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Non c’è nessuna querela, dice il sindaco. Il reato di diffamazione è procedibile d’ufficio

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Non c’è nessuna querela, dice il sindaco. Il reato di diffamazione è procedibile d’ufficio

 

 

Cod. Pen. Art. 597 I delitti preveduti (sic) dagli articoli 594 e 595 sono punibili a querela della persona offesa.

Oggi, in risposta ad una interrogazione, ha dichiarato il sindaco Alessandro Ghinelli: “Non esiste alcuna querela, nulla in merito ho firmato. Non capisco dunque perché il direttore del giornale mi abbia chiamato in causa. I fatti sono questi: il 12 gennaio abbiamo presentato i controlli sulle Rca auto effettuati tramite le telecamere di accesso alla ztl e comunicato l'iniziativa. Il comunicato stampa è stato pubblicato dalla testata on line e in calce all'articolo il lettore 'canarino rosicone' commentava: ‘banditi’. Dopo 8 giorni, tale parola era sempre lì. Sulla questione sono stati eseguiti accertamenti anche presso la polizia postale la quale ha evidenziato come il comportamento del direttore fosse penalmente rilevante e un reato procedibile d'ufficio dal comando della Pm. Ribadisco, quindi, nessuna azione di querela a mia firma”.

Prendo atto che il sindaco non ha firmato alcuna querela, anzi gli chiedo scusa per aver dubitato. Ritenevo, sbagliando, che l’amministrazione non potesse prendere iniziative di questo livello, impegnando se stessa in sede giudiziaria senza il consenso di chi detiene la rappresentanza politica. Ho invece imparato che esiste una legge che non conoscevo, che ha permesso alla PM di procedere d’ufficio ed inviare quindi alla Procura della Repubblica, un atto di denuncia senza querela di parte. Ho anche imparato una cosa importante: la Polizia Postale, oltre a svolgere magnificamente il ruolo a cui è chiamata istituzionalmente, ovvero reprimere le frodi informatiche, perseguire i banditi che truffano inermi cittadini con mezzi teconologici o rintracciare pericolosi terroristi che usano il web per comunicare tra sè, è anche in grado di offrire una consulenza legale di primo livello.   

Ricapitoliamo anche noi, come ben ha fatto il sindaco, che sentitamente ringrazio per questo. 

In un comunicato stampa, pubblicato verso la fine di gennaio e il cui contenuto è quasi interamente dedicato alla repressione di coloro che guidano un mezzo senza regolare polizza RCA auto e che si conclude con la constatazione che 4 auto su 100 ad Arezzo, viaggiano prive di assicurazione, un anonimo cittadino d Arezzo, esterna il suo pensiero scrivendo: “BANDITI”.

Credo che pochi avrebbero avuto dubbi in merito a chi fosse rivolto tale epiteto: a chi conduce un mezzo sprovvisto di assicurazione obbligatoria! Che diamine: l'intero comunicato si riferiva quasi esclusivamente a questi... banditi! 

Eppure è possibile riuscire ad equivocare, fino al punto di immaginare che questa parola fosse rivolta all’estensore del pezzo o peggio, a chi è chiamato a far rispettare la legge. Un osservatore esterno potrebbe arrivare a pensare che ciò sia sintomatico di una degenerazione persecutoria del pensiero, scivolante verso una lieve paranoia. Credo che il sindaco, che ben dispone di una grande capacità di discernimento, dovrà guardarsi da collaboratori che così facilmente ed immotivatamente, si sentono oggetto della critica popolare.

Non voglio invece neppure prendere in considerazione l’ipotesi che questa sia un mossa per cercare di intimorire uno scribacchino come me, che di tanto in tanto esterna le sue riflessioni sulla politica locale. Questi metodi per fortuna, sono scomparsi con la fine del ventennio. Nessuno si sognerebbe mai oggi, di convocare un giornalista presso l'autorità di polizia giudiziaria solo per il piacere di farsi declinare le generalità e far avvertire l'incombente peso della legge del piu' forte.  

Nella nostra città, come del resto nel nostro paese, la stampa è libera ed indipendente, ed anche i cittadini che vogliono manifestare il loro pensiero, possono farlo liberamente. Addirittura sono anche liberi di criticare, se non ritengono di essere d’accordo con la politica locale, purchè lo facciano senza esagerare e possibilmente sottovoce. Almeno credo.  

Questa convinzione, questa indefessa fede nella libertà di parola, di pensiero e di espressione, garantite dalla Costituzione piu' bella del mondo che fu scritta sui monti ecc ecc,  son certo che ne uscirà corroborata e rinfrancata. Per questo non potrò non considerare come un mio preciso dovere, offrire il mio umile punto di vista con ancora maggior impegno e caparbietà, per il miglioramente della nostra città, cosciente che la critica, l'analisi, la ricerca e l'inchiesta, sono motivi di crescita e vanto per l'intera comunità. 

PS. I lettori di Informarezzo potranno seguire l'evolversi della vicenda attraverso dettagliati resoconti.


 

 

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