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Giorgia Meloni sabato 23 luglio lancia dall’auditorium di Arezzo Fiere e Congressi il comitato per dire “No Grazie” al referendum costituzionale

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Giorgia Meloni sabato 23 luglio lancia dall’auditorium di Arezzo Fiere e Congressi il comitato per dire “No Grazie” al referendum costituzionale

L’appuntamento presentato dai consiglieri comunali Francesco Macrì e Giovanna Carlettini (FdI – An)

 

Il comitato referendario “No grazie” contro la riforma costituzionale del Governo Renzi verrà lanciato sabato da Arezzo da Giorgia Meloni, leader nazionale di Fratelli d’Italia. I lavori apriranno alle 10 presso l’auditorium di Arezzo Fiere e Congressi. L’appuntamento è stato presentato dal capogruppo FdI-An Francesco Macrì e dal consigliere comunale Giovanna Carlettini, presenti anche Roberto Severi e Daniele Piccoletti del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia: “la lista dei nomi che hanno già annunciato la loro partecipazione è lunga: Matteo Salvini, Raffaele Fitto, i capigruppo di Forza Italia alla Camera e al Senato Renato Brunetta e Paolo Romani, presidenti di Regione da Giovanni Toti a Roberto Maroni, i sindaci di Forza Italia, Lega Nord e FdI di Savona, Grosseto, Novara, Padova, Ascoli, Lecce, Chieti, Venezia e Treviso. Al comitato per il no, infatti, aderiscono circa 200 tra presidenti di Regione, sindaci, consiglieri e amministratori locali. A proposito di enti locali, la riforma della potestà legislativa contenuta nella legge costituzionale sbilancerebbe il rapporto stato-regioni a vantaggio del potere centrale. Parliamo delle regioni ordinarie, quelle a statuto speciale restano immuni da tutto. Restando in ambito municipale, poniamo l’esempio di Dario Nardella che potrebbe diventare contemporaneamente sindaco di Firenze, sindaco della città metropolitana e senatore. Ci pare un po’ troppo”.

“Nel corso degli interventi di parlamentari, amministratori locali, costituzionalisti ed economisti – proseguono Macrì e Carlettini – saranno illustrate le ragioni del no al referendum e le proposte per una riforma costituzionale condivisa, più vicina alla gente e alle istanze del territorio. Arezzo è stata scelta dalla politica nazionale come città per il lancio del no alle riforme che vuole Renzi, per questo sabato sarà una sorta di piattaforma politica nazionale per il centrodestra. Inoltre, a livello nazionale, Arezzo è identificata con la città del ministro Boschi, ed è l’emblema del declino del fenomeno Renzi, anche per questo la scelta è ricaduta sulla nostra città. Il presidente del Consiglio ha detto che se al referendum vincerà il no si dimetterà, per questo il nome del comitato poteva essere non solo ‘No grazie”, ma doveva esserci aggiunto ‘Renzi a casa’.

È un’occasione da non perdere, modernizzare la Costituzione è un compito che la politica deve assumersi e proprio per questo diciamo no a un tentativo sbagliato. Noi siamo per un monocameralismo perfetto: siamo, infatti, fortemente presidenzialisti. Vorremmo eliminare veramente il Senato. La costituzione ha un valore importante quando tutti i cittadini ci si riconoscono, quindi, per arrivare ad una riforma condivisa la strada dovrebbe essere quella dell’assemblea costituente, al riparo dai fenomeni politici contingenti” hanno concluso Macrì e Carlettini.


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