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“Quando c’erano i matti”

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“Quando c’erano i matti”

Al Pionta una giornata di studio sull’ospedale aretino e le esperienze italiane ed europee. Arezzo, martedì 5 aprile, aula magna dell’Università. Interverrà John Foot dell’Università di Bristol autore del volume “La Repubblica dei Matti” su Franco Basaglia e la psichiatria radicale In programma interventi, testimonianze, proiezioni di filmati e presentazioni di libri

Nel corso degli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi e i dibattiti sul tema degli ospedali psichiatrici, con particolare riferimento all’elaborazione teorica, alla pratica e all’impatto della psichiatria radicale, che negli anni Sessanta e Settanta ha avuto in Franco Basaglia il più autorevole protagonista. Anche la città di Arezzo e il suo ospedale del Pionta, oggi sede dell’Università di Siena, sono stati investiti direttamente da questa importante esperienza, specialmente negli anni della direzione di Agostino Pirella, iniziata 45 anni fa, nel 1971.

“Quando c’erano i matti” è il titolo dell’iniziativa che il Dipartimento universitario di Arezzo organizzerà martedì 5 aprile al campus del Pionta (viale Cittadini), un incontro pubblico all’interno di spazi particolarmente evocativi che conservano le carte di una lunga stagione storica. “Tra le linee di sviluppo del Dipartimento – afferma la direttrice Loretta Fabbri – vi è quella di valorizzare il patrimonio scientifico ereditato dall’esperienza dell’Ospedale psichiatrico aretino. Grazie alle nuove prospettive introdotte anche ad Arezzo da Pirella e Basaglia, la nostra città ha conosciuto un importante momento di internazionalizzazione, offrendosi come spazio di ricerca, innovazione e riflessione sociale sui modelli organizzativi e metodologici riguardanti la gestione della salute mentale”.

La giornata di studi è curata dagli storici del Dipartimento Massimo Bucciantini e Massimo Baioni. “Sarà un’occasione – spiegano - per tornare a riflettere sul significato storico, sul valore e sull’attualità delle esperienze giunte a maturazione negli anni Settanta del secolo scorso. Si tratta di tematiche dalle molteplici implicazioni, che sollevano domande di ampio respiro: da qui l’importanza di un confronto aperto, un dialogo critico tra la vasta comunità degli studiosi (storici, psichiatri, psicologi, pedagogisti, sociologi), gli operatori sanitari e la più ampia comunità di cittadini”.

Il programma della giornata prevede nella mattinata, dalle ore 9,30, una serie di interventi dedicati all’esperienza dell’ospedale psichiatrico di Arezzo: la relazione dello storico britannico John Foot introdurrà il tema, che sarà poi sviluppato attraverso la proiezione di filmati d’epoca e gli interventi-testimonianze di protagonisti della pratica e del dibattito sulla psichiatria di quella stagione (tra cui Cesare Bondioli, Paolo Martini, Paolo Nascimbeni, Paolo Serra, Peppe Dell’Acqua). Alcuni docenti del Dipartimento di Arezzo si soffermeranno sui tanti possibili utilizzi dell’archivio (Francesca Bianchi, Silvia Calami, Claudio Melacarne) dell’ex ospedale psichiatrico, che potrà essere visitato per l’occasione.

Proprio dall’illustrazione della documentazione conservata nell’Archivio storico partirà la seduta pomeridiana, con l’intervento di Stefania Gherardi, Lucilla Gigli, Patrizia Montani. Seguirà la presentazione-discussione di due pubblicazioni recenti, che hanno portato contributi importanti e aggiornati alla conoscenza del tema. Si tratta del volume di John Foot, dell’Università di Bristol, La “Repubblica dei Matti”. Franco Basaglia e la psichiatria radicale in Italia, 1961-1978 (Feltrinelli, 2014) e del fascicolo monografico della rivista “Memoria e Ricerca” Spazi manicomiali nel Novecento, a cura di Maddalena Carli e Vinzia Fiorino (n. 47, 2014). “L’apporto che viene da questi lavori – spiegano Bucciantini e Baioni - consente di fare dell’istituzione manicomiale un osservatorio privilegiato per leggere alcuni processi di lungo periodo della storia culturale europea e, nel caso nazionale, per soffermarsi su alcuni passaggi cruciali nella storia dell’Italia repubblicana e delle città che furono protagoniste di quella mobilitazione”.

Dialogheranno con gli autori Stefano Brogi e Renzo Sabbatini, docenti al Dipartimento di Arezzo, Marco Natalizi della Fondazione Mario Tobino e Caterina Pesce, autrice di una tesi di laurea sull’ospedale aretino.

La giornata di studi si avvale di un contributo della Fondazione Mario Tobino.

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