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Fin da Campaldino Arezzo è sottomessa al signore fiorentino, che giustamente ci manda la... monnezza!

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Fin da Campaldino Arezzo è sottomessa al signore fiorentino, che giustamente ci manda la... monnezza!

Guglielmino redivivo ricorda e racconta

Fui vescovo, in armi, di Arezzo. Consegnai la mia vita al giudizio del Signore l'11 giugno nel 1289, san Barnaba, nella pianura di Campaldino. Ferro, gambe, braccia e crani rotti. Sangue - tanto - e terra.

Lo feci a strenua difesa della Città dalle quattro valli, mentre il barbaro conte Guidi, impassibile, dal castello di Poppi guardava. 
Il nemico fiorentino, invasore, dopo aver cagionato la morte mia e quella di altri innumerevoli miei compagni, arrivò sotto le mura della città e, agli aretini raccolti in terrore, con le catapulte, lanciò asini in segno di scherno. 
Quei giorni e quegli eventi, dirà la storia, segnarono per sempre la sottomissione di Arezzo nei confronti di Firenze, per reddito e per rinomanza nel mondo. 
E l'urlo di dolore degli aretini in prigionia, dal loro Canto di condanna e penitenza, enclave in riva d'Arno http://www.firenzetoday.it/cro..., strappati per sempre alla loro terra a cagion di un destino infausto, ancora cerca, invano, di risalire quel fiume arcigno che dal Falterona, dopo Giovi, maleducato, "storse il naso" al loro borgo natìo. 
E l'umiliazione mai ha avuto requie. 
Allora il simbolo della disfatta furono gli asini. Adesso quel ruolo è svolto da una massa immane di spazzatura, 600.000 tonnellate all'anno: una montagna mefitica che dalla Cattedrale può sommergere tutto fino almeno fino a Guido Monaco. Sono talmente nobili - i fiorentini - che non hanno trovato il tempo di costruire né discariche né inceneritori. E preferiscono far viaggiare i camion su e giù lungo la A1 (Firenze-Arezzo, Arezzo-Terranova dopo un trattamento, "di legge", che poteva essere fatto tranquillamente a Podere Rota, come ci dice il sito della Castelnuovese) piuttosto che abbassarsi a tale degradante mansione. Pagheranno milioni in bolletta dopo questo sfoggio di potenza (chi sa mi dia conforto!). Ma, sai, la soddisfazione?
Allora la risposta all'umiliazione era il silenzio. 
Oggi i "tutori del campanile" stanno tutti lì ad accapigliarsi, per aggiudicarsi tale "feticcio". Per fare i "galli, come dicono a Napoli. Si, in copp' a' munnezz'!

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