Prima Pagina | Politica società diritti | Il giallo dell’oro con il titolo “taroccato” a Report

Il giallo dell’oro con il titolo “taroccato” a Report

By
Dimensione carattere: Decrease font Enlarge font
Il giallo dell’oro con il titolo “taroccato” a Report

Spalare fango su Banca Etruria, è ormai uno sport nazionale. Personalmente però, non credo che in banca siano in grado di taroccare il titolo di un lingotto (non mi risultano forni per fusioni in Banca Etruria). Va anche detto che se a Report non avessero trovato il nome BE in queste carte, mai si sarebbero sognati di farci un servizio. Non è l'oro taroccato a fare audience, ma la piccola Banca Etruria. Un po' di merda in piu' fa poco male, soprattutto quando in termini di ascolto si trasforma in... oro!

 

Che un concorrente si veda decurtare immediatamente la vincita della ritenuta d’acconto, è cosa nota e anche giusta.

Che debba pagare l’Iva sulla vincita del 22% è cosa meno nota ed anche meno giusta. E’ infatti l’effetto di norme ingarbugliate che nemmeno tengono conto che l’imposta non sarebbe dovuta sull’oro cosiddetto per investimento, cioè quello definito da una direttiva comunitaria come «lingotto o placca».

Ma che debba anche scontare il 2% per cento di calo, è quasi incredibile.

Come se su un chilo d’oro si perdessero 20 grammi ogni volta che si fonde il metallo. Ecco che alla fine la vincita da 100 mila euro si riduce così a poco più di 64 mila. Quando infatti la signora che li ha vinti ad una trasmissione di RaiUno, li porta in un’azienda orafa per farli valutare, il risultato è sbalorditivo: il titolo dei gettoni è taroccato. Si tratta di oro 995.

Significa che per ogni chilo ci sono 5 grammi di altro metallo non prezioso. Il bello è che la Rai, c’è scritto nero su bianco nel contratto, l’ha acquistato (e pagato) come oro 999,9.

Manco a dirlo, a salire immediatamente sul banco degli imputati, è il fornitore dell’oro, cioè la nostra Banca Etruria.

Però...  la stessa zecca ammette di fare un saggio random ad un lingotto su 5 all'arrivo in sede e ammette anche che non sono mai state trovate irregolarità. Non voglio buttare la croce addosso a nessuno, ma ho paura che il furbetto del titolino se lo devon cercare in casa. 

Anche se oggi spalare il fango su Banca Etruria, è ormai uno sport nazionale, non credo che in banca siano in grado di taroccare il titolo di un lingotto (non mi risultano forni per fusioni in Banca Etruria), così come non credo che i nostri orafi non si sarebbero armati di forcone, se avessero scoperto che la loro banca gli rifilava oro taroccato. 

E' necssario precisare che in ogni caso il titolo dell' oro "puro" non è detto che debba per forza essere 999,9. Anche gli acquisti al banco metallo e in banca in genere sono con barre a 995 che viene considerato puro.

Il titolo pieno 999,9 lo ha solo il banco metalli che affina all'interno.

In genere quelli che "commerciano", tipo le banche, comprano e vendono a 995 barre da un chilo che vengono quasi sempre dalla svizzera, che è il nostro mercato di riferimento. 

Se il problema sta nel fatto che veniva dichiarato 999,9 bisognerebbe prima sapere se la punzonatura sul lingotto era veritiera o no.

E qui la confusione diventa grande perché anche il 995 è puro per cui potrebbe essere stato equivocato con il puro a titolo più alto che un profano pensa sia scontato a 999,9,oppure aveva la punzonatura a 999,9 essendo a titolo più basso e qui c'è la truffa, ma è proprio così ?

Intanto specifichiamo che la banca in questa operazione è solo intermediaria. L'oro arriva dalla Svizzera e qui spesso dalla Russia. Arriva punzonato e pesato. Il punzone è la garanzia di qualità del venditore che si così assume la piena e totale responsabilità sul venduto. Chi commercia in preziosi in campo internazionale, ove la fiducia e la serietà diventa essenziale per poter continuare ad operare, non giocherà mai col suo punzone, che rappresenta tutto il suo valore. 


 

  • Invialo ad un amico Invialo ad un amico
  • Versione stampabile Versione stampabile

Vota questo articolo

0