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Emodialisi domiciliare, una donna di Bibbiena: la paziente numero 6 della nostra provincia

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Emodialisi domiciliare, una donna di Bibbiena: la paziente numero 6 della nostra provincia

Grande libertà per chi non deve più seguire turni rigidi presso gli ospedali. Esperienza iniziata nel 2013. E presto una paziente sarà sottoposta a trapianto fra viventi.

 

AREZZO - Adesso sono sei i pazienti della provincia di Arezzo che eseguono autonomamente l’emodialisi a casa propria. La sesta paziente è una donna di  55 anni di Bibbiena, che in varie occasioni aveva manifestato un certo disagio nel dover rispettare orari fissi e inderogabili legati alla dialisi in Ospedale. La paziente ha una figlia molto preparata e in grado di apprendere con precisione e rapidità le azioni necessarie per eseguire l'Emodialisi a casa. Operazioni semplici.

“Una mattina – spiega Ennio Duranti direttore della Nefrologia - ho portato al Centro di Bibbiena una di queste macchine e abbiamo illustrato le modalità operative alla paziente e alla figlia. Abbiamo valutato che erano le persone giuste per avviare questa pratica che per noi sta diventando ormai una azione diffusa. Il primo caso, un aretino, è del’ottobre 2013 e non abbiamo mai avuto alcun problema. Molti pazienti – spiega ancora Duranti - dicono di no alla soluzione domiciliare perché non sanno di preciso di cosa si tratti: pensano alle macchine per Dialisi dell'Ospedale, che sono molto complicate da usare e da imparare anche per gli stessi operatori professionali.  Ma quando poi vedono di cosa si tratta e della semplicità nell'utilizzo di queste nuove apparecchiature, rivoluzionarie, studiate proprio per la dialisi a casa, allora tutto cambia ".

Quello fornito alla signora di Bibbena (come agli altri cinque pazienti in cura in modo analogo nella nostra provincia ) è uno strumento compatto, semplice, che utilizza circuiti idraulici pre-stampati e pre-assemblati oltre a liquidi pretrattati. Così non sono più necessari interventi edili di messa a norma. Un apparecchio che consente in poche settimane, a volte anche pochi giorni,  al paziente e ai suoi familiari, di acquisire le capacità di gestione della Emodialisi domiciliare.

Oltre ai vantaggi per il paziente, questa procedura permette all’azienda grandi vantaggi anche economici, passando da un costo medio per dializzato seguito in ospedale di 60/80 mila euro all’anno, ad un costo a domicilio di 27/30 mila euro all’anno.

" La signora ha scelto di fare la dialisi a casa – racconta ancora il direttore della nefrologia - perché i ritmi dell'Ospedale entravano in conflitto  con la gestione della sua famiglia, di cui lei è parte attiva. D’ora in avanti potrà fare la sua dialisi nelle ore serali, magari davanti alla televisione o lavorando al computer o parlando con i figli o i nipoti. Tutta un'altra vita. Nell’attesa di un eventuale trapianto "
Gli altri 5 pazienti stanno tutti molto bene e fra loro c’è una paziente che a breve eseguirà il trapianto di rene da vivente, mediante donazione da parte del marito .

“E questa è un'ulteriore dimostrazione – conclude Duranti - che l'Emodialisi domiciliare può essere utilizzata anche temporaneamente in attesa di un evento così importante quale il trapianto.  Una volta inviati a casa i pazienti tornano in ospedale per fare esami di controllo ogni 2 mesi, oppure per farsi prescrivere qualche medicina. Doveroso da parte mia e dell’Azienda  ringraziare oltre ai pazienti, anche il personale infermieristico  dei nostri ospedali che si dedica con passione, competenza e  professionalità ad istruire familiari e dializzati”.

 

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