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300 "cucuzze" e non ne parliamo piu' !

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300 "cucuzze" e non ne parliamo piu' !

L’ex presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi, i suoi viceAlfredo Berni e Pierluigi Boschi, l’ex direttore generale Luca Bronchi, il predecessore di Rosi Giuseppe Fornasari e altri 30 ex amministratori hanno tempo fino a metà aprile per versare all’istituto 300 milioni di euro. 

Insomma con due spiccioli potrebbero togliersi dall'impaccio. Parola del commissario Giuseppe Santoni. A tal proposito vorrei ricordare quanto indicato daD.L. 5 giugno 1986, n. 233 , convertito con la L. 1° agosto 1986, n. 430

Determinazione del compenso per la procedura di liquidazione coatta amministrativa di società fiduciaria

1. Il compenso al commissario liquidatore della liquidazione coatta amministrativa delle società fiduciarie e di revisione è liquidato, a norma dell'art. 213 della legge fallimentare (omissis). Detto compenso è a totale carico della procedura di liquidazione coatta amministrativa della società fiduciaria.

2. Al commissario liquidatore deve essere, inoltre, corrisposto, sull'ammontare del passivo, un compenso determinato con le modalità stabilite dal citato decreto, all'art. 1, comma 2. Detto compenso è a totale carico della procedura di liquidazione coatta amministrativa della società fiduciaria.

3. Al commissario liquidatore compete, infine, un compenso pari allo 0,5 per cento del valore nominale della massa fiduciaria per la quale sia stata ammessa la rivendicazione a favore dei fiducianti. Detto ulteriore compenso dovrà essere proporzionalmente addebitato unicamente ai rivendicanti in ragione del valore nominale dei beni ammessi a rivendicazione.

(Mumble mumble, io avrei chiesto almeno 500 milioni... )

Dopo la dichiarazione di insolvenza della “bad bank” e l’apertura di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta che vede indagati gli ex vertici, il commissario Giuseppe Santoni ha fatto la sua mossa: ha chiesto a chi ha guidato la banca fallita di risarcire i danni. Tutti gli amministratori e i sindaci che sono stati ai vertici dal 2010 hanno ricevuto una lettera che li chiama a versare “in solido” la cifra di 300 milioni, pari a circa 8,5 a testa.

Essendo la richiesta piu' simile ad un abbaiare alla luna, non avendo ovviamente nessuno i quattrini richiesti, su chi si rifaranno loro? Chiederanno di concorrere a Bankitalia? Fossi in loro considerati ispezioni e commissariamento ci proverei

Il termine per il pagamento indicato dal liquidatore è di 30 giorni dalla data di invio della lettera, che risale al 17 marzo. Alla scadenza, se i soldi non saranno arrivati il commissario si rivolgerà alla magistratura, avviando l’azione di responsabilità e facendo partire azioni revocatorie che potrebbero sfociare nelpignoramento di case e altre proprietà. Resta da vedere, però, se gli indagati hanno ancora beni a loro intestati.

Le accuse elencate nella lettera di Santoni sono di “aver concorso in modo commissivo e/o omissivo nelle gravi irregolarità di gestione”, “aver erogato e gestito finanziamenti e mutui anche in conflitto di interessi“, ad aziende che non hanno restituito i soldi ricevuti, aver conferito incarichi di consulenza e “rilevantipremi aziendali non dovuti”. E ancora di aver causato il “depauperamento del patrimonio sociale“ e di aver fatto “ostacolo alla vigilanza della Banca d’Italia”. Tutti aspetti al centro dei diversi filoni di inchiesta aperti dalla procura di Arezzo.

Considerazione finale: dopo aver scritto a lungo del management di questa banca, dopo aver rischiato anche qualche querela, mi trovo adesso dalla parte della "moderazione".

Mi torna in mente un vecchio e caro aforisma: "Mi son seduto dalla parte del torto, perchè tutti gli altri posti erano occupati ! "

 

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