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La replica di Nuove Acque al comitato Acqua Pubblica

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La replica di Nuove Acque al comitato Acqua Pubblica

In merito a quanto diffuso a mezzo stampa dal Comitato Acqua Pubblica di Arezzo, Nuove Acque intende precisare quanto segue.

 

Chiunque si decurta totalmente o in parte l'importo di una o più fatture è a tutti gli effetti un utente moroso e quindi soggetto a una procedura per il recupero del credito da parte di questa società.

Nuove Acque è ferma nel recupero delle quote mancanti in rispetto della stragrande maggioranza dell'utenza che invece paga regolarmente. Il gestore si attiene infatti a un rigido quadro normativo deciso dalle autorità competenti che obbliga Nuove Acque a recuperare nel tempo i mancati ricavi, "spalmando" il debito sul totale dell'utenza: per questo le iniziative arbitrarie dei cosiddetti "obbedienti" rischiano di colpire l'intera collettività oltre a non essere appoggiate su alcun fondamento giuridico.

La società ricorda che l'intervento di chiusura dei contatori, ad oggi consentito dalla legge, è solo l'ultimo provvedimento che si rende necessario dopo ripetuti solleciti e avvisi, tra cui anche quello di poter rateizzare l'importo e liquidare il debito, evitando così la rimozione.

Da ultimo si precisa che la morosità  della Congregazione delle Figlie delle Carità" in Località San Giuliano ad Arezzo non si inserisce nelle iniziative degli "obbedienti" ma è già trattata dalla società come una pratica commerciale comune, tant'è che ad oggi verso questa utenza non è mai stata avviata alcuna azione di rimozione del contatore.

Ufficio stampa Nuove Acque

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