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"Sagre: non la guerra tra forti e deboli ma la ricerca di un giusto equilibrio"

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"Sagre: non la guerra tra forti e deboli ma la ricerca di un giusto equilibrio"

Alessandro Caneschi, consigliere comunale e Segretario Pd: "la Giunta Ghinelli ignora il valore sociale del territorio e risponde solo ai poteri forti"

E’ evidente che la Giunta Ghinelli, accogliendo le richieste delle associazioni del commercio, punta ad azzerare le sagre e le feste paesane. Le cosiddette “aperture” dell’Amministrazione Comunale sono state considerate dal Comitato poco più che una trappola visto che la Commissione di valutazione vede la prevalenza delle associazioni di categoria e che le sagre hanno già perduto, perdurando questa situazione, il 30% dei giorni di apertura.

Forse sarebbe opportuno riaprire una discussione in modo più sereno e meno strumentale. Ci aveva provato Matteo Bracciali incassando, però, la stizzita reazione di Confcommercio.

Proviamoci di nuovo. Il primo passo è sgombrare il campo dagli equivoci. Qualcuno ha avuto interesse  a rappresentare una guerra tra regolari (ristoratori) e irregolari (sagre e feste). Così non è. Chi organizza questi eventi segue regole e disciplinari ben precisi. Ci sono state violazioni? Si dica dove  e quando e s’intervenga con sanzioni. Ma si evitino generalizzazioni.

Altro equivoco: tutti sono intoccabili e tutti hanno ragione a prescindere. Noi pensiamo, invece, che ciascuno possa fare un passo indietro alla ricerca di un equilibro che serva alla comunità intera e non ad alcuni suoi singoli componenti. Eccessivo il numero di sagre? Discutiamone. Scarso radicamento alle produzioni locali? Discutiamone. Ma tutti si siedano al tavolo con pari dignità e il Comune di Arezzo non “appalti” decisioni a soggetti terzi.

E la ricerca di un punto di equilibrio può iniziare dalla consapevolezza che non siamo di fronte ad una guerra commerciale ma alla necessità di convivenza di chi ha fatto della ristorazione la sua impresa e di chi ha fatto della festa paesana il suo impegno sociale.  Tutti hanno pari dignità e il ruolo del Comune non è quello di assegnare la ragione al più forte ma di cercare un giusto livello di equilibrio.

Con la Giunta Ghinelli è statisticamente certo che vincerà sempre Golia e che David sarà destinato perennemente a soccombere.

Noi vorremmo un vero equilibrio e il riconoscimento di un fatto sociale e culturale: chi organizza feste e sagre anima le realtà delle periferie e delle frazioni, promuove l’aggregazione delle persone, offre alle piccole comunità occasioni di socializzare e fare festa insieme. Tutto questo non può essere cancellato nell’interesse di alcuni, pochi o molti che siano.

Pensiamo che Arezzo debba ringraziare le migliaia di donne e di uomini che hanno dedicato il loro tempo libero all’organizzazione di feste i cui ricavati sono andati al territorio. Li può ringraziare e può anche chiedere di rivedere insieme alcune questioni che possono e devono essere corrette.

Ma per far questo sarebbe necessario che il Comune indossasse la maglietta dell'arbitro e non quella della squadra più forte. Ma per far questo sarebbe necessario un Comune con una strategia politica e amministrativa. Non esiste questa seconda condizione e, conseguentemente, la prima è impraticabile.

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