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Banca Etruria e le sconvolgenti rivelazioni del Fatto Quotidiano

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Banca Etruria e le sconvolgenti rivelazioni del Fatto Quotidiano

Leggendo i due articoli, uno durante la giornata di ieri e uno pubblicato in tarda serata, ci si sente travolti da un senso di smarrimento, soprattutto in chi ha seguito con trepidazione il cammino e la storia di Banca Etruria (così come immagino delle altre banche fallite).

 

Mentre i grandi media stanno “cazzeggiando” tra le letterine del commissario che chiede cifre astronomiche e la Procura che indaga sulla liquidazione del DG, la UE si prepara a segare il ramo dove siamo seduti.  

Scrive il FQ, di essere venuto in possesso della lettera completa con cui fu autorizzata la nascita delle good bank.  Ebbene secondo questa (di cui però abbiamo solo il succo del contenuto attraverso il quotidiano), se l'iter di cessione di Banca Etruria, non si concluderà prima della fine di aprile questa “dovrà interrompere immediatamente ogni attività che non sia il recupero crediti, non potrà sviluppare nessuna nuova attività e non potrà acquisire nuovi clienti”.  In parole povere, dovrà chiudere!

Cosa ne sarà a quel punto di famiglie e imprese con mutui e fidi presso la “good bank”? Qualcuno si è curato forse di informarli che potrebbero essere costretti a rientrare da un giorno all’altro dai loro debiti? Ma non basta: cosa sarà dei dipendenti, che sono quasi tutti espressione del  nostro territorio?

Si domanda ancora il FQ: “Perché i tempi non sono stati rispettati? Pare incredibile che i conti 2015 non siano ancora pronti: i quattro istituti erano commissariati da tempo – Banca Marche e CariFerrara addirittura da più di due anni – dunque l’opera di ricognizione e pulizia dei bilanci doveva essere già stata fatta”.

Onestamente questa domanda me la sono fatta da tempo anche io. A cosa è servito un anno di commissariamento se siamo ancora a questo punto? La sensazione di essere guidati da dilettanti allo sbaraglio, a cominciare da Bankitalia, dal MEF e non ultimo dalla Consob, è fortissima ed è proporzionale al senso di smarrimento e all’angoscia che ormai ci lega indissolubilmente alla vicenda.

Ma la mazzata finale ancora deve arrivare: in una interpretazione degli eventi che hanno portato al decreto del 22 novembre, il quotidiano ci ricorda che la valutazione dei crediti in sofferenza delle quattro banche, è stata fatta d’imperio dalla Banca d’Italia che a novembre li ha stimati appena il 17,6% del nominale contro il 40% iscritto a bilancio. Ebbene, dalla lettera della commissaria Vestager, scrive il quotidiano, appare chiaro che i crediti in sofferenza sono stati svalutati per garantire alla “bad bank” un notevole profitto che verrà riversato nel Fondo di risoluzione gestito dalla stessa Banca d’Italia. Ed è proprio questo meccanismo che ha convinto la commissaria a dare il via libera al salvataggio che si sarebbe altrimenti configurato come un aiuto di Stato.

Se questa fosse la verità (c'è solo il racconto del Fatto), significa che la UE si è ormai trasformata in uno schiacciasassi che ha come unico obiettivo la salvaguardia delle sue norme e non quello dei suoi cittadini. Un meccanismo autoreferenziale e leguleio, che decide da Marte cosa sia giusto e cosa sia sbagliato sul pianeta Terra.

C'è una cosa che faccio fatica a capire: come si può affidare il destino dell'economia nazionale di interi paesi ad un solo commissario. Quello alla concorrenza, Margrethe Vestager: nessuno la può sindacare, ne i governi, ne la BCE, ne la commissione.

La Vestager decide e l'intera Europa esegue. Oggi ci racconta il FQ, che se entro la fine di aprile non saranno vendute le nuove good bank, dovranno cessare ogni attività, condannandole nei fatti al fallimento. L'economia di paesi interi alla fine potrebbe essere sconvolta, ma la norma è salva. E’ questa l’Europa pensata e voluta da Konrad Adenauer, Joseph Bech, Alcide De Gasperi, Jean Monnet, Robert Schuman, Paul-Henri Spaak e Altiero Spinelli ?

Comincio francamente ad essere stufo. E se sono stufo io, moderato, riflessivo e liberale cittadino italiano, immagino i contraccolpi sul sistema che queste decisioni porteranno domani, strombazzate dai populisti che soffiano sul vento antieuropeista che sta attraversano il continente.

La natura ed il potere di questi eruoburocrati è appeso ad un filo sottile: potrebbero anche fare a meno di “sballonzolarci” sopra.

La Brexit è dietro l'angolo, una frana che potrebbe travolgere anche noi.

Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur, (mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata)

Tito Livio Le Storie (XXI, 7, 1).


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