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BancaEtruria - adesso vogliamo vedere le carte!

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BancaEtruria - adesso vogliamo vedere le carte!

Dichiarazione di Fabio Faltoni, dipendente e sindacalista in Nuova Banca dell'Etruria e segretario provinciale della FABI



L'arrivo delle buste con le offerte per l'acquisizione di Nuova Banca Etruria e delle altre tre banche, è certamente una buona notizia. Ma ora, dopo tanta attesa, vogliamo vedere le carte! offerte, progetti e piani industriali. Basta con le indiscrezioni o con le voci, ora è il momento di ragionare in termini concreti.

Infatti, da fine 2013 - da quando cioè l'allora presidente Fornasari parlò di un'aggregazione obbligatoria con altro Istituto - per BancaEtruria, per i dipendenti e per i clienti, è iniziato un lungo periodo di attesa - non ancora terminato - al fine di trovare una solida e duratura sistemazione. Oltre all'attesa, i lavoratori hanno dovuto subire per mesi ogni sorta di aggressione e minaccia da parte di esponenti di associazioni di obbligazionisti e di importanti associazioni di consumatori.

Comunque, Apollo e Lone Star - due importanti Fondi stranieri - hanno presentato l'offerta per l'acquisto in blocco, mentre Apax avrebbe chiesto più tempo; inoltre, ci sarebbe un'offerta per Bap-Assicurazioni, del Gruppo Etruria.

Anche se più basse di quanto atteso, le due offerte si dovrebbero aggirare attorno ai 4/600 milioni, rispecchiando però in qualche modo le attuali valutazioni di Borsa di gran parte delle banche quotate. Le offerte sono ora al vaglio degli advisor, poi passeranno a quello della Banca d'Italia. E, speriamo presto, anche ai sindacati.

Proprio negli stessi giorni nei quali si attendeva l'arrivo delle buste, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi faceva sapere di essere disponibile ad intervenire - in assenza di offerte - su Nuova Banca Etruria e sulle altre tre banche, confermando così quella disponibilità già evidenziatasi nel 2015, prima cioè di quella "risoluzione" che comportò il sacrificio di obbligazionisti subordinati e azionisti. E' lo stesso Fitd che di recente ha ricapitalizzato CariCesena. In pratica, e a distanza di pochi mesi, quello che era assolutamente vietato per le quattro banche è diventato fattibile per altre situazioni.

Ora, auspicandoci una soluzione celere e ben fatta e in attesa di vedere le carte, a chiunque verrà, la FABI - il primo sindacato tra i bancari a livello nazionale -  chiede per i lavoratori (1.500 solo Nuova Banca Etruria) sicurezza, stabilità ed un progetto industriale serio, chiaro e concreto. La FABI chiede inoltre, come già fatto più volte di fronte al presidente Nicastro, mantenimento dell'occupazione, conservazione della rete territoriale, considerazione per la struttura della direzione generale, tutela della mobilità, nonché la valorizzazione delle grandi professionalità interne; e che gli eventuali esuberi, eventuali e da dimostrare all'interno di un progetto industriale, siano solo ed esclusivamente volontari e trattati con gli ordinari strumenti contrattuali.

Ci aspetta un'estate molto impegnativa, ma ne va del futuro dei posti di lavoro e dell'economia del territorio, nessuno se lo dimentichi, e noi della FABI saremo qui a ricordarlo a tutti.

Fabio Faltoni

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