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BETNET e Marco Donati, Arezzo-Srebrenica andata e ritorno: «Un viaggio per capire e aiutare a progettare il futuro dell’Europa»

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BETNET e Marco Donati, Arezzo-Srebrenica andata e ritorno: «Un viaggio per capire e aiutare a progettare il futuro dell’Europa»

 

«Quando Franco Bettoli andava in Bosnia ed Erzegovina, non era possibile per lui tornare senza passare per qualche ora da Srebrenica». È con queste parole in testa che l’onorevole aretino Marco Donati è partito insieme ai ragazzi di BETNET per visitare quei luoghi segnati dalla guerra e anche da una tregua, ottenuta con gli accordi di Dayton, che appare ogni giorno più fragile. Lì per toccare con mano e pensare a progetti concreti per aiutare la popolazione.

«È stata un’esperienza intensa e indimenticabile – ha affermato Donati – che sono stato molto contento di aver fatto, sul cammino tracciato da Franco Bettoli insieme con Vincenzo Ceccarelli prima e Roberto Vasai dopo, grazie anche alla Consulta Provinciale del Volontariato per la Protezione Civile. In un momento così delicato per l’Europa ho visto il lavoro dei ragazzi di BETNET e i progetti che stanno realizzando. Inusuale che un politico vada a dormire in casa delle famiglie di Srebrenica? Ho fatto una promessa e l’ho mantenuta. Perché come diceva sempre Franco Bettoli – ha concluso Donati – l’Europa si fa costruendola».

«Sono stato in quei posti una ventina di volte – ha raccontato il presidente della Provincia, Roberto Vasai –. Ricordo le tensioni e le condizioni in cui vivono quelle popolazioni, ricordo soprattutto la forza di Franco Bettoli e la voglia di realizzare tante idee che adesso stanno portando avanti i ragazzi di BETNET e ringrazio Marco Donati, il primo politico di livello nazionale che è andato in Bosnia. È molto bello vedere che ciò che è stato seminato sta dando i suoi frutti e che i progetti e le idee vanno avanti su gambe giovani e forti, forti per quanto saremo capaci anche noi di sostenerle».

«La nostra età media è 18-25 anni – ha sottolineato Saverio Lapini di BETNET –, siamo ragazzi che hanno bisogno di supporto, come quello che ci ha dato Paolo Emilio Cherubini di World Solidariry Alliance. BETNET è una struttura a cerchi concentrici, dai giovani (idee) alle associazioni (logistica, finanziamenti), dalla politica (livello istituzionale) alle università, il nostro prossimo step, visto che in questo progetto sono coinvolti ragazzi olandesi, spagnoli, francesi, belgi, italiani e bosniaci». Dopo il primo campo di lavoro e la prima edizione di Srebrenica Wave, infatti, si sta preparando la seconda edizione della rassegna musicale, con 2/3 serate di concerti.

Il rapporto tra Arezzo e la Bosnia, creato da Franco Bettoli, è molto forte e quel Paese ha ancora bisogno di aiuto per superare muri invisibili che resistono e che rendono fragile e pericolosa la convivenza tra popolazioni ed etnie con radici religiose e culturali diverse. L’Europa, questa Europa, ha bisogno dell’esempio dei giovani per ripensarsi diversamente e perché non ci sia mai più una nuova Srebrenica. È quello che stanno cercando di fare i ragazzi di BETNET e il parlamentare Marco Donati si è fatto testimone di quest’esperienza che porterà nuove collaborazioni e nuovi progetti.

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