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Nuovo slancio per nuove imprese in agricoltura: ecco il “pacchetto giovani” della Regione

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Nuovo slancio per nuove imprese in agricoltura: ecco il “pacchetto giovani” della Regione

Il Piano di sviluppo rurale per il rinnovamento del settore In crescita ad Arezzo (7.2%) le imprese di giovani in campagna Coldiretti Arezzo: dagli incontri con i ragazzi sul territorio idee innovative per l’agricoltura del presente e del futuro

 
 
“Gli stimoli per un forte impegno in agricoltura ai giovani non mancano: filiera corta, innovazione, biodinamica, agricoltura sociale, prodotto tipico e agriturismo..e poi posti di lavoro veri e seri nell’unico settore che ancora dà prospettive di futuro per i giovani”.  Sono parole di Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo – riferite al fatto che “a dare nuovo stimolo per l'imprenditorialità giovanile in agricoltura è arrivato anche il nuovo bando del Pacchetto Giovani della Regione Toscana: si tratta del bando – insiste Marcelli -  che rientra nel Psr, Piano di sviluppo rurale, e che ha una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per il territorio della regione Toscana. Per i ragazzi c’è tempo fino al 31 ottobre per presentare le domande”. Sono molti gli under 35 alla guida di una azienda agricola nel 2016, in provincia di Arezzo i nuovi insediamenti seguiti da Coldiretti Arezzo sono circa 100, e “la vera novità – conclude il Presidente -  sono le new entry da altri settori o da diversi vissuti familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità, i cosiddetti agricoltori di prima generazione”.
“Registriamo molto interesse attorno al mondo agricolo da parte di giovani donne e uomini, che pensano di darsi un futuro lavorando nel settore primario, con tante idee -spiega poi Mario Rossi, direttore di Coldiretti Arezzo – e negli incontri che stiamo facendo in maniera capillare sul territorio spieghiamo quindi, ai tanti giovani con cui veniamo in contatto, come la misura sia finalizzata proprio a sostenere giovani agricoltori tra 18 e 40 anni che si insediano per la prima volta in qualità di capo azienda e che devono predisporre un accurato e valido piano aziendale se vogliono poter entrare nel settore accedendo al Psr”. 
“Il ruolo dell’affiancamento di Coldiretti Arezzo è quindi fondamentale sia per aiutarli nella realizzazione del progetto di impresa – spiega ancora Rossi  - sia per dar vita alle tante, ottime idee, e i bei progetti che i ragazzi hanno in mente: da sole le idee non bastano, occorre avere un progetto che si sostenga economicamente, un po’ di risorse proprie ed un terreno: è sempre la terra il fulcro dell'azienda agricola, anche ai tempi di social network”.   “L’incremento della presenza in agricoltura, che si registra sia tra i ragazzi sta a testimoniare  - spiega ancora Rossi - che l’appeal del settore agricolo tra i giovani è ormai trasversale ai generi”. In provincia di Arezzo, secondo i dati più recenti della Camera di Commercio, sono in crescita (7.2%) le imprese di giovani che operano in agricoltura, il 9,4 per cento delle imprese aretine sono giovanili e di queste il 9.5 per cento sono nel settore agricolo: “Questo  - insiste Rossi -  è un chiaro segnale del ritorno dei giovani ad un tipo di attività sempre più caratterizzata dall’ approccio imprenditoriale orientato al mercato e di un progressivo ricambio generazionale all'interno delle imprese agricole aretine”. 
A questo dato si sposa quello della crescita nell’occupazione giovanile (+14%) in agricoltura, settore che è rimasto una delle poche aree produttive in grado di offrire prospettive lavorative reali e concrete a conferma della dinamicità di una filiera capace di unire tradizione e innovazione grazie al progetto Coldiretti. A 15 anni dall’approvazione delle legge di orientamento per l’agricoltura (la legge 228/2001), fortemente sostenuta da Coldiretti che ha rivoluzionato le campagne, i giovani hanno, quindi, interpretato in chiave innovativa le opportunità offerte dal mondo rurale e oggi, a livello nazionale, il 70% delle imprese under 35 opera in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative come la cura dell’orto e i corsi di cucina in campagna, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, agribenessere e cura del paesaggio o produzione di energie rinnovabili.
 
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