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Contratto: oggetto misterioso o terreno di lotta vera?

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Contratto: oggetto misterioso o terreno di lotta vera?

Dopo lunghi mesi di incontri con Federmeccanica (l’Associazione degli industriali metalmeccanici) per il rinnovo del CCNL, Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 4 ore per il 20 aprile. Di questa trattativa finora nelle fabbriche non si è saputo niente, ma le cose da sapere sono parecchie.

Federmeccanica s’è comportata con la solita arroganza; anzi di più. Infatti, ha presentato una sua vera e propria piattaforma. 

Una piattaforma forcaiola, incentrata: 
- sull’abolizione degli scatti di anzianità, sostituiti da una valutazione di “professionalità” decisa dalle aziende; 
- sull’inglobamento in paga base di superminimi, aumenti periodici di anzianità, premi di risultato, ecc., per fare in modo che gli aumenti di salario stabiliti dal rinnovo del contratto siano assegnati, in tutto o in parte, solo se la paga base risulta inferiore ai nuovi minimi salariali fissati dal contratto nazionale. Col risultato che non siano assegnati per niente, se la paga base è uguale o superiore a questi nuovi minimi, e che, a conti fatti, il 95% dei metalmeccanici non abbia nessun aumento di salario; 
- sull’accreditamento delle varie rate degli aumenti salariali solo a luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. 

Intanto, non possiamo ignorare che su altri punti Fim, Fiom, Uilm e Federmeccanica sono d’accordo. Punti di non secondaria importanza, perché riguardano: 
- il divieto alle RSU di indire scioperi contro accordi firmati o di indirli durante le trattative; 
- il ricorso, da parte delle aziende, all’adozione sistematica del criterio della flessibilità in materia di orari, turni, organizzazione del lavoro; 
- l’utilizzo dello straordinario come banca-ore per riduzioni di orario negli ultimi anni precedenti l’andata in pensione (spietata spremitura dei lavoratori nel pieno delle loro forze, senza pagargli gli straordinari!); 
- lo sviluppo della sanità integrativa, con la grave rinuncia a difendere il servizio sanitario pubblico, che i governi, imperterriti, da anni ferocemente rottamano e privatizzano. 

Del resto, la piattaforma approvata il 16 luglio 2015 da Fim e Uilm era impostata esplicitamente in termini tali da aprirsi all’abbordaggio dei padroni (nel nostro volantino di settembre l’avevamo giudicata utile al sistema delle aziende). 
E la Fiom, dopo avere deciso il 10-11 luglio una piattaforma, su alcuni punti della quale in quello stesso volantino ci dichiaravamo disponibili a iniziative comuni, ne ha approvata un’altra il 23-24 ottobre, concepita da Maurizio Landini per renderla compatibile con quella di Fim e Uilm, fino al punto di: 
- concedere limitazioni al diritto di sciopero; 
- appiattirsi sulla “filosofia” dell’impresa nelle materie della flessibilità del lavoro e degli aumenti di produttività; 
- rivendicare aumenti salariali inadeguati e non uguali per tutti, ma in percentuale; 
- guardarsi bene dal porre all’ordine del giorno la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. 

Piattaforme non pensate in funzione dei bisogni operai. 
Piattaforme che spianano la strada ai progetti padronali e governativi di rottamazione del contratto nazionale e di consegna dei lavoratori alle grinfie dello strapotere delle aziende. 
Piattaforme concepite per farti passare perfino la voglia di scioperare. 
Cosa, questa, che non deve assolutamente succedere, perché si deve mettere all’ordine del giorno la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario  (lavorare meno lavorare tutti), forti aumenti salariali uguali per tutti, la stabilizzazione dei precari, la cancellazione della vergogna del jobs act e delle altre controriforme del lavoro.

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