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“L’origine in etichetta grande occasione di sviluppo per i prodotti aretini”

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“L’origine in etichetta grande occasione di sviluppo per i prodotti aretini”

Primo si dell’Unione Europea all’indicazione della provenienza dei cibi. Coldiretti Arezzo: ma la battaglia continua, oggi quasi la metà della spesa dei cittadini è ancora anonima

 
 
“Ora ci sono le condizioni per cambiare le norme nel senso della trasparenza grazie all’etichettatura di origine”. Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana e Arezzo spiega che si tratta di “un momento storico per il settore lattiero-caseario e per i prodotti a base di carne”. Infatti il Parlamento europeo ha appena adottato una risoluzione a favore dell’indicazione obbligatoria del Paese d’origine o del luogo di provenienza per tutti i tipi di latte destinati al consumo diretto, nonché ai prodotti lattiero-caseari e ai prodotti a base di carne. “Ma questo  - insiste Marcelli - è solo l’inizio di un percorso che deve coinvolgere tutti i cibi e che deve condurre, senza esitazioni, all’obbligo di indicare in etichetta l’origi ne degli alimenti”.
“E’ un provvedimento che Coldiretti ha chiesto con grande determinazione prosegue Marcelli - per tutelare la nostra economia e le nostre aziende dal grave danno prodotto dagli inganni della contraffazione e del finto made in Italy. Oggi quasi la metà della spesa dei cittadini italiani ed europei è anonima, con prodotti importati dall’estero che vengono spacciati come italiani perché non è obbligatoria alcuna indicazione in etichetta.
Anche su prodotti che interessano molto le nostre imprese sul territorio: succede infatti per i prosciutti, due su tre sono venduti come italiani ma provengono da maiali allevati all’estero e per i prodotti a base di carne, oltre che per il latte, quindi l’origine in etichetta, una volta a regime, potrà essere una grande occasione di sviluppo per i prodotti aretini”.
“Per ora l’etichetta resta anonima purtroppo – conclude Marcelli -  per molti prodotti, dai formaggi ai salumi, dai succhi di frutta, dalla pasta al latte a lunga conservazione, dal concentrato di pomodoro ai sughi pronti fino alla carne di coniglio e è allora nella direzione della trasparenza e della chiarezza delle etichette, a tutela di cittadini e produttori, che dobbiamo continuare a lavorare”.
Per  questo, secondo Coldiretti, è tanto importante la risoluzione che stabilisce la chiara volontà di fermare l’inganno dei prodotti alimentari stranieri spacciati per Made in Italy. La posizione del Parlamento europeo invita, infatti, la Commissione a dare applicazione all’indicazione obbligatoria del Paese d’origine o del luogo di provenienza per tutti i tipi di latte destinati al consumo diretto nonché ai prodotti lattiero-caseari e ai prodotti a base di carne.
Si tratta di un cambiamento che - sottolinea Coldiretti - incontra il favore del 96,5% dei consumatori che ritiene necessario che l’origine degli alimenti debba essere scritta in modo chiaro e leggibile nell’etichetta. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è battaglia storica di Coldiretti, che con la raccolta di un milione di firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004 grazie alla quale è diventato obbligatorio indicare in etichetta la provenienza del latte fresco e quella della passata di pomodoro in Italia.
 
 
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