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TARI, “BENE LO SCONTO PER MACELLERIE”

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TARI, “BENE LO SCONTO PER MACELLERIE”

Il presidente dei macellai aretini Alberto Rossi plaude alla decisione dell’Amministrazione Comunale di Arezzo di ridurre del 50% la tassa sui rifiuti nelle aree dei laboratori. “Il nostro grazie all’assessore Merelli. Da tempo facevamo presente che la legge ci impone di smaltire gli scarti di origine animale ricorrendo ad imprese private e non al servizio pubblico. Un costo (fino a 1.500/2.000 euro l’anno) che con la tassa siamo invece costretti a pagare due volte. Finalmente questo provvedimento riporta un po’ di giustizia”.

Importante vittoria di Confcommercio sul fronte Tari. Lo annuncia il presidente dell’Associazione Macellai Alberto Rossi: “il Comune di Arezzo ha accettato la nostra proposta di ridurre la tassa sui rifiuti per le macellerie e le pescherie. Adesso pagheremo una tariffa ridotta del 50%, almeno in relazione alle superfici dei laboratori di lavorazione, dove vengono prodotti rifiuti di origine animale”.

Si viene così a sanare una sperequazione che da tempo Confcommercio aveva segnalato, fra le tante collegate alla Tari. “Macellerie e pescherie sono costrette per legge a smaltire i rifiuti speciali, ovvero gli scarti animali della lavorazione, rivolgendosi ad imprese private a pagamento. Si arriva a pagare fino a 1.500 o duemila euro l’anno, per più ritiri settimanali, ed è un servizio che i Comuni non ci possono garantire. Allora perché pagare una tassa per un servizio di cui non possiamo disporre?”, aggiunge il presidente Rossi.

“Un ringraziamento particolare va all’assessore Alberto Merelli, che ha compreso le nostre istanze mettendo nero su bianco le sue promesse. In provincia di Arezzo, prima del capoluogo solo un altro Comune, Civitella in Val di Chiana, ha previsto riduzioni o specifiche esenzioni per la nostra categoria. Speriamo che siano  d’esempio agli altri, noi continueremo a far presente a tutti la questione”, conclude Alberto Rossi.

Tra le altre disparità denunciate da Confcommercio in materia di Tari, resta ora quella delle strutture ricettive, costrette a pagare la tassa anche sulle superfici che, di fatto, non sono produttive di rifiuti, come le hall e i corridoi. “I coefficienti di determinazione della tariffa non dovrebbero essere applicati su queste aree. Continueremo a dirlo con forza a tutte le Amministrazioni”, dicono da Confcommercio. 

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