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Consiglio Comunale 17 marzo 2016

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Consiglio Comunale 17 marzo 2016

Interrogazioni

La prima interrogazione è stata del consigliere comunale Alessandro Caneschi e ha riguardato il parco di via Emilia. “Sono passati sei mesi dall'inizio dei lavori di riqualificazione del sito e non si capisce quando finiranno. Nel contratto di affidamento, era prevista anche la realizzazione di un parcheggio nei pressi e di questo non esiste a oggi traccia. Quali sono i motivi di tali ritardi?”.

Luciano Ralli: “si è svolta recentemente la conferenza stampa dei sindacati dei lavoratori del Comune di Arezzo ed è stata posta la questione dell'assunzione di nuovo personale, un tema che riguarda aspetti legati alla sicurezza”.

L'assessore Barbara Magi: “nel piano dell'amministrazione sulle assunzioni, abbiamo previsto 7 insegnanti per nidi e materne per mantenere inalterata la presenza pubblica nel sistema scolastico del territorio e 2 vigili per la Pm. Stiamo inoltre verificando i pensionamenti al 31 dicembre 2015 e i parametri di turn over: se c'è la possibilità di ulteriori assunzioni, queste verranno destinate al rafforzamento degli organici della Pm”.

Francesco Macrì: “da tempo ricevo segnalazioni su un fenomeno che sta prendendo corpo in città: le baby-gang. Non vorrei che questa tendenza passasse inosservata e sfuggisse al problema generale legato alla sicurezza”.

L'assessore Barbara Magi: “in effetti non si parla di un episodio. Del fenomeno se ne tratterà nel prossimo Comitato per l'ordine e la sicurezza. Per quanto di nostra competenza, lavoreremo anche sulla sensibilizzazione negli ambiti scolastici che ospitano le fasce interessate al fenomeno”.

Francesco Romizi e Donato Caporali hanno chiesto “che tipo di estate si prospetta per Arezzo. Non ci sarà più Icastica, non ci sarà più Simmetrie, il coordinamento delle associazioni giovanili non viene convocato, nessuna collaborazione con la Fondazione Arezzo Wave Italia. Siamo a marzo, quali eventi intendete organizzare o sostenere per l'estate? La programmazione dovrebbe essere già partita, altrimenti che tipo di promozione farete?”.

Ancora Francesco Romizi: “la precedente amministrazione aveva sottoscritto con la Fraternita un accordo di programma sull'acquedotto vasariano e i locali sottostanti la terrazza di Fraternita in Piazza Grande. Le spese sarebbero state sostenute dalla Fraternita e il Comune avrebbe restituito gli importi con rate decennali. La terrazza, in particolare, è dissestata, i locali sottostanti subiscono infiltrazioni e l'intera struttura sopporta le tribune durante la Giostra. Da quando c'è questa amministrazione nulla si è mosso, i lavori dovevano cominciare secondo quell'accordo di programma nell'autunno 2015”.

Giovanni Bonacci: “le competenze turistiche prima provinciali sono ora assegnate ai Comuni. Il personale di cui potrà usufruire il Comune di Arezzo è di 3 unità, siamo i fanalini di coda in Toscana rispetto a tutte le altre province che beneficiano di numeri maggiori. Queste 3 unità svolgevano funzioni di front-office e operavano nell'ufficio di informazioni turistiche di una sola realtà, quella del Comune di Cortona. Ora il sindaco di Cortona ha chiesto che tornino in questo ufficio. Le risorse umane del Comune di Arezzo sul turismo sono insufficienti, se dovessimo anche rinunciare a queste sarebbe grave. Quali sono le intenzioni dell'amministrazione, vuole affrontare l'argomento confrontandosi con i Comuni della provincia e con la Regione?”.

Barbara Magi: “le 3 unità sono state trasferite presso il Comune di Arezzo. Anzi, abbiamo sollevato presso la Regione proprio la questione citata da Bonacci sul perché le risorse di personale hanno privilegiato tutte le altre province e non la nostra”.

Paolo Lepri: “il bando per assegnare il servizio di accompagnamento durante gli attraversamenti stradali in corrispondenza delle scuole è stato assegnato all'Associazione Bangladesh. Dovrebbe trattarsi di personale volontario. Ricordo poi la recente approvazione in Consiglio Comunale di una mozione sul baratto amministrativo. Siccome con il bando sono stati assegnati all'associazione 10.000 euro circa per il servizio che svolgerà, come mai non si è provveduto a sfruttare lo strumento del baratto amministrativo? Abbiamo perso un'occasione. Poi: perché non si è razionalizzato il personale della Pm per trovare personale da adibire all'accompagnamento per risparmiare questi soldi pubblici? E perché di questi 10.000 una bella fetta va al coordinatore dell'associazione invece che ai sette volontari che fisicamente aiuteranno le persone ad attraversare?”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “10.000 euro rappresentano, rispetto ai bandi del passato, un risparmio. Infatti, prima veniva erogata una cifra superiore, vicina ai 20.000 euro, tramite i buoni pasto assegnati ai volontari. A noi invece fa piacere che ci sia questo servizio, molto utile anche per liberare agenti della polizia municipale e destinarli ad altre azioni”.

Ancora Paolo Lepri: “ho letto di un investimento di 230.000 euro per i rifacimenti stradali in vista del Giro d'Italia. Ho anche letto di fondi regionali che dovevano coprire tale spesa. Poi ho scoperto che dalla Regione il Comune non riceverà alcunché. A bilancio, ci sono somme per la manutenzione delle strade pari a 1.725.000 euro, se togliamo questi 230.000 restano 1.500.000 euro per un capitolo che comprende anche la pubblica illuminazione. È una somma sufficiente per mantenere le promesse sulle periferie?”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “se qualcuno ha parlato di finanziamenti regionali, questo non sono certo io. Quei 230.000 euro verranno finanziati con proventi da concessioni edilizie. Circa gli interventi, non ci sono solo le strade del centro, ce ne sono di periferiche, compresa la panoramica di Poti che rimetteremo finalmente a posto. E c'è da aggiungere un aspetto: l'importo di 230.000 euro sarà inferiore”.

Massimo Ricci: “il patrimonio storico-artistico della cinta muraria di Arezzo conserva ancora tratti di grande impatto e tratti invece che costringono a continue transenne per evitare che qualcuno sia colpito da cadute. Percorrendo a piedi la strada che da Porta Stufi porta al cimitero, lo spettacolo poi è devastante. Chiedo dunque se le zone transennate sono anche interessate da lavori in corso, quali opere prevedete per la salvaguardia di questo patrimonio, che rapporti intrattenete con la Soprintendenza, quali azioni attiverete per impedire l'abbandono dei rifiuti nei pressi delle mura”.

Il vicesindaco Gianfrancesco Gamurrini: “ho fatto pulire molti tratti di mura fin dai primi giorni dal mio insediamento. Sono in programma interventi sulle strutture, il primo sarà alle mura in zona Trento e Trieste. Ne restano molti da fare, trattandosi di un bene di grande pregio i costi sono rilevanti, le procedure gravose. Abbiamo poi un regolamento di Pm che ci consente di intervenire su aree private trasandate”.

Ancora Massimo Ricci: “su Piero della Francesca è stato più volte rimarcato che a dispetto degli annunci, eventi e azioni ancora non se ne vedono. Anzi esistono rischi che questo artista sia valorizzato a Forlì o nelle Marche. Poi c'è un comitato regionale d'onore presieduto da Lucia De Robertis per le celebrazioni e si legge di 800.000 euro destinati alle stesse dalla Regione. Siete a conoscenza di questo comitato? Come lavora? Perché è stata scelta Lucia De Robertis e non un tecnico? Quale ruolo avrà il Comune nel comitato e con quale rappresentante vi parteciperà?”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “la mostra di Forlì  non è una mostra su Piero, è una bella mostra sul Novecento italiano che richiama la pittura dell'artista biturgense. Un percorso di pregio con esposta solo la Madonna della Misericordia. Mi pare dunque un fatto opinabile che Sansepolcro nell'anno pierfrancescano si trovi senza opere di Piero visto che una l'ha concessa a Forlì e una è in restauro. Ma di questo non ne posso rispondere. Concludo su Forlì dicendo che la mostra beneficia di due milioni di euro concessi della cassa di risparmio di Forlì-Cesena. Sulla scelta del vice presidente del Consiglio Regionale come presidente del comitato d’onore, credo che l'interrogazione dovrebbe essere fatta alla Regione. Così come, il consigliere comunale dei 5 Stelle dovrebbe chiedere a proposito degli 800.000 euro. A oggi, di cifre esatte non ci sono state comunicate. La Regione, da ciò che ho capito, intende coordinare gli eventi che i vari Comuni come il nostro realizzeranno nel loro territorio. La Regione Toscana fornirà un supporto limitato in termini economici e non si doterà di guida scientifica. Per quanto riguarda Arezzo: ho proposto, proprio in Regione, di fare il 12 ottobre 2016, anniversario della morte dell'artista, un grande convegno scientifico sulla storia delle opere che si trovano nei vari musei del mondo, perché sono lì, che percorso hanno fatto per arrivarci, la loro storia. Ospiti i direttori dei musei che ospitano le opere di Piero. Accanto a questo, stiamo lavorando con la Fondazione Ivan Bruschi su una ricostruzione multimediale dell’opera di Piero. Su queste nostre iniziative così come su quelle degli altri Comuni come Monterchi e Sansepolcro dovrebbe esercitarsi il coordinamento regionale”.

Donato Caporali ha chiesto copia della lettera di assenso del Vaticano all'edizione straordinaria della Giostra e il sindaco Alessandro Ghinelli ha replicato di non avere avuto rapporti diretti con il Vaticano ma tramite il vescovo. “Da quest'ultimo ho avuto comunicazione verbale dell'avvenuto assenso”.

Ancora Donato Caporali: “la querela di cui è stata oggetto la testata on line Informarezzo, per una parola a commento di un articolo, è un fatto grave. Un direttore non può rispondere anche di  questo. La ricaduta sulla libera stampa di atteggiamenti come questo è facile immaginare. Cosa ne pensa il sindaco, tra l'altro chiamato in causa?”.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “non esiste alcuna querela, nulla in merito ho firmato. Non capisco dunque perché il direttore del giornale mi abbia chiamato in causa. I fatti sono questi: il 12 gennaio abbiamo presentato i controlli sulle Rca auto effettuati tramite le telecamere di accesso alla ztl e comunicato l'iniziativa. Il comunicato stampa è stato pubblicato dalla testata on line e in calce all'articolo il lettore 'canarino rosicone' commentava: ‘banditi’. Dopo 8 giorni, tale parola era sempre lì. Sulla questione sono stati eseguiti accertamenti anche presso la polizia postale la quale ha evidenziato come il comportamento del direttore fosse penalmente rilevante e un reato procedibile d'ufficio dal comando della Pm. Ribadisco, quindi, nessuna azione di querela a mia firma”.

Tre, a chiudere, le interrogazioni del Movimento 5 Stelle sui valori relativi alle emissioni del termovalorizzatore di San Zeno, sulla tariffazione dell'acqua prevista dalle delibere dell'Ait e sugli obiettivi previsti dal piano comunale anti-corruzione e i provvedimenti disciplinari aperti nel Comune di Arezzo a carico di dipendenti.

La terza Giostra

Il Consiglio Comunale ha messo il punto esclamativo all’edizione della terza Giostra del Saracino programmata per sabato 27 agosto alle 21,30 e dedicata all’anno giubilare della Misericordia. Sarà la Lancia d’Oro numero 132 iscritta all’albo ufficiale della manifestazione. I voti sono stati 19 i favorevoli e 7 i contrari.

Il Saracino torna dunque a fare tris dopo sedici anni. Anche questa Giostra sarà accompagnata da tutte le fasi propedeutiche al suo svolgimento, ovvero estrazione delle carriere, prove in Piazza Grande, in orario notturno, bollatura dei cavalli, prova generale, cerimonia di lettura del bando e corteo storico.

Il sindaco Alessandro Ghinelli: “sgombro il campo dalla considerazione che quest'aula sia chiamata solo a ratificare scelte prese in altre sedi. Proprio per questa premessa, mi sento di dire che le dichiarazioni di voto fatte il giorno precedente a questa seduta non mi sono parse opportune. Veniamo al perché di una Giostra straordinaria. Essa può essere definita tale in virtù della straordinarietà del giubileo indetto dal papa con la chiara volontà di riportare il mondo intero a un valore morale universale con un forte richiamo alla dignità dell'uomo. Ci è sembrato che fosse opportuno legare a tali principi la nostra manifestazione più significativa. A vedere bene, è più straordinaria questa Giostra che quella del 2000, corrispondente a un anno giubilare calendarizzato secondo la tradizione cattolica. Ovviamente era indispensabile ottenere il placet dell'istituzione promotrice del giubileo stesso. La veicolazione di questa richiesta di placet è avvenuta tramite Sua Eccellenza il vescovo. A distanza di tempo mi è pervenuta la rassicurazione verbale che nulla osta a che il Comune indica la Giostra. A questo punto si sono riunite Giunta e Istituzione e di fatto, a oggi, esistono tutti i presupposti di legittimità per chiedere a quest'organo l'approvazione di un'edizione straordinaria. Ma voglio concludere dicendo che da parte mia c'è stato molto riserbo e che le soluzioni prefigurate a mezzo stampa erano frutto solo di informazione improprie ed enfatizzate al punto da risultare false”.

Giovanni Bonacci: “per essere straordinaria una Giostra deve avere tre caratteristiche: auspicabile, pertinente, ambita. Anche il Palio ha delle edizioni straordinarie. L'ultima, guarda caso, è stata nel 2000. L'auspicabilità è dunque legata a una variabile tempo: una manifestazione è straordinaria se saltuaria. Pertinente: chiediamoci se Saracino e fede possano essere avvicinate. Personalmente rispondo ricordando che l'anno giostresco si apre con i ceri a Gregorio, tre quartieri hanno nel nome santi e richiami alla religione, ci sono benedizioni, alla fine della Giostra c'è il Te Deum.

Ambita: sono certo che il quartiere vincente esporrà la lancia d'oro come un trofeo di cui vantarsi. Concludo con un sogno: la prima giostra in notturna, 7 agosto 1937, fu corsa in una Piazza Grande interamente contornata da lanterne. È passata alla storia come Giostra delle lanterne, o dei Tegamacci detta in aretino. Mi piacerebbe si potesse ricreare questa magia”.

Elisa Bertoli: “L'appello alla misericordia è paradossale: sono state tolte risorse per 100.000 euro ai danni dei minori nella delibera di Consiglio Comunale riguardante il bilancio. Era il 22 febbraio. Spero che il papa veda questo Consiglio Comunale, ascolti le parole che si pronunciano. Se succedesse, magari qualcuno tornerebbe sui suoi passi”.

Roberto Bardelli: “vediamo di dare il meglio: mai ho pensato che la terza Giostra fosse un problema. Anzi, è l'occasione di portare in piazza la festa della città”.

Paolo Lepri: “i quartieristi lo hanno sempre sentito: due Giostre sono poche. E io che sono stato quartierista voglio portare in aula questo sentimento. Semmai può stonare il legame alla misericordia quando la rievocazione è quella di una battaglia. Avremo anche incassi maggiori. Se vogliamo ridurre in futuro i costi che gravitano sulla Giostra ricordiamo che in passato se ne correva una l'ultima di agosto e una la prima domenica di settembre. Per come sono organizzate oggi le Giostre, i costi di montaggio e smontaggio delle tribune raddoppiano. Discutiamo di questo”.

Il pronunciamento di voto favorevole da parte del Movimento 5 Stelle è stato ribadito dall'altro consigliere Massimo Ricci: “il voto è sì o no a una terza Giostra. Stop. Perché votare contro?”.

Hanno confermato i rilievi contrari, Francesco Romizi per Arezzo in Comune e Alessandro Caneschi per il Pd.Francesco Romizi ha espresso anche rilievi formali su un iter che è stato gestito in modo poco chiaro e per nulla condiviso. “Quando ero assessore alla Giostra, portai in Consiglio Comunale anche la delibera sul doping proprio perché tutti dovrebbero essere coinvolti su ciò che riguarda il Saracino. In questo caso era già deciso sopra la testa di minoranze e commercianti. La delibera che ci viene sottoposta non motiva in alcun modo, con esigenze turistiche ad esempio, il perché della scelta. Secondo: non ci sono i tempi per promuoverla a dovere, specialmente all’estero. Si parla di pacchetti o di tribune? La Giostra non può essere sfruttata a fini politici e di propaganda”.

Alessandro Caneschi: “una Giostra straordinaria dovrebbe essere tale perché risponde a criteri pubblicamente annunciati e condivisi, perché ha una motivazione molto forte e legata alla storia della città e della Giostra stessa, perché è capace di aggregare e non dividere, perché è capace di produrre effetti positivi per il futuro della manifestazione e per la promozione complessiva della città. Riscontriamo tutto questo? E di chi è la responsabilità?

Qualcuno potrebbe domandare il senso e l’utilità di due identiche manifestazioni nell’arco di una sola settimana. Questo poteva essere specificato meglio nel testo della delibera e invece anche questa è poco chiara. Rimane l’amarezza che mai si era registrata la divisione della città sulla manifestazione più sentita e più amata. Gli stessi protagonisti principali, ovvero i quartieri, non hanno gradito”.

Federico Scapecchi: “anche con le altre edizioni straordinarie sorsero i problemi delle tribune, del rapporto con i commercianti, però l'organizzazione è andato avanti e tutte si sono rivelate un successo”.

Giovanni Romanini: “sta passando il messaggio che la città di Arezzo sia contraria alla Giostra. Ebbene non è così”.

Egiziano Andreani: “l'occasione è positiva anche economicamente, per fare vivere la piazza e la città”.

Marco Casucci: “quando la Giostra si sarà tenuta che scopriremo finalmente chi ha avuto ragione”.

Francesco Macrì: “ho anch'io dubbi e perplessità sull'utilità di una terza Giostra, un progetto di questo tipo doveva nascere con maggiore condivisione, però la manifestazione è un bene primario e a questa sua caratteristica va guardato. Per cui, una volta marcata la propria differenza, chiedo alle opposizioni di assumere un atteggiamento diverso da quello annunciato. Perché la Giostra attiene a un ambito istituzionale e non politico”.

Anche l'assessore alla Giostra, Gianfrancesco Gamurrini, si è augurato voti contrari ma anche voti positivi dall'opposizione. “Avete espresso le vostre valutazioni ma spero che qualcuno, a livello personale, si ricreda”.

Luciano Ralli: “non siamo contro la Giostra o contro la terza Giostra, ma contro questo metodo che sta diventando uno stile di amministrazione. Sulle questioni di Giostra, come su altre, va perseguita la condivisione. Abbiamo evidentemente un altro modo di vedere le cose”.

L'appello finale del sindaco Ghinelli: “la misericordia che richiamiamo nella dedica alla Giostra non è in contrasto con il Saracino. Ho convenuto con il vescovo stesso che quando si arriva a una manifestazione simbolica di ciò che storicamente è avvenuto, il problema, nello specifico il confronto fra cristianità e oriente islamico che ha caratterizzato il medioevo, è superato. Avremo dunque una grande manifestazione, con costi compressi, grazie alla quale  tra fine agosto e inizio settembre avremo in città manifestazioni di grande rilevanza. Non dimentichiamo che in quel periodo si svolgerà anche il Polifonico. La città attirerà turismo di livello mondiale”. 

La delibera su Arezzo Fiere e Congressi

Il Consiglio Comunale, su proposta del sindaco Alessandro Ghinelli, ha approvato con 18 voti favorevoli e 7 astenuti una delibera nella quale invita la Regione Toscana a riconsiderare la posizione assunta nell’ambito del Piano di razionalizzazione delle società partecipate, approvato dal Consiglio Regionale il 21 dicembre 2015, dal quale emerge la volontà della Regione stessa di inserire Arezzo Fiere e Congressi, la struttura fieristica cittadina, tra quelle non strategiche che saranno dismesse o liquidate nella corrente legislatura. Il disimpegno della Regione Toscana rappresenterebbe il venire meno del socio di maggioranza visto che l’ente di Palazzo Panciatichi partecipa ad Arezzo Fiere e Congressi per una quota pari al 39,89%.

“La decisione di exit assunta – ha sottolineato il sindaco – potrebbe determinare esiti pregiudizievoli per la stessa esistenza della società di gestione e per il Comune. Il verificarsi di siffatto scenario, infatti, comporterebbe effetti deleteri anche sulle quote di minoranza di pertinenza di altri enti pubblici, tra i quali il Comune di Arezzo che subirebbe danni patrimoniali ingenti viste le risorse negli anni investite. Solo nel 2003, ricordo a proposito di investimenti, la Regione aveva deciso di considerare strategica la stessa struttura spendendo oltre 20 milioni di euro. Per cui non capisco come a distanza di pochi anni ci sia questa giravolta”.

Ecco la composizione del capitale sociale della società: oltre alla quota regionale suddetta, la Camera di Commercio detiene il 19,69%, la Provincia il 12,01%, il Comune di Arezzo l’11,02%. Poi ci sono banche private quali Banca Etruria con il 5,04%, Monte dei Paschi con il 4,61%, Unicredit e Cassa di Risparmio di Firenze con l’1,90% entrambe e altri soci privati per un complessivo 3,96%.

“Il Comune di Arezzo – ha sottolineato il sindaco Ghinelli – richiede scelte condivise e unitarie da parte di tutti i soci pubblici, specialmente quando sono in ballo valutazioni sulla governance e i futuri assetti societari. La dismissione di una quota di entità pari a quella regionale, senza preventivo coordinamento, si risolverebbe in un danno a una struttura strategica per il rilancio socio-economico del territorio. La scelta della Regione, motivata da ragioni di tipo economico, non deve invece prescindere da una verifica delle condizioni di funzionalità e strumentalità della struttura fieristica per il bacino territoriale di riferimento. Si ritiene dunque più opportuno ancorare simili valutazioni non tanto a un mero economicismo ma all’interesse pubblico generale. Arezzo Fiere e Congressi vive su uno squilibrio: si rileva infatti il diverso potere decisionale tra assetto societario, con la Regione Toscana che detiene la maggioranza relativa, e assetto territoriale visto che la struttura, fisicamente, è nel territorio del Comune di Arezzo che è tuttavia socio di minoranza. Se la Regione venisse meno in questo assetto, l’immobile resterebbe in piedi ma chi dovrebbe farsi carico di eventuali scelte inerenti il suo recupero, l’eventuale riconversione ad altri utilizzi, l’inserimento nel contesto urbanistico cittadino? La risposta è: il Comune di Arezzo. Dunque chiediamo alla Regione una strategia alternativa da elaborare mediante un accordo che coinvolga ogni ente interessato e che preveda almeno la possibilità di separare il ramo d’azienda gestore del patrimonio immobiliare e infrastrutturale dal ramo gestore dell’attività fieristica. Noi che vogliamo puntare sul turismo, compreso quello legato ad attività congressuali e fieristiche, ci troviamo dinanzi a questa scelta regionale di disimpegno che costringerebbe il Comune di Arezzo ad assumere impegni importanti e gravosi. Chiedo dunque un mandato per convincere la Regione a modificare atteggiamento e a un'elaborazione degli indirizzi condivisa. La collaborazione fra gli enti pubblici è addirittura prevista dal dettato costituzionale”.

Luciano Ralli ha sollevato sulla delibera una questione pregiudiziale: “noi daremmo mandato al sindaco su aspetti non solo politici ma che attengono contenuti tecnici che hanno ricadute finanziarie. Mi sembra che manchi proprio un approfondimento tecnico adeguato. Se c'è un ente che in questi mesi, da luglio a oggi, ha messo i bastoni fra le ruote ad Arezzo Fiere e Convegni, questo è il Comune di Arezzo. Ricordo poi i contrasti fra Comune e Camera di Commercio. Magari bastava aspettare il 31 marzo e vedere il consuntivo della struttura che pare finalmente in attivo. Dunque: se si tratta di un ravvedimento di un'azione dell'amministrazione in vista di un dialogo a tutto campo va bene, se invece dobbiamo trovare un pretesto, anche noi come Comune, per vendere la nostra quota in Arezzo Fiere e Congressi, non siamo d'accordo. Allora: ci viene chiesto dal sindaco un mandato ed è praticamente una richiesta di carta bianca. Ora, noi non ce la sentiamo di concedere questo. Tuttavia, il voto del Pd sarà di astensione, un atteggiamento positivo che spero apra un dialogo anche fra maggioranza e opposizione”.

Francesco Macrì: “è un forte mandato politico quello chiesto dal sindaco al Consiglio Comunale. La Regione ha lanciato un macigno. Dinanzi a tale macigno, l'amministrazione chiede prudenzialmente un mandato per verificare e controllare le reali intenzioni della Regione. Ci tengo poi a precisare una posizione: Arezzo Fiere e Congressi è nato male, si è rivelato molto costoso fin dall'inizio, nel tempo la situazione è migliorata ma restano crisi, debiti e deficienze funzionali. Spero si vada nella direzione, per questa città, di acquisizione di maggiore forza e per il Comune di dominio amministrativo. Non voglio che anche il governo di questa struttura fuoriesca dal territorio aretino. Sul piatto ci sono le quote della provincia, dei piccoli azionisti che hanno chiesto il recesso unilaterale per ora bloccato. Se tutte queste quote fossero messe a disposizione perché il Comune non dovrebbe accogliere la sfida della loro acquisizione?”.

Roberto Bardelli: “la delibera va nella giusta direzione: arrivare a una nuova stagione per il Centro Affari. Intanto partiamo, è l'inizio di un percorso dove il Consiglio Comunale sarà chiamato più volte a pronunciarsi”.

Paolo Lepri: “se l'amministrazione comunale avesse voluto cercare un dialogo con la Regione, non sarebbe partita con un autogol. Sarei favorevole ad aprire questi canali di dialogo. Per le azioni concrete attenderei i risultati di bilancio della struttura”. Massimo Ricci ha annunciato il voto di astensione del Movimento 5 Stelle: “pur condividendo la volontà del Comune di farsi sentire, restano le perplessità, in primis che la Regione torni indietro rispetto a un suo atto adottato in sede di Consiglio”.

Cesare Bircolotti: “questo è un mandato che diamo al sindaco a esplorare, a comprendere, poi gli chiederemo ovviamente di riferire all'assemblea. Auspico che tutti i gruppi partecipino a tale atto. Quando si è parlato di Imu e pignoramenti, non dimentichiamoci che sono atti dovuti, il Comune ha degli obblighi precisi nei confronti dei debiti che vanta”.

Luca Stella ha evidenziato che il suo voto favorevole sarà “non sulla delibera, di cui non ne colgo la ratio, ma esclusivamente a favore del sindaco”.

Mozioni e atti di indirizzo

Mozione di Angelo Rossi sulla transizione allo stato di diritto e al diritto alla conoscenza a dispetto della ragion di stato: “dal rapporto del Consiglio d'Europa emerge che l'Italia è al primo posto tra quelli che non hanno dato seguito alle sentenze sui diritti dell'uomo. Segnaliamo inoltre la durata eccessiva delle procedure giudiziarie, civili, penali e amministrative, un pericolo grave che mina alle fondamenta il rispetto dello stato di diritto. Il presidente della Repubblica, Mattarella, ha affermato che il diritto alla conoscenza è fondamentale, la commissione affari esteri della Camera ha approvato una mozione per impegnare il governo a intraprendere una transizione politica verso lo stato di diritto e a New York è in programma la 70esima assemblea delle Nazioni Unite che dibatte proprio su questo tema. Questa mozione è un omaggio all'azione e alla storia politica del leader radicale Marco Pannella. Il Comune di Arezzo si allinei a questa battaglia di civiltà sollecitando ogni istituzione a farla propria”. D'accordo con la mozione si sono espressi Luciano Ralli, Roberto Bardelli, Francesco Romizi, Massimo Ricci e Giovanni Bonacci. La mozione è stata approvata all'unanimità con 22 voti favorevoli.

Ancora Angelo Rossi con l’atto di indirizzo sull’uso di burqa, niqab, passamontagna e caschi integrali. “Nello stesso mondo islamico, tutto ciò che copre il volto e il corpo di una donna è oggetto di dibattito. Nel mondo occidentale, coprire una donna con tali indumenti, imprigionarcela, è contrario a ogni norma sui diritti umani e la dignità femminile. Questa sensibilità sta affermandosi visto che molte legislazioni nazionali, dal Belgio all’Olanda, dai länder tedeschi alla Francia e alla Svizzera, vietano di indossare il velo islamico all’interno di tutti gli edifici pubblici. Anche l’Italia sta adeguandosi a tale principio: in questi giorni misure anti-burqa o anti-passamontagna e anti-caschi integrali sono state adottate dalla regione Lombardia per gli uffici pubblici. È una questione di buon senso e di ordine pubblico. Dunque invito a inserire nel regolamento del Consiglio Comunale un divieto del genere per il pubblico, consiglieri comunali e membri di Giunta che assistono e partecipano ai lavori dell’aula. Chiedo che la polizia municipale vigili affinché tale divieto sia applicato in uffici comunali e manifestazioni pubbliche”.

Luciano Ralli: “le perplessità nascono perché occorre valutare l'impatto che può avere il metodo impositivo. Non si può non considerare che in questo modo si riduce l'autonomia delle donne, in sostanza rimane loro soltanto il restare a casa. Sono già tante le limitazioni alle donne di religione musulmana per cui credo si debba agire con un metodo diverso. Le seconde generazioni non hanno questo problema, ma un provvedimento di questo genere per chi si inserisce nella nostra realtà, improvvisamente, già in età avanzata, potrebbe portare a un’ulteriore reclusione. Sono a favore dell’integrazione e per aiutare il processo di emancipazione femminile”.

Donata Pasquini: “comprendo le perplessità del consigliere Ralli. Ma l'atto di indirizzo ha una ricaduta più simbolica. Non si sta impedendo alla donna velata di entrare nei luoghi pubblici, ma di rendersi identificabile. Per quanto si possa ritenere blando il contenuto dell'atto di indirizzo, esso sottende un valore politico importante. La necessità di far rispettare le nostre leggi e la riaffermazione della laicità del Stato”.

Paolo Lepri: “è un argomento molto delicato. Quando, per esperienza personale, vado in Iran vedo donne che in aereo sono scoperte ma quando scendono devono coprirsi. Imporre divieti del genere potrebbe creare problemi a donne che credono in una religione. Ma per una questione di ordine pubblico sono favorevole a questo atto e, personalmente, sarei anche più rigoroso”.

Marco Casucci: “siamo favorevoli a questo atto di indirizzo perché riteniamo che il principio di identità è fondante del nostro stare in società. Privando le persone di identità e comunicatività viene lesa gravemente la loro dignità. Le donne musulmane hanno il diritto di portare burqa e niqab in casa o nei luoghi di culto se lo considerano pratica indispensabile alla loro fede. Ma non in strada, in piazza, in banca o sul posto di lavoro o in un ufficio pubblico. Chi si copre completamente in tali sedi non mostra interesse a integrarsi”.

Massimo Ricci: “la questione che si pone è legata alla sicurezza. Voteremo favorevolmente perché pensiamo che questo sia il tema”.

L'atto di indirizzo è stato approvato con 19 voti favorevoli e un astenuto.

L'atto di indirizzo di Paolo Lepri: “le slot machine sono sempre più diffuse, hanno sostituito gli altri giochi, nei bar e nei locali, inducono sempre più le persone a giocare e le dipendenze da gioco sono in aumento. Le condizioni economiche spingono sempre più a tentare la fortuna. È necessario avviare campagne informative su questo rischio. Che potrebbe trovare attuazione con un'imposta di scopo, 100 euro al mese per ogni macchina installata, da imporre ai proprietari di locali. L'imposta dovrebbe costituire un fondo anche per contribuire a curare le dipendenze da gioco d'azzardo e diffondere e pubblicizzare le statistiche di questa nuova piaga. So della difficoltà tecnica che può avere questo atto di indirizzo, perché il Comune non può mettere nessuna altra tassa a seguito della legge di stabilità. Ma vorrei un segnale forte da questa aula per lottare, a dispetto del Governo, contro la diffusione di queste macchinette”. Alessio Mattesini: “con questo atto di indirizzo, si chiede di andare a creare un'imposta di scopo, nuova per il Comune di Arezzo. Il parere tecnico conferma che non può essere istituita per quanto stabilito dalla normativa nazionale”.

L'assessore Lucia Tanti: “abbiamo già intrapreso un percorso con il Sert e con un'associazione di ragazzi per far comprendere quanto sia grave la dipendenza da gioco. Su questo tema, attraverso la commissione consiliare competente, con un percorso politicamente trasversale, propongo un’opera di sensibilizzazione a vantaggio della città, sia per gli esercenti che per chi gioca. Penso si possa fare un buon lavoro che ci qualifica anche verso un Governo nazionale che mostra una certa tolleranza verso questo tipo di attività”.

Francesco Romizi: “sono convinto che il sindaco non intenda sconfessare l'operato della precedente amministrazione. E accolgo la proposta dell'assessore Tanti. Esiste un'ordinanza dell'allora sindaco Fanfani che prevede di vietare l'apertura, nelle vicinanze di luoghi sensibili, di nuove videolottery. Quell'ordinanza è già qualcosa di positivo, continuiamo a lavorare su questa strada”.

Luciano Ralli: “la ludopatia è un fenomeno crescente, molto simile alla dipendenza. Non dimentichiamo i gratta e vinci. Sulla questione di arginare il fenomeno sono assolutamente favorevole. Sulle azioni prese dagli organi nazionali, c’è stata un’azione di Governo ma ci sono parlamentari anche aretini che vogliono un disegno di legge su questo tema”.

Paolo Lepri: “capisco i rilievi normativi, possiamo togliere il riferimento esplicito all'imposta di scopo e aggiungere di limitare, per quanto possibile, nel futuro, il rilascio delle licenze per l'installazione delle slot machine”.

Francesco Macrì: “il tema mi sta particolarmente a cuore ed è di particolare rilevanza. La piaga è enorme. Lo scandalo pure perché lo Stato come ha sempre fatto con il gioco in generale vede l'opportunità di riscuotere grandi somme per la finanza pubblica”.

Approvato con 20 voti favorevoli.

Approvato con 17 voti favorevoli un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Arezzo in Comune, Francesco Romizi sulla vicenda che ha coinvolto il connazionale Giulio Regeni, trovato morto al Cairo a pochi giorni dalla sua scomparsa. “Quanto sta emergendo in merito alla sua drammatica prigionia e uccisione, ha sollevato un moto di indignazione e solidarietà nel Paese. Crediamo che tutte le istituzioni, a ogni livello, dunque anche i Comuni, debbano dare un segnale al Governo affinché non si fermi fino a quando non sia fatta piena luce. In tanti Consigli Comunali in questo momento vengono presentati atti come quello che ho deciso di sottoporre all’assemblea affinché i sindaci sollecitino il Parlamento e il Governo ad attivarsi nelle sedi internazionali per rendere giustizia a Giulio e ai familiari. Un voto simile sarebbe un fatto istituzionale molto importante. Le relative delibere saranno poi inviate ai presidenti di Camera e Senato come ulteriore gesto simbolico di sollecito”.

“Solidarietà al segretario generale del sindacato autonomo di polizia” è il contenuto di una mozione di Egiziano Andreani. “Gianni Tonelli, per oltre 40 giorni, ha attuato lo sciopero della fame ed è stato costretto a un ricovero a causa di un malore. Si tratta, quello di Tonelli, di un gesto estremo che giunge a seguito della lotta sindacale per migliorare la condizione lavorativa dei poliziotti italiani. E dopo che un dirigente dello stesso sindacato ha mostrato in una trasmissione televisiva caschi non più idonei, giubbotti antiproiettile prossimi alla scadenza e armamenti vecchi di 40 anni. Inoltre, anche ad Arezzo il Sap condivide le posizioni espresse dalla segreteria generale, riguardo all’inadeguatezza e obsolescenza delle dotazioni del personale. Ritengo quindi importanti le motivazioni che stanno alla base del gesto di Tonelli, dato che il miglioramento delle condizioni di lavoro in questo settore incidono sulla sicurezza dei cittadini. Con la mozione invito il Consiglio Comunale, il Sindaco e la Giunta ad attivarsi presso il ministero dell’Interno per sollecitare la soluzione dei problemi delle forze di polizia”.

Marco Casucci ha ricordato che la questione di Tonelli è “fondamentale per la salvaguardia della nostra democrazia che è intaccata dai tagli lineari che colpiscono le nostre forze di polizia. La sua è una voce inascoltata, come altre. Tonelli è stato raggiunto da un provvedimento disciplinare per le sue denunce. Siamo vicini a lui, alle donne e agli uomini in divisa che garantiscono la sicurezza a dispetto di politiche governative che trascurano la fondamentale questione. Un atto concreto come quello del Consiglio Comunale restituirebbe dignità a quest'uomo, sempre in prima linea nel suo impegno costante”.

Francesco Macrì: “Gianni Tonelli sarà ad Arezzo il 31 marzo alle 17,30 alla Borsa Merci in un'assemblea pubblica sulla sicurezza dal titolo Difendi Arezzo”.

L'atto è stato approvato con 19 voti favorevoli.

Con un atto di indirizzo, Giovanni Bonacci e Donata Pasquini hanno chiesto per il Comune di Arezzo di privilegiare la “procedura negoziata” per i contratti pubblici di affidamento dei lavori cosiddetti “sotto soglia comunitaria”. “Il Comune di Arezzo per le opere sotto soglia privilegia il metodo dell'avviso finalizzato alla preventiva e gratuita manifestazione di interesse. Il ricorso alla preventiva manifestazione di interesse determina un numero abnorme di aziende sorteggiabili spesso prive di fondata capacità operativa e l'offerta economica si concretizza in ribassi eccessivi che significano lavori non a regola d'arte. La procedura negoziale richiede invece un'indagine di mercato rispetto al luogo di esecuzione dei lavori e una successiva selezione dei soggetti da invitare in funzione di tipologia di appalto e relativo importo”.

Considerazioni condivise e rilanciate da Donata Pasquini: “procedure diverse da quella negoziata rendono di difficile perseguibilità anche l'inadempienza contrattuale. Quindi per importi ridotti si tratta di introdurre un criterio di ragionevolezza che impedisca che si presenti a un bando un numero di soggetti elevato. Esso inficia anche i giusti controlli sui partecipanti”.

L'atto è stato approvato con 18 voti favorevoli.

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