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"Codice degli appalti, servono norme che aiutino le piccole imprese"

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"Codice degli appalti, servono norme che aiutino le piccole imprese"

Cerofolini: "Troppa burocrazia non aiuta le aziende sane e danneggia i cittadini"

 

Bene il nuovo codice degli appalti, ma servono misure più coraggiose che garantiscano opportunità alle piccole imprese e più semplificazione. Questo il giudizio di Giordano Cerofolini, presidente provinciale del settore edile di Confartigianato.

“La micro e piccola impresa è la realtà imprenditoriale del Paese. L’economia italiana, infatti – rammenta Cerofolini - presenta una struttura produttiva che la differenzia dal panorama internazionale. In Italia, le MPI rappresentano il 98% delle aziende e danno lavoro a più di 9 milioni di addetti, 4 milioni dei quali sono lavoratori dipendenti, arrivando a generare più di 1 miliardo di euro di fatturato. Oggi, più che mai – prosegue Cerofolini - anche a causa della situazione economica che viviamo sono necessarie maggiori politiche di protezione finalizzate a rendere più efficiente il contesto economico in cui si trovano ad operare le nostre imprese affinché queste politiche possano essere da volano per la produttività delle MPI italiane."

 

Significativo è il settore degli appalti. “In Europa – ricorda Cerofolini - le piccole e medie imprese generano il 58% della ricchezza ma vincono solo il 29% delle gare di appalto. L’Italia poi, nella graduatoria mondiale dei Paesi che favoriscono o limitano l’attività d’impresa si colloca al 45° posto e rimane in ritardo rispetto alle maggiori economie europee, dietro al Regno Unito, Germania, Francia e Spagna”. E veniamo alla recente introduzione del nuovo codice degli appalti. “Anche questa riforma – sottolinea Cerofolini - non ha avuto il coraggio di spingersi fino a prevedere misure strategiche per la nostra realtà produttiva.” Quali ad esempio? “ Ad esempio – risponde Cerofolini - L’introduzione di una quota di riserva obbligatoria a favore delle micro e piccole imprese.” Ma ci sono anche altre criticità.

 

“In primo luogo – fa notare il presidente del settore edile - la mancanza di una fase transitoria tra vecchio e nuovo regime legislativo, che ha determinato uno stallo dell’attività causando un drastico calo dei bandi di gara per lavori in tutti i settori e in tutte le aree geografiche (rispetto amaggio 2015 si registra un calo dell’ 87%) con conseguente aumento della disoccupazione e sospensione di lavori di primaria necessità per i cittadini. In relazione al tema delle piccole e medie imprese – continua - nonostante la direttiva europea che invitava a facilitare in particolare la loro partecipazione agli appalti pubblici, non si rileva nel provvedimento un cambiamento di rotta rispetto al passato. Anzi  il Nuovo Codice degli Appalti, di fatto pone vincoli e condizioni tali che escludono proprio queste imprese, che in Italia rappresentano oltre il 90 % delle imprese del settore con una media di 2,5 addetti. Paradossalmente  l’intreccio di norme blocca le aziende per bene e non fanno né caldo né freddo a quelle delinquenziali e i lavori pubblici stanno vivendo una fase di blocco quasi totale.

 

Quale l’invito di Confartigianato al Governo? “Chiediamo concretezza e semplificazione – concludere Cerofolini – e visto che solo una piccola parte delle linee guida interpretative sono state emanate, auspichiamo che il lavoro venga completato al più presto senza che diventi il solito tomo burocratico che invece di offrire risposte, complica la vita alle imprese e agli enti appaltanti e finisce per creare danni a tutti, all'economia e ai cittadini."


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