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Nessun pensi che finisca qua...

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Nessun pensi che finisca qua...
 
 
Purtroppo il quorum non è stato raggiunto, grazie ai reiterati attacchi del Governo alla democrazia. Gli italiani sono stati privati del diritto di essere informati e di decidere del loro futuro grazie a chi prima ha voluto che votassimo il 17 aprile, dando appena un mese di tempo per la campagna referendaria, e poi ha mandato al macero 340 milioni di euro invitando a non votare. 
La libertà di scelta e di voto sono state schiacciate dalla campagna di disinformazione di un Governo strumento delle lobbies del petrolio e, come dimostrano le numerose inchieste in atto in tutta Italia, dei vari comitati d'affari che si annidano nelle stanze dei bottoni.
Il Governo toglie a molti per concedere per sempre, a pochi privilegiati, vaste aree del nostro mare. Di fronte ad un'evidente violazione del diritto di libera concorrenza, l'Unione Europea potrebbe intervenire sanzionando l'Italia e a pagare sarebbero gli italiani.
Nonostante il Governo sin dal 19 dicembre scorso abbia tentato di sabotare il referendum, è stato costretto ad accogliere 3 dei 6 quesiti depositati in Cassazione ed abbiamo portato al voto, facendo campagna per appena un mese, ben 16 milioni di italiani. Inoltre 27 procedimenti per il rilascio di nuove concessioni sono stati chiusi e alcune Compagnie petrolifere hanno rinunciato spontaneamente a permessi già ottenuti. Di questo il Governo deve tener conto.
In appena un mese di tempo abbiamo portato il tema delle trivelle nelle case degli italiani ed al centro del dibattito politico; abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora delle concessioni scadute in Adriatico di cui il Governo (MISE) sapeva e rispetto alle quali ha lasciato che l'attività estrattiva andasse avanti in spregio alla legge; abbiamo rivelato agli italiani che non c'è da fidarsi dei controlli ambientali che pure vengono fatti ma che il Ministero dell'Ambiente ignora (vedi caso piattaforma Basil), lasciando che le compagnie avvelenino il nostro mare.
Lo abbiamo sempre detto: il Referendum non è mai stato un punto di arrivo semmai di partenza. E così sarà.
Da domani l'iniziativa contro le trivelle ripartirà con più forza di prima: innanzitutto con la messa in mora del MISE rispetto alle concessioni scadute prima del 31/12/2015, che dovranno cessare la loro attività immediatamente e, in seconda battuta, con una nuova richiesta di moratoria delle attività estrattive, sull'esempio di Francia e Croazia, in attesa di una completa riforma della Strategia Energetica Nazionale.
Ringraziamo tutti gli italiani che hanno votato e che hanno dato prova di grande senso civico e dello Stato. Invitiamo tutti gli altri a non essere ingenui perché le bugie - soprattutto quelle del Governo su posti di lavoro, tutela dell'ambiente e calo della bolletta energetica - hanno gambe cortissime.
Il Governo del Partito della Nazione Renzi-Alfano-Verdini-Casini, le lobbies delle fonti fossili, i comitati d'affari e gli inquinatori di Stato sappiano invece che la loro strada d'ora in poi sarà ancor di più in salita...
 
Fausto Tenti
(Segretario provinciale PRC Arezzo)
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