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Giù la maschera!

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Giù la maschera!

E' ufficiale: Arezzo ostaggio dei partiti.

 
Quante volte il candidato sindaco Ghinelli lo avrà ribadito durante la campagna elettorale: una coalizione civica la sua, "non mera declinazione delle tradizionali appartenenze politiche".
Ghinelli si dichiarava promotore di un cambiamento, per ora io visto solo quello delle poltrone.
Non aveva certo parlato di sostituire amministratori aretini con forestieri, eppure è toccato assistere alla importazione di assessori. Aveva fatto campagna elettorale castigando l'impoverimento della città operato in precedenza, ma è diventato campione nella stessa strategia. E dal predecessore ha raccolto l'eredità del nullismo strisciante.
L'attenzione iniziale verso la città ed i cittadini scema, mentre i mesi passano.
Che la ufficialità della menzogna elettorale dovesse manifestarsi in modo così squallido credo che non se lo potesse aspettare nessuno, essere espressa nella dichiarazione che, dovendo sistemare qualcuno nel consiglio di amministrazione della vituperata società di gestione delle acque pubbliche NuoveAcque, il bacino (non idrico, di papabili) per provenienza politica e capacità amministrative (secondo il parere del sindaco Ghinelli) si presenta un bicchiere vuoto.
La terra di Vasari non offre un destrorso adatto? Per fortuna da Pistoia, la stessa città dell'illustre Gelli, arriva un vero fenomeno, coordinatore provinciale di Forza Italia e impastatore della prima società di gestione delle acque. Così bravo e indispensabile che pare giusto arricchire il suo emolumento: poverino, viene da lontano. E sentir dire che questo maggior costo non influirà sulla tariffa dell'acqua, secondo me il costo dei vertici aziendali ricade sui clienti, è una vera novità.
Come sono orgoglioso di aver contrastato Bracciali e Ghinelli: non faccio parte della pochezza dei rispettivi schieramenti, il primo ricco di sconfitti, il secondo evidentemente pieno di nullità; spiace analizzare le parole del loro conducador, rivolte ai numerosi conoscenti ed amici della lista OraGhinelli.
Anche chi ha votato Ghinelli, sia cosciente che egli nulla vale per il nostalgico aretino.
Visto che complessivamente i voti al ballottaggio rappresentano metà degli aretini posso essere fiducioso che nell'altra metà ci siano persone di valore. Ma alienatesi per tali metodi.
Mai ad Arezzo una seduta del consiglio comunale si era svolta secondo le previsioni degli articoli 49 e 50 del regolamento. Una seduta riservata, nella parte che verteva sulla nomina voluta dal sindaco Ghinelli. Una scelta operata dal presidente del consiglio comunale davvero improvvida, imperdonabile: piegare la massima assise cittadina alle necessità dei partiti e del sindaco.
Una seduta riservata non si improvvisa, come improvvisata si è invece dimostrata la decisione di Mattesini, perché era pacifico che interrogazioni avrebbero riguardato quella nomina e quella persona. Si concerta e si avvisa. Non si impone a consiglio comunale iniziato.
Censurabile anche il comportamento delle opposizioni, che avrebbero dovuto abbandonare la aula. Anche da qualche esponente della maggioranza mi sarei aspettato di più.
Ma occorre coraggio, e chi non ce l'ha non se lo può dare.
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