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IMU sui padiglioni fieristici: il vampirismo dello stato sulle attività produttive

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IMU sui padiglioni fieristici: il vampirismo dello stato sulle attività produttive

Il sottosegretario a tutto, Luca Lotti, secondo gole profonde ministeriali, avrebbe dovuto occuparsi di allentare la morsa fiscale sui padiglioni fieristici, ma pare sia in tutt’altre faccende affaccendato. Della sorte degli stimoli produttivi ad un paese in ginocchio, sembra proprio che se ne strabattano tutti, ministro Madia in testa, anche se sta per varare la riforma del sistema camerale.

Nel frattempo però, il ministro Calenda viene a fare lo splendido: “Il prossimo anno (era il maggio 2015) il finanziamento governativo per questa rassegna Arezzo – Vicenza sarà raddoppiato a un milione di euro. La cosa piu' assurda che possono fare i distretti italiani, in un mondo che sta diventando ogni giorno piu' piccolo, è farsi la guerra in casa. Ho apprezzato moltissimo la disponibilità degli aretini ad adattarsi e a cambiare le loro date per accordarsi in un calendario nazionale. Questa manifestazione è splendida e questa disponibilità, ha permesso di superare i campanili tra i distretti a favore di una sinergia comune e di un piano industriale che Arezzo e Vicenza da ora in poi faranno insieme, scegliendo le strategie comuni. Il risultato si è già visto in questa fiera orafa aretina".

Da un lato succhiano ogni risorsa disponibile agli enti che cercano disperatamente di sostenere le produzioni locali, dall’altro mandano in giro i rappresentanti del governo a fare i generosi coi soldi dei cittadini. Ma delle sorti del sistema produttivo, rendendo strutturale il sostegno e non soggetto alle regalie del vassallo di turno, non se ne parla neppure. Ecco un moderno stato feudale. 

Dal decreto attuativo della riforma Madia sull’assetto istituzionale degli enti pubblici e delle Camere di commercio «potrebbero scatenarsi effetti profondi sulle fiere, con forti problematiche su 28 dei 34 quartieri fieristici italiani»

E’ chiaro il quadro? Pur di rastrellare due spiccioli dai padiglioni fieristici, siamo pronti a macellare la mucca, tanto ormai è diventata asfittica anche lei.

Invece di cercare di renderla competitiva col resto del mondo ormai sempre piu’ agguerrito, cosa facciamo? Tassiamo!

L’Associazione degli enti fieristici (Aefi), in occasione di un convegno sul quadro giuridico ed economico del sistema fieristico italiano, ha spiegato chiaramente che… “i quartieri fieristici sono soggetti a una classificazione catastale e a una tassazione che non rispecchiano l’utilizzo effettivo dei quartieri e le loro funzioni. Gli extra costi che vengono dalla tassazione sugli immobili pesano sulle singole fiere da 600mila a 1-1,4 milioni di euro l’anno”.

I padiglioni sono assimilati a capannoni industriali mentre il loro utilizzo è limitato a poche decine di giorni l’anno. Ma al nostro prode Lotti, che avrebbe dovuto mettere mano ad una soluzione legislativa, il problema non pare urgente. Nel frattempo si consente che le sorti del settore siano nelle mani dei burocrati del catasto, uno degli enti piu' sovradimensionati e popolato da nullafacenti che si conosca, ma sempre alla ricerca di risorse e di ricchezza da drenare, che ha vinto un lungo contenzioso giuridico costringendo in ginocchio il sistema. Ma quale stato moderno regola così la vita della sua linfa vitale? Ma che vadano in Cina (ma anche in Austria o in Svizzera) a prendere ripetizioni di come si fa...  

Ed infatti, la Fiera di Reggio Emilia è in concordato fallimentare e quella di Roma lo ha appena richiesto. Hanno alzato bandiera bianca: Brixia - Fiera di Brescia, la Fiera delle Marche e di Messina mentre il polo di Bari, in profondo rosso, sta tentando il rilancio con l’aiuto tecnico di Bologna, che, a sua volta, punta alla holding regionale per trovare le risorse (70 milioni) per ripartire. In gravi difficoltà i poli di Torino e Padova.

Ci saranno senza dubbio responsabilità gestionali, ma forse sarebbe bene che qualcuno ricordasse ai nostri geni del governo, che dalle fiere passano diversi miliardi di export. Possiamo permetterci come paese, di sparire dal settore? E' questa la difesa del made in Italy? Sono questi gli stimoli alla ripresa? Tasse, solo tasse, nient'altro che tasse. 

Intanto tutti guardano con gola alle relative nomine: ad Arezzo prima si organizzano agguati e camarille, poi si cerca attraverso questi giochetti, di liberare posti utili da occupare. “Si preoccupi della sua poltrona”, strepita il presidente di Confcommercio verso il cda di Arezzo Fiere. Lo sappiamo che c’è chi scalpita per andare a sedersi nel seggiolone, ma di Arezzo e del suo sistema produttivo in realtà, si interessa ancora qualcuno? Arezzo Fiere non dovrebbe solo servire alberghi e ristoranti, ma soprattutto a generare ordini per le aziende del territorio. L'indotto potrà essere una conseguenza, ma non certo il fine ultimo. 

La mediocrità al potere! Scrive Alain Denault nel suo libro "La mediocrazia": All’origine della mediocrità c’è la morte stessa della politica, sostituita dalla “governance”. Un successo costruito da Margaret Thatcher negli anni 80 e sviluppato via via negli anni successivi fino a oggi. In un sistema caratterizzato dalla governance – sostiene l’autore del libro – l’azione politica è ridotta alla gestione, a ciò che nei manuali di management viene chiamato “problem solving”. Cioé alla ricerca di una soluzione immediata a un problema immediato, cosa che esclude alla base qualsiasi riflessione di lungo termine fondata su principi e su una visione politica discussa e condivisa pubblicamente.

Mentre gli aretini razzolano nella loro melma, il governo pontifica: «Le fiere hanno un ruolo fondamentale nel nostro piano triennale - ha detto il capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico, Vito Cozzoli - . Lo scorso anno il Governo ha erogato alle fiere finanziamenti per 45 milioni e per quest’anno il budget ne prevede altri 30 per una serie di eventi. Stiamo lavorando per cercare ulteriori risorse».

Direi che è facile: prima si tassano e poi si finanziano attraverso le tasse che hanno pagato! Et voilà le jeux sont fait…

"Se si muove, tassalo. Se continua a muoversi, regolalo. E se smette di muoversi, prova con i sussidi..." (Regan)

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