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Debacle PD: la provincia di Arezzo potrebbe cambiare colore

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Debacle PD: la provincia di Arezzo potrebbe cambiare colore

 

Le elezioni amministrative risentono storicamente moltissimo di effetti locali ma è difficile cercarvi esiti o indirizzi nazionali. A fronte di un risultato grandioso per i pentastellati su Roma e Torino, risultano invece non pervenuti in molte altre aree del nostro paese. Segno questo di un elettorato fluido, che non firma una cambiale per la vita quando prende in mano la matita copiativa.

Certamente per il PD provinciale il disastro è imminente, perchè se perde Sansepolcro (quasi certo) e Montevarchi (che anche se non perde è come se avesse perso), con tutti i distinguo tra le due situazioni, che sono diametralmente opposte, va in minoranza anche in Provincia, che non conta nulla ma certamente è una svolta epocale ad Arezzo.

Le divisioni mai ricucite, alla fine hanno trovato il modo di detonare, a Montevarchi nelle primarie e a Sansepolcro, molto peggio, alle elezioni vere. Ad Anghiari il candidato è stato espressione diretta di mr. 18mila preferenze, così come fu a Sansepolcro cinque anni fa. Ed entrambi hanno pagato un costo politico personale immenso.

Il problema è che questi bracci di ferro, consentiranno anche una mietitura di consensi personali, ma provenienti da una base provinciale che sta tracimando in tutt’altra direzione. E se la tracimazione è cominciata sommessamente con Castiglion Fiorentino, ha assunto carattere di piena con Arezzo, rischia di trasformazioni adesso in una vera e propria esondazione con Anghiari, Sansepolcro, Montevarchi (senza contare Subbiano, Pieve S.Stefano e Monterchi) e l’anno prossimo Monte San Savino e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.  

Il piu’ grosso limite del PD provinciale, è di non esser riuscito ad essere inclusivo, ovvero incapace di ricucire posizioni che avrebbero potuto esser ricondotte nell’alveo di una sana dinamica interna.

Posizioni di dissenso che sono rimaste invece fuori dalla porta, consegnando alla storia delle sconfitte annunciate, con il sottofondo di un vecchio partito (o di un partito vecchio)' rimasto legato ad un passato di controllo del territorio, di piccole manovre, di accordi e congiure di palazzo, mentre quello nuovo non riusciva ad esprimere una classe dirigente vera.

Là dove avrebbe potuto esprimere giovani preparati e capaci, questi sono stati estromessi e cacciati in nome della purezza.

O a pensar male, nel nome del “non fatemi ombra”. 

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