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SIAMO TUTTI ORLANDO, SIAMO TUTTI ESSERI UMANI!

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SIAMO TUTTI ORLANDO, SIAMO TUTTI ESSERI UMANI!

 

“Strage di mondane, barbaramente trucidate da bande di finocchi armati! Si prevedono sanguinose rappresaglie!”. Tutti giù a ridere, ovvio, quando il Perozzi (Amici miei), in una umida e uggiosa sera di autunno avanzato, fa lo strillone e spara in un bar addormentato (dove il barista, tra l’altro, smarronato al massimo dell’ingrato lavoro, incurante dei Clienti, si scaccola perfino il naso!). E che dire, allora, del celebre “Bar dei finocchi” di Scuola di Polizia 2? Un bar, a porte talmente girevoli che basta un urto e ti trovi dentro … in paradiso o all’inferno (dipende dai punti di vista), accalappiato in un languido tango con il Village People di turno (indiano, poliziotto … non si sa!). Eh già, perchè, parafrasando Leonardo Sciascia in una nota recensione a Giovanni Arpino (ora raccolta nella bellissima silloge Adelphi, Fine del Carabiniere a cavallo), nella narrativa (letteraria e filmica) dei Paesi Cattolici per lo più (ma non solo!), la rappresentazione degli omosessuali ha avuto, grosso modo fino agli anni ’80 del XX Secolo, direi, una rappresentazione spesso ilare e beffarda (se si eccettuano importanti eccezioni, come, tra gli altri, Giorgio Bassani ne Gli Occhiali d’oro). Non parliamo, poi, del mondo gay: dal Vizietto a La Patata Bollente, sui ritrovi gay è calato lo stesso clichè derisorio che, secondo Sciascia, la tradizione narrativa di marca boccaccesca riservava a conventi e monasteri. Non credo servano esempi …

Il risveglio dei fatti di Orlando è improvviso e brutale: e non c’è sicuramente da ridere!

Non solo da oggi dovremmo avere la buona creanza di renderci conto di come luoghi che il pregiudizio, la stupidità generale vuole frivoli e gai (nel senso di ridicoli, farseschi), sono, invece, non da ora, teatro di drammi, se non di tragedie: di discriminazione, di violenze. Non è da ora, certo. E certo siamo un po’ strani animali, noi, dell’opinione pubblica, che ci allarmiamo quando le violenze investono gruppi e sfociano in stragi (come in questo caso), quando ci sono storie di discriminazione e violenza (anche psicologica) individuale, che non bucano il video, i media, ma che gridano comunque vendetta al cospetto di Dio: e ricordiamo che, quando c’è di mezzo l’omofobia, uno vale uno!

Ma una strage, come quella di Orlando, non è la solita omofobia, ci interpella come cittadini: cittadini dei nostri Stati, cittadini globali di questo Occidente, sedicente “culla della civiltà e del diritto”. Le conclusioni possibili sono tragicamente chiare: uno non condivide la tua idea, in questo caso sessuale-esistenziale, e ti massacra … non serve fare analisi, commenti, serve solo far agire la Giustizia, serve far agire il Diritto. Punto.

Ieri, con i fatti di Chiarlie Hebdo, eravano tutti … Charlie! Oggi, abbiamo il coraggio di dirci “Siamo tutti Orlando”? ... La memoria, in questo momento, come in una moviola, sta facendo scorrere davanti a me le immagini di una nota sequenza di Nanni Moretti, in uno dei primi film. In una riunione di figli di papà annoiati, che, solo per isterico esibizionismo, vogliono fare gli estremisti (e gli estremisti del ’77, tra l’altro), il protagonista Moretti lancia l’idea per una coraggiosa campagna: “Siamo tutti omosessuali!”. Tutti, pariolini o simili, gli estremisti (maschi!) si ribellano all’idea! Ma si era nel 1977, uno potrebbe dire, i tempi … Ma nel 2016, quarant’anni dopo, non c’è scusa che regga!

Non farà piacere a molti dire: “Siamo tutti omosessuali”. Ma, come lucidamente sottolineato da Carmelo Palma su StradeOnline, il mondo gay, piaccia o no, è il simbolo (in fondo, l’avanguardia) della “normalità” di cui deve andare orgoglioso l’Occidente: la normalità della tolleranza, del pluralismo, la normalità in cui tutti noi vogliamo vivere, perché viviamo bene. Per questo, i morti di Orlando, etero o gay che siano (specie se il movente islamista sarà confermato) ci appartengono: Omosessuali o no, Eterosessuali o no, abbiamo una Convenzione Universale dei diritti Umani che ci protegge: ci protegge in quanto Uomini, Esseri Umani, che hanno diritto di vivere e basta! Per questo, siamo tutti Orlando! Siamo tutti Esseri Umani! Punto e basta.

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