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“DIFENDI AREZZO!”

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“DIFENDI AREZZO!”

Iniziativa di Fratelli d’Italia-AN giovedì 31 marzo alla Borsa Merci dalle 17,30 con l’ex ministro della difesa Ignazio La Russa e Gianni Tonelli segretario generale del Sindacato autonomo Polizia di Stato

“Il nostro obiettivo e la nostra priorità programmatica è avere una città più sicura. È arrivato il momento di alzare una barriera, per difendere le nostre città da qualsiasi rischio, anche a costo di decisioni forti. A cominciare da Arezzo, che subisce flussi migratori e scelte politiche nazionali sbagliate. Affronteremo il tema della sicurezza urbana inquadrandolo nella dimensione nazionale e globale”.

Così il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Francesco Macrì introduce l’iniziativa dal titolo “Difendi Arezzo”, l’assemblea pubblica sulla sicurezza prevista per giovedì 31 marzo a partire dalle 17,30 alla Borsa Merci, con ospite l’ex ministro e onorevole Ignazio La Russa.

E non solo: “saranno presenti – specifica Macrì – anche rappresentanti delle forze dell'ordine e dei comitati cittadini che sorgono nelle varie zone di Arezzo colpite da fenomeni di criminalità, i rappresentanti delle società di vigilanza privata. E, ancora, tutto il centro-destra unito: Stefano Mugnai e Maurizio D’Ettore per Forza Italia, Giovanni Donzelli e Francesco Torselli di Fratelli d'Italia, Manuel Vescovi e Marco Casucci della Lega. Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap, recentemente coinvolto in una forte protesta contro i tagli alle forze dell'ordine disposti con le leggi di stabilità. Sara presente inoltre l’amministrazione comunale con il Sindaco Alessandro Ghinelli e l’assessore alla sicurezza Barbara Magi.

La sicurezza – conclude Macrì – è un tema che non ha più colore, 20 anni fa la destra veniva accusata di allarmismo, quando andava bene. Oggi tutte le forze politiche la ritengono un problema da affrontare ma le ricette sono diverse e presenteremo il nostro progetto. Per cui, l’assemblea è aperta al contributo di tutti i cittadini che vogliono farsi sentire, che chiedono che Arezzo torni ai livelli di sicurezza che gli sono propri, per storia, cultura e tradizione”.

 

 

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