molto inferiore a quello di mercato, senza alcun trasferimento di risorse da parte della fiscalità generale anzi versando allo Stato milioni di euro conseguenti alla spending review e alle attività sanzionatorie svolte  e  a fronte di un diritto annuale che mediamente grava su ogni azienda per poco più di 50 euro.

Mantenere le funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese  e per il territorio senza gravare sul bilancio dello Stato  è la  mission del sistema camerale   che una riforma affrettata e poco ponderata  potrebbe compromettere, lasciando più sole le imprese nei territori di appartenenza proprio in un momento  peraltro nel quale i livelli decisionali e di confronto istituzionale tendono ad allontanarsene   sempre di più. 

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