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La Forestale passa nell'arma dei Carabinieri

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La Forestale passa nell'arma dei Carabinieri

''Completiamo l'iter di riordino del Corpo forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri - il ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, illustra il decreto legislativo che ha ottenuto il via libera definitivo da parte del Consiglio dei ministri - Il comando per la tutela forestale e agroalimentare dell'Arma dei Carabinieri diventa un ''grande soggetto di tutela e repressione su tutto il fronte agroalimentare forestale e ambientale. Il comando che nasce con questa scelta sarà una delle realtà più interessanti e più solide in ambito internazionale'', 

"Con la riorganizzazione del Corpo Forestale all'interno dei Carabinieri, l'Italia si dota di una Polizia agro-ambientale che sarà subito un riferimento in Europa nel contrasto ai reati contro l'ambiente e l'agroalimentare. Con questa riforma resta pienamente affermata la specializzazione dei Forestali e la si integra con la grande capacità tecnico-operativa dell'Arma: un Paese come l'Italia che punta sull'unicità delle sue risorse naturali e ambientali non poteva fare passo più importante"." afferma il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti.


A proposito di Corpo Forestale dello Stato, alcuni parlamentari (anche aretini) hanno presentato qualche anno fa una interrogazione e ci piacerebbe molto conoscere la risposta data (se è stata data)

(Estratta dal sito della Camera dei Deputati - atti di controllo e indirizzo 613 allegato b atti parlamentari)

 
POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

MASSIMILIANO BERNINI, TERZONI, MANNINO, GAGNARLI e FRUSONE. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della giustizia. — Per sapere – a seguito della nota stampa, a firma congiunta dei segretari generali del Sapaf Marco Moroni, dell'Ugl Cfs (Corpo forestale dello Stato), Danilo Scipio, del Snf, Andrea Laganà, della Cgil-Fp Francesca Fabrizi e del Dirfor Maurizio Cattoi, si apprende da agenzie di stampa che «Nonostante denunce e ripetute sollecitazioni, il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina continuerebbe a coprire situazioni di palese illegittimità che inspiegabilmente ed ingiustificatamente favoriscono la procura di Arezzo rispetto a tutte le altre procure d'Italia»;

come stabilito dal titolo III «Polizia Giudiziaria» del codice di procedura penale, dall'articolo 55 all'articolo 59, le sezioni di polizia giudiziaria sono uffici di polizia presenti presso i tribunali che svolgono attività investigativa senza particolari limiti di materia, alle dirette dipendenze dell'autorità giudiziaria. In questi uffici è presente personale appartenente alle diverse forze di polizia che, a livello amministrativo, è gestito dall'amministrazione di appartenenza, mentre sul piano operativo dipende dall'autorità giudiziaria; trattasi in sostanza di investigatori che vengono distaccati presso gli uffici giudiziari ove svolgono il loro servizio in abiti civili, operando a stretto contratto con i magistrati;

la normale collaborazione tra procura di Arezzo e Corpo forestale dello Stato risale al 2010, quando all'epoca non era stata ancora istituita la sezione di polizia giudiziaria del Cfs, quindi l'impiego di personale in procura era ampiamente giustificato;

l'ordinaria collaborazione dell'epoca era tale da non richiedere alcun protocollo, d'intesa formale, come invece è stato stilato in data 6 ottobre 2015 tra il procuratore Rossi e il capo della Forestale Cesare Patrone, per giustificare l'impiego di uomini e mezzi aggiuntivi rispetto a quelli previsti nella sezione di polizia giudiziaria già a disposizione del magistrato;

nel protocollo d'intesa di cui al punto precedente la procura della Repubblica di Arezzo intende avvalersi del supporto del personale del Cfs allo scopo di agevolare e sostenere la completa e puntuale trattazione delle pratiche relative ai reati in materia ambientale, trattandosi di un territorio ove l'incidenza degli stessi è particolarmente significativa, proponendo in via sperimentale la costituzione di un gruppo di lavoro in materia ambientale e agroalimentare formato da personale del Corpo Forestale dello Stato che, visti i risultati conseguiti, si è deciso di mantenere anche a seguito della riorganizzazione della dipendente sezione di polizia giudiziaria, ai sensi della legge n. 4 del 2011. Il gruppo opera sulla base delle disposizioni del procuratore, mentre per quanto concerne la dotazione, la procura mette a disposizione gli spazi di lavoro, le dotazioni strumentali e la cancelleria, per quanto riguarda il mezzo di servizio con dotazione di carburante commisurata alle esigenze e alle disponibilità di assegnazione definite dal comando provinciale di Arezzo nell'ambito delle rispettive disponibilità questo è messo a disposizione del Cfs;

con lettera del 4 dicembre 2015 protocollo n. 6436 del comando provinciale del Corpo forestale di Arezzo, indirizzata a tutto il personale del Cfs della provincia di Arezzo, tramite gli uffici territoriali di appartenenza e al comando regionale della Toscana, si chiedeva una ricognizione per valutare eventuali candidature di personale, anche al di fuori della provincia di Arezzo, da destinare al gruppo di lavoro presso la procura della Repubblica di Arezzo per il primo semestre 2016. Le candidature saranno successivamente valutate dall'ufficio del procuratore di Arezzo, dottor Roberto Rossi;

secondo quanto riportato nei comunicati delle sigle sindacali, si stanno mettendo a disposizione del procuratore Rossi mezzi e personale del Corpo forestale in numero di gran lunga superiore a quello stabilito dal decreto del Ministero della giustizia per lo svolgimento di compiti tipici di ogni procura e che ogni procura espleta senza dover ricorrere ad integrazioni;

questo surplus è tra l'altro giudicato insufficiente a smaltire i fascicoli arretrati visto che il Cfs, su richiesta del procuratore Rossi, ha ritenuto di mettere a disposizione della procura ulteriori unità provenienti dalle stazioni della provincia di Arezzo. Tale ulteriore disponibilità di personale, che va ad aggiungersi alle unità del gruppo di lavoro che non ha eguali in nessun'altra procura d'Italia, rappresenta assolutamente un unicum, a quanto consta agli interroganti e quindi una situazione di favore, dal momento che la carenza di personale nei tribunali è generalizzata;

sempre nel comunicato di cui al punto precedente si legge: «È dunque fin troppo chiaro – concludono i sindacati – che il procuratore Rossi goda di attenzioni non comuni da parte dell'esecutivo, anche per il tramite di forestali assegnati proprio alla procura di Arezzo che, allo stesso tempo, sono o lo sono stati, collaboratori del legislativo del ministro Martina, distogliendoli così dai precipui compiti di responsabilità dell'aliquota CFS presso la sezione di polizia giudiziaria del Tribunale di Arezzo»;

tra questi, il vice ispettore del Corpo forestale dello Stato, dottor Marco Mazzi, oltre a rientrare nell'aliquota CFS presso la sezione di polizia giudiziaria del tribunale di Arezzo e ad essere accreditato presso il gabinetto del Ministro Martina per non precisati rapporti di collaborazione, il 7 marzo 2011, al tempo con la qualifica di assistente, veniva contrattualizzato presso l'Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare), nell'ambito della convenzione con il Cfs, finalizzata ad intensificare la sorveglianza e il controllo del territorio, a tutela, salvaguardia e valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche, allo scopo di monitorare la situazione legale relativa ai terreni rientranti nella disponibilità dell'i-stituto a seguito di risoluzione contrattuale, in particolare:

  • monitorare il database dei terreni rientranti nella disponibilità dell'istituto;
  • verificare per ciascuno di essi lo stato di custodia;
  • acquisire la documentazione necessaria per il suddetto controllo;
  • curare e gestire i rapporti con il Corpo forestale dello Stato per quanto concerne i suddetti controlli;

il contratto, di cui al punto precedente, avente protocollo n. 1327, prevedeva la durata fino al 31 dicembre 2011 con possibilità di prosecuzione da formalizzarsi entro 60 giorni dalla scadenza dello stesso, per un importo complessivo di 31.950,00 euro a lordo delle ritenute di legge;

in data 30 dicembre 2014, con missiva del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Corpo forestale dello Stato, Ispettorato generale, Segreteria Capo del Corpo – protocollo n. 1421, facente riferimento alla convenzione tra Ismea e Cfs rinnovata e implementata nei compiti da svolgere per ulteriori tre anni, con scadenza al 21 febbraio 2017, si incaricavano i destinatari di seguire tutte le operazioni riguardanti l'accordo tra Ismea e i comandi regionali del Cfs interessati, finalizzate alla ricognizione dei terreni rientranti nella disponibilità di Ismea in modo da prevenire situazioni in contrasto con le finalità dell'Istituto. Tra i riceventi della missiva, il Comandante Capo Roberto Monaco, l'Assistente Debora Gambardella, l'Agente Scelto Marco Mazzi, il Vice Revisore Elisa Benedetti, e le sedi della 12a, 13a e 14a divisione;

in data 19 gennaio 2015, con lettera dell'Ismea indirizzata al Capo del Corpo forestale dello Stato, dottor Cesare Patrone, con protocollo n. U/0000903, avente per oggetto la convenzione Ismea-Cfs, stipulata in data 7 marzo 2011, l'ente, sulla base dell'esperienza maturata nel corso della convenzione, pone in rilievo la necessità di implementare le attività di sistemazione e di elaborazione delle informazioni acquisite a seguito dei controlli svolti dal Cfs, anche presso la sede dell'Ismea;

nella missiva di cui al punto precedente l'Ismea rileva come non disponga al suo interno di professionalità adeguate allo svolgimento delle predette attività che richiedono la conoscenza delle specifiche procedure e modalità operative seguite dal Cfs e, per questo, risultando necessaria l'individuazione di una specifica e peculiare professionalità con adeguata competenza, chiede allo stesso Corpo forestale dello Stato di esprimere ogni più adeguata proposta operativa a riguardo;

il 9 febbraio 2015 con missiva del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Corpo forestale dello Stato, Ispettorato generale, divisione 13a – protocollo n. 6674, indirizzata all'assistente Marco Mazzi, e facente riferimento alla nota n. 60 del 20 gennaio 2015, il capo del Corpo forestale dello Stato incaricava lo stesso a continuare la collaborazione con l'Ismea nell'ambito delle attività oggetto della convenzione in essere tra Ismea e Cfs, stipulata in data 7 marzo 2011;

per quanto concerne gli incarichi conferiti ai dipendenti del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Corpo Forestale dello Stato – nell'anno 2013, il signor Marco Mazzi risulta essere il destinatario di vari importi da parte del conferente Ismea con oggetto dell'incarico «altre tipologie». Nello specifico, gli importi percepiti dal Vice ispettore Mazzi possono essere così ripartiti:

  • 52.500,00 euro per l'incarico svolto dal 28 gennaio 2013 al 30 giugno 2014, con un acconto di 21.812,00 euro nel 2014 e non ancora saldato;
  • 52.500,00 euro per l'incarico svolto dal 28 gennaio 2013 al 30 giugno 2014, con un acconto di 20.482,00 euro nel 2013 e non ancora saldato;
  • 17.500,00 euro per l'incarico svolto dal 17 aprile 2013 al 16 ottobre 2013 e saldato interamente nel 2013;

alla luce dello schema degli incarichi conferiti ai dipendenti del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali afferenti al Cfs, il vice ispettore Marco Mazzi, solo per l'anno 2013, è il soggetto che cumulativamente ha percepito i maggiori importi a seguito della stipula di rapporti di collaborazione, per un ammontare di 122.500,00, con il dipendente del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali immediatamente sotto di lui che percepisce complessivamente circa 20.000 euro;

il vice ispettore di cui al punto precedente a seguito dei frequenti viaggi a Roma per l'attività di collaborazione che ivi svolge, determina per gli interroganti un danno economico per costi di missione, oltre che arrecare un grave pregiudizio all'attività della procura e a quella istituzionale delle stazioni forestali;

fra questi costi vi sono anche quelli inerenti la messa in disponibilità al vice ispettore Mazzi di un'auto di servizio, per come riportato nella disposizione di servizio n. 516 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Corpo forestale dello Stato, ispettorato generale, servizio III, divisione 11a, a firma del capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone;

nella disposizione di servizio del 16 novembre 2015, di cui al punto precedente, si legge che il capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone, autorizza il vice ispettore Marco Mazzi, in servizio presso la procura della Repubblica, il tribunale di Arezzo, a continuare a svolgere l'attività di supporto e di collaborazione con la segreteria del capo del Corpo ed il gabinetto del Ministro, ufficio legislativo, usufruendo ogni qualvolta si renda necessario, del mezzo di servizio con rientro a Firenze, nonché dell'attribuzione all'Ispettorato generale, delle spese di missione e di ogni ulteriore emolumento concernente eventuali competenze accessorie connesse all'incarico –:

se il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali possa chiarire dettagliatamente in cosa consista l'attività di supporto e di collaborazione con la segreteria del capo del Cfs ed il gabinetto del Ministro – ufficio legislativo, svolta dal vice ispettore Marco Mazzi e le ragioni, nonché le competenze per le quali gli venga riconosciuto questo ruolo, e chi lo abbia ritenuto idoneo allo svolgimento di questa funzione;

se l'attività di supporto e di collaborazione con la segreteria del capo del Cfs ed il gabinetto del Ministro – ufficio legislativo, svolta dal vice ispettore Marco Mazzi, preveda ulteriori esborsi per le casse dello Stato, in termini di rimborsi spesa, diarie, straordinari, bonus e quant'altro, da corrispondere all'agente per l'espletamento del suo incarico;

quali siano le ragioni per cui per le trasferte a Roma, con rientro a Firenze, il vice ispettore in servizio presso la procura di Arezzo, utilizzi il mezzo di servizio messo a disposizione dal Cfs della provincia di Arezzo, al gruppo di lavoro agroalimentare e ambientale della procura;

se non si ritenga esorbitante l'impiego di donne, uomini e mezzi aggiuntivi del Corpo forestale dello Stato presso il tribunale di Arezzo, rispetto a quelli previsti nella sezione di polizia giudiziaria, già a disposizione del procuratore;

se l'ulteriore spiegamento di personale del Cfs presso la sezione di polizia giudiziaria della procura della Repubblica di Arezzo, non comporti un indebolimento dei presidi a tutela del territorio e dell'ambiente, garantito dalle donne e degli uomini del Corpo forestale dello Stato;

se non si ritenga incompatibile il ruolo di agente di pubblica sicurezza del vice ispettore Mazzi con l'incarico conferitogli da Ismea;

quali siano le specifiche e peculiari professionalità, nonché l'adeguata competenza e i titoli riconosciuti al vice ispettore da parte dell'Ismea e del Cfs, per il conferimento dell'incarico, e le modalità con le quali è stato selezionato il personale del Corpo forestale ritenuto più adatto all'espletamento della convenzione Ismea-Cfs;

a fronte dei 122.500,00 corrisposti al vice ispettore Mazzi nel solo 2013, se i risultati attesi dalla convenzione ISMEA-CFS, ovvero la ricognizione dei terreni rientranti nella disponibilità dell'ente in modo da prevenire situazioni in contrasto con le finalità dell'Istituto, siano stati pienamente conseguiti. (5-08498)

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