Prima Pagina | Cronaca | Nasce ad Arezzo il Comitato nazionale per il no al referendum. Meloni: “Abolire il Senato si, abolire la democrazia nel Senato no!”

Nasce ad Arezzo il Comitato nazionale per il no al referendum. Meloni: “Abolire il Senato si, abolire la democrazia nel Senato no!”

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Nasce ad Arezzo il Comitato nazionale per il no al referendum. Meloni: “Abolire il Senato si, abolire la democrazia nel Senato no!”

“No grazie” al referendum costituzionale.

 

 

Lo ha detto la presidente Fdi, Giorgia Meloni, nel suo intervento ad Arezzo per il lancio del Comitato “No grazie” per il referendum
«Il Senato andava abolito, ma non la democrazia. Non si capisce che poteri avrà, ma una cosa è chiara, cioè che questo Senato non lo eleggeranno i cittadini italiani».

Fratelli d’Italia hanno inaugurato ad Arezzo, il Comitato nazionale per il no al referendum, con gli amministratori di centrodestra di tutta Italia.

Raffaele Fitto, ha accolto l’invito della Meloni con piacere: ha bisogno di alleati di livello nazionale, visto che il suo partito per il momento è ancora a un livello regionale e la nuova legge elettorale rischia di mettere fuori gioco tanti dei suoi seguaci.

Per ora, ad Arezzo, si stringono mani e nascono nuove intese in un centrodestra frastagliato, che prova a scrollarsi di dosso le rovine del berlusconismo. Presente il governatore della Lombardia Maroni (Lega Nord), presente il delfino in pectore Toti (FI).

Il succo del discorso della Meloni è il seguente: «La riforma costituzionale di Renzi è una grandissima occasione persa e se non passasse il Referendum Costituzionale il Presidente del Consiglio dovrebbe dimettersi. Ho letto e sentito dire cose di ogni genere: governo tecnico, di scopo, addirittura stamattina c’è qualcuno che dal centrodestra sostiene che Renzi, che non è stato eletto da nessuno a Palazzo Chigi e ha perso le amministrative, debba rimanere in sella anche se perde il referendum. Su questo punto io voglio essere chiarissima: se non dovesse passare il referendum sulla riforma costituzionale Renzi deve dimettersi. Abbiamo promosso un’iniziativa ad Arezzo per parlare della riforma costituzionale partendo dal governo del territorio e per lanciare il Comitato “No, Grazie” che ha raccolto l’adesione di oltre 200 tra sindaci, presidenti di regione, amministratori locali e consiglieri. C’è nella nostra metà campo una bellissima classe dirigente che ogni giorno si confronta con i cittadini e si prende le responsabilità più difficili. Vorrei che fossero loro la prima fila della battaglia referendaria. La manifestazione di Arezzo è allargata a tutti coloro che vogliono essere alternativi a Renzi”

Avrebbe dovuto partecipare anche Matteo Salvini, ma non si è visto, oltre a  moltissimi sindaci. Erano stati invitati a partecipare anche il M5S, la sinistra e tutti i volenterosi nella battaglia per far cadere Renzi.

 

 

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