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Verso la nuova pianificazione urbanistica

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Verso la nuova pianificazione urbanistica

Una mappa interattiva, le aree di interesse e la possibilità per i cittadini di inviare contributi all’amministrazione

 

L’amministrazione comunale, con un atto di indirizzo di giunta del 28 giugno, ha intrapreso il percorso di revisione degli strumenti urbanistici comunali anche in virtù del fatto che lo scorso 14 luglio, dopo cinque anni dalla data di approvazione del regolamento urbanistico, è terminata l’efficacia di molte delle previsioni, specialmente per le aree cosiddette di trasformazione e per quelle strategiche di intervento non convenzionate.

“L’amministrazione inoltre – ha sottolineato il sindaco Alessandro Ghinelli – ha valutato opportuno assicurare la più ampia partecipazione dei cittadini, degli ordini professionali, degli imprenditori singoli e delle categorie economiche alla redazione degli strumenti urbanistici propedeutici alla nuova pianificazione della città. Per questo abbiamo pensato a una procedura, di facile accesso, attraverso la quale sia possibile fornire informazioni e contributi conoscitivi. I cittadini si muoveranno dunque prima della redazione effettiva degli atti, è un’opportunità in più che offriamo. Gli strumenti urbanistici veri e propri seguiranno successivamente il tradizionale iter: adozione, osservazioni e approvazione con il coinvolgimento di due organi quali Commissione assetto del territorio e Consiglio comunale. Tengo a precisare che anche in questa fase, con le osservazioni, i cittadini potranno intervenire nuovamente”.

Fino al 30 settembre 2016, è possibile per chiunque seguire due strade: scaricando e compilando uno specifico modello di contributo, inserendo la sintesi nella cosiddetta mappa dei contributi e facendo pervenire la documentazione cartacea mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, indirizzata alla Direzione tecnica / servizio pianificazione urbanistica e governo del territorio del Comune di Arezzo, o consegnandola a mano all’ufficio protocollo o spedendola per mail a [email protected].

La seconda strada è compilare solo la sintesi nella mappa dei contributi. Per accedere al modello o alla mappa basta digitarehttp://maps.comune.arezzo.it/?q=partecipazione. A destra della pagina, il cittadino potrà navigare tra le opzioni a disposizione e scegliere fra le due alternative.

“Il percorso così concepito – ha aggiunto il sindaco, ovviamente in veste anche di assessore all’urbanistica – serve a individuare e a dare priorità agli interventi ritenuti strategici e funzionali a un’azione di riqualificazione e d’impulso dell’economia del territorio. L’amministrazione vaglierà le segnalazioni e le pubblicherà online nella stessa mappa interattiva rendendole visibili a tutti”.

È la legge regionale, la 65 del 2014, a guidare le amministrazione comunali nella redazione degli strumenti urbanistici. Il Comune di Arezzo ha distinto tre fasi: fase 1 (2016-2018) variante al piano strutturale, anticipazione del nuovo piano strutturale, variante al regolamento urbanistico, anticipazione del nuovo piano operativo e approvazione del regolamento sulla promozione della qualità architettonica, energetico-ambientale e sismica. Fase 2 (2019-2021) nuovo piano strutturale. Fase 3 (2021-2023) nuovo piano operativo.

“L’amministrazione – ha concluso Alessandro Ghinelli – nell’intento di rendere più efficace la partecipazione, suggerisce alcuni temi di riferimento per l’elaborazione dei contributi: tracciati relativi a infrastrutture anche di livello sovra-comunale, situazioni puntuali a sostegno dell’economia del territorio in funzione di uno sviluppo locale sostenibile e durevole, pianificazione delle aree strategiche e delle aree di trasformazione non convenzionate, aspetti che per la loro complessità e strategicità rivestono un rilevante interesse pubblico, modifica alle norme tecniche di attuazione con l’obiettivo di introdurre forme di semplificazione alla disciplina edilizia, innalzamento della qualità del costruito e della sicurezza ambientale. L’auspicio è che questo invito al confronto sia raccolto, anche perché l’uso del suolo è una delle competenze, non molte purtroppo, rimaste in capo agli enti locali e questi ultimi sono, in definitiva, i cittadini stessi”.

 

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