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Futuro del centrodestra, Macrì (FdI): «Ricominciare dai partiti per liberare la Toscana dal sistema di potere della sinistra»

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Futuro del centrodestra, Macrì (FdI): «Ricominciare dai partiti per liberare la Toscana dal sistema di potere della sinistra»

Dichiarazione del Capogruppo Fratelli d’Italia al Comune di Arezzo Francesco Macrì, Responsabile regionale Enti locali FdI

 

 

«Negli anni, così come negli scorsi mesi e settimane, abbiamo fatto un grande lavoro per unire il centrodestra e allargarlo alle liste civiche, che rappresentano un valore aggiunto. Certo: drenano consensi ai partiti; ma si tratta di consensi ‘in prestito’, che poi, in occasione di elezioni per i livelli superiori, tornano indietro addirittura moltiplicati quando servono a vincere come accaduto l’anno scorso ad Arezzo e domenica scorsa a Montevarchi. Sfugge e non comprendo dunque la logica di un intervento da parte del nostro sindaco Mario Agnelli, il cui nome è accompagnato fin dal titolo dalla sigla di un partito politico, volto a proporsi come federatore delle liste civiche dell’area provinciale».

«In nomen homen: la lista civica è tale in quanto espressione di una comunità locale. Se da queste esperienze si vuol costruire un soggetto politico/amministrativo di respiro più ampio rispetto alle comunità cittadine, allora evidentemente si fa un’altra cosa, ovvero un partito. I sindaci civici o simili devono muoversi solamente e rigorosamente sul piano istituzionale, lasciando le strategie d’area vasta a chi ha il compito di programmarle, ovvero i partiti.Proprio sulla scorta dei flagranti successi del centrodestra in Toscana e in particolare nella nostra area vasta, quella della Toscana del Sud, ciò che è necessario è attivare un coordinamento sinergico tra centrodestra, civiche, o centrodestra più civiche, comunque entro una proposta alternativa al sistema di potere del Pd che parta dai partiti di centrodestra e quindi Forza Italia, Lega Nord e il mio, Fratelli d’Italia AN».

«Le politiche sovracomunali d’area vasta, infatti, trovano definizione istituzionale soprattutto nel livello regionale. Dunque è attraverso i partiti e a partire dai nostri consiglieri regionali che le amministrazioni comunali, ma anche i gruppi consiliari di opposizione (di centrodestra, civici o misti centrodestra-civici) laddove ancora non governiamo, debbono interagire; questo se realmente si vuole incidere sulle folli politiche messe in atto dalla Regione Toscana in maniera di rifiuti, sanità, trasporti… Contrariamente, si va incontro a operazioni fini a se stesse che, anziché aiutare la progressiva liberazione della Toscana dal sistema di potere di Pd, finiscono per consolidarlo»

 

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