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BancaEtruria - offerte e "due pesi e due misure"

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BancaEtruria - offerte e "due pesi e due misure"



Pur in attesa di un nuovo incontro con il presidente Nicastro, ancora non fissato, si leggono già indiscrezioni rispetto alle offerte di acquisto per Nuova Banca Etruria, Banca Marche, Chieti e Ferrara. Si parla di tre Fondi stranieri, tra i quali il gigante Apollo Capital; ma la scadenza per le offerte vincolanti sarebbe nuovamente slittata al 20 di luglio.

Se le notizie fossero confermate, la cifra massima ottenibile - circa 500 milioni - sarebbe meno di un terzo rispetto a quanto il sistema bancario ha investito a novembre per il loro salvataggio, e per sistema si intende in primis Banca Intesa, Unicredit, UBI e Banco Popolare.

In attesa di notizie ufficiali, conviene inquadrare la situazione delle banche-ponte nel contesto nazionale.

Se guardassimo gli andamenti di Borsa del 2016, vedremmo tracolli ben maggiori di quasi tutte le più importanti banche italiane; ad esempio, la settimana scorsa il Monte dei Paschi di Siena è arrivato a valere meno di 800 milioni, pur avendo - tanto per fare un semplice esempio - circa il quadruplo dei dipendenti delle banche-ponte.

Per salvare Veneto Banca e Popolare di Vicenza, venne costituito in tutta fretta - da banche, assicurazioni, fondazioni e Cassa depositi e prestiti - il Fondo Atlante, ora si parla di un Fondo Atlante 2, mentre è già partito lo schema volontario del Fondo Interbancario dei depositi, per sorreggere il peso delle sofferenze delle banche italiane. Infine, non è più un tabù discutere di garanzie pubbliche e addirittura di aiuti di Stato, aiuti che fino a ieri - anche per la vecchia BancaEtruria - sembravano vietati.

Gravate da 90 miliardi di sofferenze nette e da conseguenti problemi patrimoniali, tra le più importanti banche italiane quasi nessuna si salva; UniCredit, ad esempio, deve affrontare un aumento di capitale di almeno sei miliardi; senza parlare delle obbligazioni subordinate "in pancia" al sistema. Insomma, un  sistema che si è "incartato".

Molto ci sarebbe da dire sulle modalità di salvataggio di alcune banche rispetto ad altre, sul trattamento riservato agli obbligazionisti e ai soci di BancaEtruria e, quindi, sui gravi danni reputazionali sofferti dalla banca stessa e dai suoi lavoratori; molto ci sarebbe da dire sulle diverse modalità usate per situazioni simili, due pesi e due misure, si potrebbe dire, ma anche tre pesi e tre misure, e così via; molto ci sarebbe da dire, ma ora dobbiamo guardare avanti se vogliamo conservare una importante banca nel territorio e tutelare l'occupazione.

Quindi, per BancaEtruria, come un po' per molte banche italiane, la soluzione dipende più da scelte sistemico/politiche che da quotazioni di prezzo; quanto ha speso la Germania in soldi pubblici per salvare le sue banche? Guardando alla storia, salvare le banche vuol dire salvare l'economia di un Paese.

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