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Il Pd si interroga sul suo futuro

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Il Pd si interroga sul suo futuro

Agitata direzione provinciale dopo le batoste elettorali

 

Il segretario provinciale Massimiliano Dindalini ha messo l’incarico a disposizione dell’assemblea provinciale ma la direzione provinciale non arriva ad una sintesi e viene aggiornata a giovedì alle 21, dopo un dibattito intenso che è durato fino a mezzanotte.

Dindalini nella sua relazione ammette sì qualche defaillance interna ma che punta le responsabilità del pessimo risultato elettorale sul partito nazionale attaccando pesantemente Renzi e al contempo scaricandosi delle responsabilitá.

Il sindaco di Cortona Basanieri, chiede che la discussione sia portata in Assemblea Provinciale. Poi prendono la parola La Ferla, Vannini (Cavriglia) e Menchetti (Civitella), soprattutto quest’ultima in difesa del segretario provinciale.

Le contestazioni arrivano ovviamente dal Pd valdarnese, il più scioccato dopo la debacle di Montevarchi. Critiche  dalla consigliera regionale Valentina Vada e dall'ex sindaco di Cavriglia Ferri. 

In Valdarno intanto i due candidati (Pd ed ex Pd) hanno preso parte proprio ieri sera, alla prima seduta del consiglio comunale di Montevarchi. Mentre continua intenso il dibattito.

Val la pena secondo me, citare la riflessione di un iscritto (Fabio Franchi), di cui non conosco la corrente ma certamente non mi pare renziano. “Se il centrosinistra a Montevarchi in Consiglio è ridotto a così pochi rappresentanti, e politicamente il PD come partito è in estrema difficoltà (direi quasi inesistente) una ragione ci sarà. E allora invito gli amici e compagni del PD montevarchino ad evitare di crogiolarsi al sole o dormire sugli allori, e ad affrontare una analisi seria e puntuale su quanto è avvenuto e sulla bruciante sconfitta subita. E a smetterla, perciò, di cercare giustificazioni nel mondo iperuranio, ma piuttosto individuare responsabilità specifiche, che hanno nome e cognome. E magari di smettere anche di giustificare fino all'inverosimile e in modo imbarazzante certi soggetti (in primis il segretario provinciale, quello Schettino nostrano che ha sbagliato tutte le mosse, li ha ritardati quando dovevano correre, e se ne è lavato le mani quando era necessario che entrasse a gamba tesa sulle vicende del partito locale) che li hanno portati a sbattere. Perché io ci tengo al PD. E l'esito di questo voto non rende merito a tanti amici e compagni montevarchini che sono persone di grande valore, capacità e passione politica. Ecco, se veramente volete essere protagonisti della politica come meritate, adesso è arrivato il momento di togliervi qualche sassolino dalle scarpe, affermare le vostre idee, combattere e ribaltare qualche tavolo, anziché essere chiamati a quei tavoli come comprimari, da gente incapace, che non ha le vostre qualità e che neanche capisce le problematiche specifiche della vostra città. Insomma, anche per voi è arrivato il momento del lanciafiamme, per ricostruire un PD serio, come avete dimostrato di essere in grado di fare in tante occasioni. Ci vuole coraggio e determinazione. Ma voi lo avete. Siete una generazione nuova, appassionata e in gamba: perché farvi dettare l'agenda da altri? Oggi più che mai, per voi e per tutti i veri democratici, è il momento di agire e reagire di fronte ad una dirigenza ripiegata su se stessa, autoassolutoria, e che si guarda da troppo tempo l'ombelico invece di calarsi tra i problemi veri dei cittadini. Vogliamo provare tutto insieme ad osare, per non essere più sconfitti e doverci dilettare nel l'analisi della sconfitta? Vogliamo avere l'audacia di lasciare l'analisi della sconfitta a generazioni politiche (non tanto in senso anagrafico) precedenti alla nostra, che hanno vissuto la politica come un mestiere e non come un impegno civico, come quella cosa bellissima che è il servizio per i cittadini? Osiamo, è questo il momento!”

 

 

 

 

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