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Progetto Itaca: “il futuro della società passa da quello degli anziani”

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Progetto Itaca: “il futuro della società passa da quello degli anziani”

Presentazione del progetto della cooperativa sociale Koine: dall’aggregazione delle badanti al nuovo Centro di Pescaiola con piccole strutture interne

 

 

“Ben vengano novità come quelle del progetto Itaca. La Koinè ha capito che c’è bisogno della presa in carico delle persone e quindi di organizzare una risposta complessa e complessiva a tanti tipi di bisogni”. L’assessora regionale Stefania Saccardi è intervenuta ieri pomeriggio al convegno promosso dalla cooperativa Koinè per la presentazione di Itaca, il suo progetto per il futuro degli anziani.  Con lei, l’assessore al Comune di Arezzo, Lucia Tanti che si è soffermata, tra l’altro, sulla situazione degli anziani che hanno ancora buona salute ma che necessitano comunque di risposte ai loro problemi: “i centri di aggregazione sociale sono strumenti di autonomia per la terza età; devono essere organizzate soluzioni alla necessità di mobilità, cominciando dall’armonizzazione degli orari e dei servizi del trasporto pubblico nonchè dalla disponibilità di buoni per l’utilizzo del taxi; infine il complesso dei problemi deve essere risolto nel rapporto tra pubblico e privato”.

Patrizia Castellucci, Direttore Sociale Ausl Toscana Sud Est, ha evidenziato il lavoro dell’azienda sanitaria per riportare a sintesi le diverse realtà di Arezzo, Siena e Grosseto mentre Daniela Nocentini, Referente della strategia per Casentino e Valtiberina,  ha illustrato la strategia Aree Interne per gli anziani

Il punto di partenza del ragionamento Koinè nel progetto Itaca è il progressivo invecchiamento della popolazione: nel 2010, nel comune di Arezzo, gli anziani che avevano compiuto 65 anni rappresentavano il 22,5% della popolazione locale. Nel 2014 la percentuale è salita al 24,46% e nel periodo 2025 – 2029 si dovrebbe arrivare al 34%. Il che vuol dire che un cittadino aretino su tre avrà più di 65 anni. Senza dimenticare gli ultra novantenni:  erano 970 nel 2010, 1.330 nel 2014 e potranno essere 3.428  tra una decina d’anni.

Non solo – ha sottolineato il Direttore di Koinè, Paolo PeruzziSono destinate ad aumentare le persone non autosufficienti, quelle “fragili” secondo la definizione geriatrica e  che hanno bisogno di sostegno. Siamo di fronte ad una profonda trasformazione della struttura sociale. Aumenta la solitudine e le persone sole sono già oggi il 27% del totale. Aumenta il numero delle famiglie ma si riduce quello dei suoi componenti: siamo ormai a 2,31. Il che vuol dire che abbiamo famiglie formate da una coppia che solo in un caso su tre ha un figlio. Infine diventa sempre più difficile arrivare alla fine del mese: il 46% di coloro che lavorano, guadagnano meno di 800 euro al mese”.

Koinè mette al centro il futuro degli anziani. “Vogliamo passare dal modello della singola badante che agisce da sola con le famiglie che agiscono anch’esse da sole tra enormi difficoltà, ad un modello di aggreghi le badanti in associazioni di promozione sociale – ha annunciato la Presidente di Koinè, Grazia Faltoni. Vogliamo che tutto funzioni meglio per tutti. Per gli anziani che avranno personale qualificato e professionalmente formato. Per le famiglie che potranno contare sulla certezza e sulla stabilità dei rapporti di lavoro senza preoccuparsi di trovare sostituzioni all’ultimo momento. Per le stesse collaboratrici familiari che avranno modo di scegliere un lavoro per il proprio futuro, di entrare in un’associazione per farlo insieme, di essere garantite sul piano dei diritti e dei contratti”.

La cooperativa ha rilevato l’edificio di fronte al Foro Boario in via Alessandro dal Borro e lo trasformerà nel Centro Koinè. Al piano terra un cohousing per 8 tra disabili adulti non assistibili a domicilio e anziani non autosufficienti ISO<3; una Rsa per disabili anziani in uscita dall’Istituto di Agazzi con un servizio per un massimo di 16 persone che verrà svolto in collaborazione con l’istituto stesso; un centro diurno di supporto ad anziani non autosufficienti o fragili. Anche in questo caso l’obiettivo è integrare l’assistenza a domicilio: la famiglia potrà, ad esempio, accompagnare qui l’anziano nel giorno di riposo della badante, avendo a disposizione ogni servizio necessario: dal pasto al bagno assistito, dalla parrucchiera al podologo. Al primo piano verrà realizzata una Rsa per anziani con 25 posti letto e 6 diurni ex Ninci.

Pietro Pagliardini è l’architetto che ha progettato la trasformazione del vecchio tabacchificio nel “Centro Koinè”. Con lui collaborano gli ingegneri Piero Bracciali e Carlo Biagini per la parte strutturale e l’ingegner Leonardo Polcri per quella impiantistica.

Esternamente ci sarà un giardino sensoriale per malati di Alzheimer. Un’area verde progettata per ridurre lo stress, le difficoltà ad orientarsi nello spazio e nel tempo, a stimolare le capacità residue che ha ogni persona malata.

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